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Leader G7, più armi a Kiev e più sanzioni a Mosca. Sull’Iran: sostegno all’attuazione dell’accordo.

Evian (Francia), 17 Giu 2026 - Si tiene a Evian, in Francia, il G7 2026. Il vertice si chiude oggi, 17 giugno. Il summit include Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Giappone.
Le due guerre dominano la scena: per quella in Medio Oriente, con la previsione di firma dell'intesa venerdì 19 in Svizzera, dopo l'accordo raggiunto tra Usa e Iran, il focus della missione per la riapertura di Hormuz è al centro delle discussioni. Per quella in Ucraina, Zelensky partecipa alle riunioni dopo una “fantastica” telefonata con il presidente Usa. Otre al presidente ucraino, associati al G7 anche i leader di Qatar, Emirati Arabi e Arabia Saudita.
Le tensioni commerciali con la Cina sono lo sfondo permanente dei colloqui, iniziati con un primo faccia a faccia Macron-Trump e proseguiti poi con la cena per dei capi di Stato e di governo. Quindi i Paesi del G7, consci di non poter risolvere da soli conflitti e tensioni, hanno voluto invitare quelli di India, Brasile, Corea del Sud ed Egitto.
Ma all'“Evian Resort”, il grande spazio blindato via terra e cielo per proteggere il lavoro dei capi di Stato e di governo, si parla anche di difesa, di squilibri economici che alimentano le tensioni geopolitiche, di partnership e solidarietà internazionale, di crescita economica condivisa, equilibrata e sostenibile e, naturalmente, di intelligenza artificiale.

I leader del G7 nella dichiarazione comune hanno affermato anche di sostenere "attraverso un immediato e solido cessate il fuoco", "gli sforzi della leadership libanese per ottenere il disarmo di Hezbollah e il monopolio delle armi, e per proteggere l’integrità territoriale e la sovranità del Libano con adeguate garanzie di sicurezza internazionali".

"Nella Striscia di Gaza, accelereremo gli sforzi umanitari e di ricostruzione e la rapida attuazione delle opportune misure politiche e di sicurezza. Chiediamo la fine delle violenze in Cisgiordania". Lo si legge nella dichiarazione congiunta sulle questioni geopolitiche dei capi distato e di governo del G7.

I leader del G7 in una dichiarazione pubblicata nella notte hanno espresso "profonda preoccupazione" per "i programmi nucleari e missilistici balistici della Corea del Nord". I 'Sette Grandi' riaffermano l'impegno per "la completa denuclearizzazione della Corea del Nord, in conformità con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".

Nel documento firmato stanotte, i leader del G7 riaffermano il sostegno a un Indo-Pacifico "libero e aperto basato sullo stato di diritto" e ribadiscono l'opposizione "a qualsiasi tentativo unilaterale di modificare lo status quo, in particolare con la forza o la coercizione" nel Mar Cinese Orientale e Meridionale e nello Stretto di Taiwan.

"Riteniamo sia giunto il momento di intraprendere ulteriori azioni, visto che il Presidente Donald Trump ha raggiunto un accordo, che sosteniamo, per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Riconosciamo i progressi e le opportunità attuali in Medio Oriente. Accogliamo con favore l'annuncio di un accordo tra gli Stati Uniti e l'Iran, raggiunto sotto la ferma guida del Presidente Donald Trump, con il sostegno dei paesi mediatori, che offre un'opportunità storica per impedire all'Iran di acquisire armi nucleari e per contrastare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche. Sosteniamo la sua attuazione e siamo pronti a contribuire ad essa. Riaffermiamo che il diritto al libero e indisturbato transito è la pietra angolare del commercio internazionale. Abbiamo convenuto che l'iniziativa di difesa multinazionale e indipendente guidata da Francia e Regno Unito può svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e sostenendo la verifica della rimozione di tutte le mine. Sosteniamo con forza un accordo diplomatico solido e completo, complementare al memorandum d'intesa raggiunto dal Presidente Donald Trump, che possa portare alla pace e alla sicurezza per tutti nella regione. Sottolineiamo che i negoziati condotti a questo scopo devono tenere conto delle minacce poste dall'Iran alla regione e oltre, e devono garantire che l'Iran non acquisirà mai armi nucleari. Abbiamo convenuto che il contributo dei partner regionali e internazionali competenti, inclusa l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, sarebbe utile a questi negoziati. Riaffermiamo che l'Iran non acquisirà mai armi nucleari. In Libano, sosteniamo, attraverso un cessate il fuoco fermo e immediato, gli sforzi delle autorità libanesi per raggiungere il disarmo di Hezbollah e un monopolio statale sulle armi, e per proteggere l'integrità territoriale e la sovranità del paese attraverso adeguate garanzie di sicurezza internazionali". Così si legge in una dichiarazione dei leader del G7, riuniti a Evian, in Francia.

I leader del G7 in una dichiarazione pubblicata nella notte si dicono "uniti nell'incrollabile sostegno all’Ucraina nel difendere la sua libertà, sovranità e integrità territoriale". "Ribadiamo la nostra solidarietà con la popolazione ucraina che soffre a causa degli attacchi alle sue infrastrutture critiche e al suo patrimonio culturale. Lodiamo l’Ucraina per la sua resilienza e i progressi sul campo di battaglia negli ultimi mesi e sottolineiamo che esiste ora un nuovo slancio", si legge ancora. Per questi motivi "concordiamo di aumentare la fornitura di capacità di difesa aerea, sistemi aggiuntivi e intercettori, nonché capacità a lungo raggio". Nella dichiarazione viene poi sottolineata "l’importanza della resilienza energetica, sulla base dei bisogni e delle priorità espressi dalle autorità ucraine". I leader del G7 quindi concordano nel "fornire ulteriore sostegno per far superare al Paese il prossimo inverno". Inoltre i 'Sette Grandi' si impegnano "ad aumentare la pressione sull’economia di guerra russa". "In questo contesto - si legge - rafforzeremo le nostre sanzioni, comprese quelle sui settori del petrolio e del gas". "Consideriamo questo il momento giusto per procedere con ulteriori misure, poiché il presidente Trump ha ottenuto un accordo che sosteniamo per la riapertura dello Stretto di Hormuz", concludono.

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