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Rinviati i colloqui Washington-Teheran dopo il forfait di Vance.

Cagliari, 19 Giu 2026 - l presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, hanno firmato a distanza il memorandum d'intesa mercoledì sera. Trump lo ha firmato durante una cena a Versailles con Emmanuel Macron.

Il presidente Usa Donald Trump ha sorpreso alcuni dei suoi collaboratori decidendo di firmare il memorandum d'intesa con l'Iran durante una cena alla Reggia di Versailles. Lo ha riferito il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza della vicenda.La cerimonia di firma era prevista per oggi in Svizzera, ma Trump ha firmato il memorandum con Teheran un giorno prima, durante la cena a Versailles. Il vicepresidente Usa JD Vance avrebbe dovuto rappresentare la delegazione americana all'incontro in Svizzera, ma un portavoce della Casa bianca ha annunciato che Vance non sarebbe partito. Inoltre, il ministero degli Esteri elvetico oggi ha annunciato la cancellazione dell'appuntamento, dove sarebbero dovuti anche iniziare i colloqui.

I colloqui previsti per oggi tra Stati Uniti e Iran nel resort di Burgenstock, in Svizzera, non avranno luogo. Lo ha confermato alla Reuters il ministero degli Esteri svizzero dopo che un portavoce della Casa Bianca aveva dichiarato nella notte che il vicepresidente statunitense J.D. Vance aveva rinunciato al viaggio programmato per incontrare i negoziatori iraniani al fine di avviare i colloqui sull'attuazione dell'accordo raggiunto tra Teheran e Washington per porre fine alla guerra. 

Le navi che chiederanno di attraversare lo Stretto di Hormuz non dovranno pagare pedaggio per 60 giorni e sarà l'amministrazione della Repubblica islamica dell'Iran a coprire questi costi. Lo ha annunciato il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Irna. L'organismo ha indicato che l'Autorità della via d'acqua del Golfo persico è stata incaricata di esaminare e dare priorità rapidamente alle richieste di passaggio, in linea con gli obiettivi del memorandum d'intesa di Islamabad. La nota precisa tuttavia che, alla luce delle condizioni speciali e della presenza di alcuni rischi per la sicurezza lungo la rotta, le navi dovranno transitare nel percorso e negli orari che saranno comunicati loro. L'obiettivo è garantire un traffico sicuro, prevenire incidenti marittimi e aumentare gradualmente la capacità di transito.

"Non ci sono limiti al mio potere”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una intervista ad ‘Axios’. Nell’articolo si legge che il tycoon è entrato in guerra con l’Iran chiedendo una “resa incondizionata” e l’ha poi conclusa con un memorandum d’intesa 'limitato'. Trump ha spiegato di aver negoziato l’accordo per evitare che la guerra si trasformasse in una depressione economica globale. Tuttavia, il leader Usa ha negato di essersi in alcun modo sentito ridimensionato dall’esperienza. Alla domanda su cosa avesse imparato dalla guerra riguardo ai limiti del suo potere, ha infatti risposto: “Non ci sono limiti”. “Non ho ancora imparato quella lezione. So che ci sono, ma non ci sono limiti”, ha proseguito.

Passare dal Novecento dei grandi alberghi svizzeri al post-contemporaneo di un accordo siglato direttamente in blockchain. Anche questo è lo stile di Donald Trump. Mentre l'intesa quadro tra Washington e Teheran scuote la geopolitica globale, la macchina diplomatica si mette in moto per definire i dettagli operativi a Lucerna. I primi effetti concreti sono già visibili sui mercati, con i prezzi di petrolio e gas in picchiata dopo che gli Stati Uniti hanno permesso il passaggio delle prime 12 navi iraniane dallo Stretto di Hormuz, sbloccando di fatto la navigazione dei vascelli occidentali prima bloccati (tra cui la nave Grande Torino del gruppo Grimaldi).

Il presidente Trump ha blindato l'operazione sui social network, definendo chi critica l'intesa come "invidioso, cattivo o stupido", e smentendo categoricamente le voci sui costi dell'operazione: "Non c'è alcun pagamento di 300 miliardi di dollari da parte degli USA all'Iran. Sono fake news! È propaganda dei Democratici".

Il vicepresidente americano JD Vance ha confermato alla Casa Bianca che i 60 giorni a disposizione per negoziare i dettagli dell'intesa – con possibilità di proroga previo benestare delle parti – scattano ufficialmente da giovedì 18 giugno. Nel frattempo, i preparativi logistici in Svizzera sono già avviati: un Boeing C-17 Globemaster III dell'aviazione statunitense è atterrato all'aeroporto di Emmen, vicino a Lucerna, per trasportare i veicoli e i materiali della delegazione americana. Resta invece l'incertezza sulla tempistica dell'arrivo dello stesso Vance: "Dipende dagli iraninani, credo nel weekend", ha azzardato il vicepresidente, confermando che la tradizionale cerimonia di gala è ormai saltata per fare spazio alla concretezza del tavolo tecnico.

Da Teheran è arrivato l'atteso via libera della Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, accompagnato però da una nota di evidente prudenza che lascia intravedere i dubbi interni al regime:

"Io, per principio, avevo una visione diversa ma in virtù dell'impegno assunto dallo stimato presidente Pezeshkian e della sua esplicita accettazione di tale responsabilità, ho dato la mia autorizzazione."

Mentre il ministero degli Esteri elvetico ha accolto con favore la firma del Memorandum, confermando la futura convocazione delle delegazioni all'Hotel Bürgenstock insieme ai mediatori di Pakistan e Qatar, gli analisti avvertono che il documento in 14 punti lascia irrisolti molteplici dettagli strutturali.

Il successo dello storico idillio svizzero dipenderà dalla capacità dei negoziatori di trovare un equilibrio su tre fronti sensibilissimi:

La bozza prevede la diluizione dell'uranio arricchito (downblending) direttamente sul posto e sotto la supervisione dell'AIEA. Resta da stabilire il calendario dei lavori e, soprattutto, l'estensione dei reali poteri ispettivi dell'ONU all'interno dei siti iraniani.

Teheran minaccia di far saltare l'intero tavolo se Israele non ritirerà le proprie truppe dal fronte nord. Il premier Benjamin Netanyahu si è già chiamato fuori dalle trattative e la mediazione con l'alleato sciita di Hezbollah resta complessa.

L'Iran pretende lo sblocco immediato dei beni congelati all'estero e la revoca delle sanzioni entro i primi 30 giorni. Di contro, la linea di Trump prevede concessioni economiche graduali e strettamente legate ai progressi sul nucleare. Resta inoltre il mistero su chi finanzierà concretamente il fondo da 300 miliardi di dollari ipotizzato per la ricostruzione.

La revoca formale del blocco navale statunitense su tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dalle coste iraniane rappresenta l'apertura di una concreta chance per "trasformare il rapporto dell'Iran con il mondo". Tuttavia, l'amministrazione americana non intende mostrare segni di debolezza di fronte alle critiche interne delle opposizioni, che hanno bollato l'accordo come una "Epic Surrender" (resa epica), ironizzando sul nome originario dell'operazione militare ("Epic Fury").

JD Vance ha ribadito con fermezza la postura degli Stati Uniti: Washington non allenterà la morsa complessiva sull'economia di Teheran fino a quando il Paese non dimostrerà un cambiamento fondamentale e duraturo nei suoi comportamenti.

l presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, ha dichiarato che l'Iran è pronto a rispondere con durezza a qualsiasi mossa del '"nemico", con "le dita sul grilletto". Lo riporta la Tv al Jazeera. "Con il messaggio della Guida Suprema è stato chiarito che, una volta conclusa la nota d'intesa, siamo all'inizio di una strada difficile", ha affermato Qalibaf. "È nostro dovere rivendicare i diritti del popolo iraniano e della Resistenza nei confronti del nemico che non mantiene i suoi impegni. Non permetteremo all'altra parte di ledere i diritti del nostro popolo e del fronte della Resistenza violando i suoi obblighi e ricorrendo alla logica della forza". Qalibaf ha quindi aggiunto: "Se il nemico cercherà di imporre le sue richieste eccessive, noi siamo pronti a rispondere con fermezza e le dita sul grilletto". "Mi auguro che il messaggio della Guida contribuisca a unire la nostra società nel confronto con il nemico per ottenere le condizioni previste dalla nota d'intesa", ha concluso.

Il presidente statunitense Donald Trump ha rivendicato con forza i risultati della pressione strategica esercitata su Teheran. In un'intervista rilasciata alla testata Axios, l'inquilino della Casa Bianca ha affermato senza mezzi termini che gli Stati Uniti hanno sconfitto l'Iran "in modo totale" e che il memorandum d'intesa recentemente siglato tra le due nazioni "probabilmente equivale a una resa incondizionata".

Nel corso del colloquio, Trump ha difeso l'efficacia della linea dura geopolitica adottata dalla sua amministrazione, attribuendo il successo negoziale al blocco navale totale imposto dalle forze statunitensi, una misura che a suo dire ha completamente paralizzato le rotte commerciali e militari della Repubblica Islamica:

"Chi altro avrebbe potuto attuare un blocco simile? Io ho effettuato un blocco navale in cui nessuna nave è riuscita a passare."

Le parole del presidente blindano la narrazione della Casa Bianca attorno allo storico accordo quadro, presentando i termini dell'intesa non come un compromesso bilaterale, ma come il diretto risultato di una capitolazione economica e logistica da parte di Teheran.

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