«Si è trattato di un lavoro lungo e laborioso – spiega il Direttore Generale, Dottor Antonio Maria Soru – realizzato dal Servizio di Programmazione e Controllo di Gestione, diretto dal Dottor Angelo Serusi, e coordinato dalla Dottoressa Pierina Fodde, Direttore dell'Assistenza Ospedaliera e Territoriale. Alla realizzazione de piano hanno dato la loro proficua collaborazione il Servizio Amministrazione Personale-Risorse Umane, diretto dalla Dottoressa Maria Grazia Figus, e il Servizio Infermieristico e delle Professioni Sanitarie, diretto dalla Dottoressa Maria Rita Pinna».
«Il risultato – prosegue Soru – è la fotografia della situazione esistente, dalla cui analisi la Direzione Generale può determinare il reale fabbisogno di risorse umane in relazione alle strategie di sviluppo definite nel Piano Sanitario Aziendale. Ma rappresenta anche un efficace indicatore per valutare il riequilibrio dei carichi di lavoro e la ridistribuzione degli organici. Elementi che potranno consentire un rilevante miglioramento della qualità dell'assistenza fornita all'utenza».
Il metodo applicato per lo studio ha tenuto conto di diversi elementi e indicatori.
Per i Servizi Ospedalieri è stata utilizzata la recente normativa regionale sull'accreditamento istituzionale. Nel calcolo complessivo del fabbisogno è stato contemplato anche il tempario del SUMAI (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana) del 2006, che calcola il tempo per le prestazioni ambulatoriali, e consente di valutare la maggior parte dei servizi di diagnosi e cura.
Per le specialità chirurgiche si è tenuto conto anche dei tempi dell'attività delle sale operatorie e delle ore di lavoro necessarie, considerate aggiuntive rispetto a quanto previsto dall'accreditamento regionale per le attività di degenza. Sono rimasti esclusi e sono oggetto di uno studio di dettaglio, ancora in corso, il Laboratorio analisi, l'Anatomia patologica, il Sit (Servizio immuno-trasfusionale), la Radioterapia e il Pronto soccorso, attività che non si prestano alla valutazione con il tempario SUMAI.
Per i Servizi Territoriali, il confronto tra i diversi dipartimenti e le diverse aree territoriali dell'Asl ha come base di riferimento i tempi medici del tempario per le prestazioni ambulatoriali. Fa eccezione il solo Dipartimento di prevenzione, per il quale il tempario SUMAI è inapplicabile. In questo caso è stata calcolata la produttività media aziendale e, con questo parametro, sono stati confrontati i diversi distretti.
L'analisi ha consentito di evidenziare per ogni Area: l'organico effettivo, suddiviso fra dirigenza e comparto; l'organico previsto, la variazione tra l'organico effettivo e quello previsto.
Dotazione organica ASL Nuoro
La ASL di Nuoro conta, complessivamente, su 2.333 unità, distribuite nelle tre Aree principali: servizi generali (staff, servizi amministrativi ecc.), che contano 163 unità (pari al 7%), servizi territoriali (Distretti sanitari ecc.), con 767 dipendenti (33%), mentre la parte del leone la fa l'assistenza ospedaliera, con il 60% di personale (pari a 1403 unità).
Nei servizi territoriali l'analisi della composizione interna evidenzia che i Distretti hanno la quota maggiore del personale in servizio, pur con variazioni che vanno dal 71% di Macomer al 50% di Nuoro, segue il Dipartimento di Prevenzione con valori fra il 27 e il 19%, e infine il Dipartimento di Salute Mentale con valori fra il 23 e il 10%.
Per quanto riguarda gli ospedali il San Francesco assorbe l'80% del personale (48% di tutto il personale) lo Zonchello l'8% e il San Camillo di Sorgono il 12%.
Distribuzione del personale rispetto alla popolazione residente
Dall'indagine è possibile ricavare la distribuzione del personale dipendente rispetto alla popolazione residente. In questo caso sono stati presi in esame i singoli Distretti sanitari. La media aziendale è di 1 operatore ogni 218 residenti. Procedendo per singolo Distretto si scopre che Nuoro ha 1 dipendente ogni 286 residenti, Macomer 1 ogni 130, Siniscola 1 ogni 264 e Sorgono 1 ogni 190. Nuoro e Siniscola, dunque, operano con standard superiori alla media aziendale, mentre a Sorgono, ma soprattutto a Macomer il rapporto è sotto la media aziendale. Il dato sovrastimato di Nuoro può essere spiegato col fatto che alcune prestazioni di tipo amministrativo sono effettuate dai Servizi generali dell'ASL, mentre a Siniscola, durante i mesi estivi, la popolazione residente aumenta in modo significativo.
Distribuzione del personale nei Distretti
I Distretti assorbono il 58% del personale (324 unità) e producono il 54% dell'attività.
Rappresentano l'area in cui vi è la maggiore incidenza di esuberi del personale del comparto. L'eccedenza di personale del comparto rispetto alle prestazioni erogate, diffusa in tutti e quattro i Distretti, varia dalle 36 unità a Nuoro, alle 15 di Siniscola, con un totale di 83 unità.
Per quanto riguarda la dirigenza la variazione fra organico effettivo e quello previsto è minima. In generale si evince che il personale infermieristico è il ruolo numericamente più rilevante nel comparto, e il rapporto numerico con la dirigenza risulta troppo sbilanciato.
Distribuzione del personale nel Dipartimento di Prevenzione
Qui è presente il 25% del personale (139 unità), e vengono effettuate il 42% delle prestazioni dell'area territoriale. Il personale del comparto è abbastanza equilibrato rispetto all'attività, si segnala un modesto esubero a Macomer e Sorgono, che potrebbe equilibrare l'altrettanto modesta carenza di Nuoro e Siniscola, mentre per la dirigenza si evidenzia una carenza a Nuoro (-6) ed un esubero a Sorgono (+5).
Distribuzione del personale nel Dipartimento di Salute Mentale
È presente il 17% del personale (94 unità), e vengono effettuate il 4% delle prestazioni dei servizi territoriali. Il dato più rilevante riguarda gli psicologi, che risultano in esubero in tutti i distretti per un totale di + 10 unità. La componente medica, invece, risulta in sostanziale equilibrio, mentre personale del comparto è in esubero in tutti i distretti per un totale di + 33 unità.
Servizi ospedalieri
Per calcolare il fabbisogno di personale nei servizi ospedalieri sono state prese in considerazione tre componenti:
La norma regionale sull'accreditamento, che stabilisce determinati indici per la dirigenza e per il comparto, e che utilizza come base di riferimento il numero dei posti letto.
L'attività ambulatoriale, sia dei reparti di degenza che dei servizi di diagnosi e cura senza posti letto, utilizzando il tempario SUMAI, così come per le attività territoriali.
L'attività di sala operatoria per le specialità chirurgiche, utilizzando dei tempi standard per intervento e per specialità.
Complessivamente nell'area ospedaliera sono attualmente in servizio 348 dirigenti e 747 unità del comparto, mentre l'organico previsto è di 374 dirigenti, con un saldo negativo di -26, soprattutto nei reparti di degenza, e di 807 unità per il comparto, con un saldo negativo di -82 unità. Anche in questo caso la carenza è soprattutto nei reparti di degenza, ed è rappresentata quasi esclusivamente da personale di supporto (OSS, ausiliari ecc.). La carenza di infermieri professionali nelle degenze è, infatti, compensata, quasi interamente, dall'eccedenza di questa figura professionale nei servizi di diagnosi e cura senza posti letto.
Entrando nel dettaglio, i reparti di degenza del San Francesco risultano carenti di 33 unità per la dirigenza, 29 unità per gli infermieri professionali, e 82 unità per il personale di supporto. I servizi di Diagnosi e cura hanno invece una situazione di equilibrio per la Dirigenza, mentre si rileva un esubero sostanziale per quanto riguarda gli infermieri professionali e il personale tecnico con +28 unità. Lo Zonchello, invece, evidenzia una carenza diffusa di personale medico, sia nelle degenze che nei servizi di diagnosi e cura, con un totale di -8 dirigenti. La situazione del personale infermieristico e tecnico ricalca quella del San Francesco, con una carenza nei reparti di degenza (-10), e un esubero (+6) nei servizi di diagnosi e cura. Nel caso del San Camillo di Sorgono, invece, viene fuori che la situazione della pianta organica è sostanzialmente corretta, con una lieve carenza della dirigenza medica nei reparti di degenza (-4) e l'esubero nei servizi di diagnosi e cura (+3), mentre il personale infermieristico risulta in esubero sia nella degenza (+2) che nei servizi di diagnosi e cura (+8).
Facendo una sintesi emerge che, complessivamente, nei servizi territoriali e ospedalieri dell'ASL di Nuoro risultano carenti 23 dirigenti del ruolo sanitario, con un -39 unità nell'area ospedaliera, parzialmente compensata dai 16 dirigenti in esubero nell'area territoriale. Per quanto riguarda il comparto il saldo negativo dell'area ospedaliera (-82) è compensato dall'esubero nell'area territoriale dei distretti (+83), con un saldo totale di +34 da ascrivere
interamente al Dipartimento di Salute Mentale.
Da segnalare che, tra gli aspetti positivi dello studio sulla dotazione organica, vi è anche la messa a punto di un software che consente di monitorare in tempo reale la movimentazione di personale, in particolare quello infermieristico (che, come abbiamo visto, incide maggiormente sul complessivo). In questo modo, ad esempio, è possibile conoscere in tempo reale in quale reparto è stata spostata una determinata unità.
Ma il piano contiene anche una parte, altrettanto utile e di valore strategico per la politica delle risorse umane, relativa all'età anagrafica del personale in servizio. La distribuzione del personale (dirigenza e comparto) in base alle differenti fasce d'età rivela quanto segue: Nella dirigenza la maggioranza (l'80 %) oscilla tra i 51 e i 60 anni; nel comparto il 40 % oscilla tra i 41 e i 50, e un altro 40 % oscilla tra i 51 e i 60 anni.
«In linea di massima – conferma Dottor Soru - c'è stato un ricambio più evidente nel comparto, e molto meno nella dirigenza, dove il 7 % delle unità ha oltre 60 anni. A questo proposito stiamo operando una riflessione circa l'opportunità, da parte dell'Azienda, di puntare su formazione e aggiornamento, in modo da non disperdere il patrimonio di professionalità acquisite».
Infine il lavoro comprende una parte che riguarda tutte quelle “limitazioni” presenti nel personale dipendente (Visite collegiali, Legge 104, Legge 151, malattie lunghe, congedo parentele, part-time orizzontale, part-time verticale, aspettativa, comando, 150 ore per studio), che ha permesso di valutare l'impatto che queste hanno sull'organizzazione del lavoro. Nei calcoli conseguenti alla prima parte dell'analisi condotta, l'organico effettivo non tiene, infatti, conto dell'incidenza che le limitazioni hanno, sulle ore di lavoro effettivamente prodotte dal personale.
«Questo dato _ conferma il Direttore Generale dell'ASL di Nuoro _ è rilevante per comprendere meglio il fabbisogno della dotazione organica dell'ASL, e pone le basi per ulteriori approfondimenti sulla gestione del personale con limitazioni e sul suo inserimento in servizi, che per organizzazione interna, permettono di ridurre l'impatto negativo sul lavoro degli altri dipendenti».
Lo studio, dunque, ha permesso di rilevare che il 20% (478 unità) del personale dipendente dell'ASL di Nuoro ha una limitazione, con la seguente distribuzione fra i ruoli: 51 unità (pari all'8%) nella dirigenza, e 427 unità (pari al 25%) nel comparto.
Nell'area del comparto il tipo di limitazione più rilevante è la Legge 104, con il 40% del totale, seguono le visite collegiali con il 26%, e la Legge 151 con l'11%. Complessivamente, queste tre tipologie rappresentano il 76% del totale.
Questi numeri così significativi sono stati tradotti in teste equivalenti calcolando per ciascuna limitazione, il numero delle ore lavorate in meno.
È un dato impressionante, perché è come se, dal numero complessivo dei dipendenti in servizio, venissero a mancare all'Azienda 22 unità del ruolo dirigenziale, pari al 4% del totale, e 102 unità del comparto, pari al 6% del totale.
La distribuzione delle limitazioni rispetto alla qualifica professionale ha permesso di rilevare che la maggiore incidenza è presente negli infermieri, con il 36% del totale dei dipendenti in servizio, percentuale che arriva al 40% nei servizi territoriali e scende al 34% nei servizi ospedalieri. Segue il personale di supporto, con percentuali del 28% sul totale, del 26% in ospedale e del 33% nel territorio, mentre i tecnici hanno un'incidenza del 23% sul totale, che varia dal 26% negli ospedali al 20% nel territorio. Infine, per la dirigenza l'incidenza è dell'8% sul totale.
Nei Presidi ospedalieri la maggior incidenza di personale con limitazioni è presente nello Zonchello, con il 49%, segue il San Camillo di Sorgono, con il 20% e, infine, il San Francesco, con il 19%. Da segnalare che nello Zonchello il 73% degli infermieri in servizio ha una limitazione.
«La ricognizione – conclude Dottor Soru - servirà per individuare, nello specifico, le criticità esistenti in Azienda, relativamente all’eventuale mancanza di personale, in particolare quello infermieristico. Il passo successivo sarà quello di rivedere, nel concreto, l’organizzazione dei servizi, organizzazione che pur tenendo nel giusto conto le istanze del personale, non potrà prescindere dal rispetto delle normative vigenti e delle esigenze delle diverse attività sanitarie». Com





