Cagliari 16 Giu 2025. Un piano straordinario per le ferrovie che elimini il gap infrastrutturale tra la Sardegna e le altre regioni d’Italia. Interventi non più rinviabili per assicurare ai sardi il diritto alla mobilità e porre rimedio all’isolamento che frena lo sviluppo economico e sociale dei territori. Sono le richieste contenute nella mozione presentata in Consiglio regionale dal gruppo del Partito Democratico illustrata questa mattina in conferenza stampa.
«La Sardegna non può più sopportare questi ritardi – ha detto il primo firmatario della mozione Gigi Piano – la perequazione infrastrutturale non è una concessione ma una previsione normativa contenuta nella legge 42 del 2009 che ha come obiettivo il riequilibrio territoriale e il superamento delle criticità causate dall’insularità. La nostra mozione impegna la Giunta a rivendicare un piano straordinario di interventi finanziato con risorse statali ordinarie e pluriennali a valere sul Fondo perequativo infrastrutturale e altri strumenti finanziari».
Attualmente la rete ferroviaria sarda, gestita da RFI, è di circa 430 km, altri 170 (a scartamento ridotto) sono invece in mano ad Arst. 440 sono invece i km, sempre gestiti da Arst, delle linee turistiche del Trenino Verde. Nessuna di queste tratte è elettrificata. La velocità di percorrenza è pari a 60/90 km orari contro i 160/200 della media italiana. Per andare da Cagliari a Sassari o dal capoluogo a Olbia sono necessarie 3 ore e mezza. Un capoluogo di provincia, Nuoro, è completamente tagliato fuori dalla rete gestita dalla Ferrovie dello Stato. Parlare di “alta velocità” o “alta capacità” è pura fantascienza. «C’è bisogno di un cambio di rotta – ha proseguito Piano – non stiamo chiedendo un intervento normativo ma l’attivazione di un tavolo Regione-Governo per l’adozione di un preciso impegno finanziario».
Un’opportunità potrebbe arrivare dall’Europa. Persi i fondi Pnrr (“sulle ferrovie sarde non è stato investito nemmeno un euro”) si potrebbero aprire altre interessanti linee di finanziamento. La conferma è arrivata dall’europarlamentare del Pd Giuseppe Lupo, collegato in videoconferenza da Strasburgo: «La situazione sarda è inaccettabile. Questo è il momento giusto per portare avanti le vostre rivendicazioni. Attualmente l’Unione Europea ha quattro dossier aperti. Il più importante è rappresentato dal Quadro finanziario pluriennale che stanzia 1800 miliardi di euro per gli investimenti con una quota significativa riservata ai trasporti. È importante intervenire ora per rilanciare la questione». Ma non è questa l’unica partita aperta, Giuseppe Lupo ha indicato altre tre possibili soluzioni rappresentate dai programmi “Nuova strategia per le Isole”, il piano antispopolamento “Diritto a restare” e il “Patto per il Mediterraneo”. «Contengono tutti importanti risorse che vanno intercettate – ha sottolineato Lupo – per questo è urgente attivare un tavolo istituzionale». Posizione condivisa dal segretario regionale, e senatore del Pd, Silvio Lai che ha però lanciato l’allarme: «Per poter ottenere i fondi europei destinati al contratto di programma Stato-RFI occorre avere studi di fattibilità e progetti pronti. Senza questi strumenti non è possibile accedere alle risorse. La progettazione deve essere una priorità».
Per il riammodernamento delle ferrovie sarde servono dai 18 ai 22 miliardi di euro: «La Sardegna ha una rete ferrata simile a quella siciliana – ha precisato Silvio Lai – per il piano di interventi della Sicilia, iniziato nel 2016, si sono spesi 18 miliardi di euro. Se in Sardegna aggiungiamo la rete Abbasanta-Nuoro arriviamo a circa 22 miliardi. Risorse ingenti che nella programmazione europea si possono comunque recuperare. La Sardegna può inoltre fare una scelta strategica e decidere di destinare al sistema ferroviario una sua quota di finanziamento».
Di trasporti si parlerà il 22 giugno prossimo a Roma nel convegno organizzato dal Pd sul “Dossier Europa”. All’incontro, al quale parteciperà l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Stefano Donnaruma, sarà presente anche il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Roberto Deriu. Com











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