Cagliari, 15 Ott 2026 - Una strategia comune per chiedere al Governo la revisione del contributo delle Province sarde alla finanza pubblica. È l'obiettivo dell'incontro che si è svolto oggi in Regione con i presidenti delle Province e delle Città metropolitane, richiesto dai territori e promosso dall'Assessorato degli Enti locali, Finanze e Urbanistica e dall'Assessorato della Programmazione e Bilancio.
“Non si può chiedere alle Province di garantire servizi essenziali e contemporaneamente sottrarre le risorse necessarie per farlo”, dichiara l'assessore Francesco Spanedda. “È un meccanismo iniquo, che penalizza ulteriormente una Sardegna già chiamata a contribuire alla finanza pubblica attraverso il bilancio regionale. Per questo vogliamo costruire un fronte istituzionale comune e portare al Governo una richiesta precisa di revisione”.
Nel 2026 le sei Province e le due Città metropolitane sarde sono chiamate a versare o accantonare a favore dello Stato 41,65 milioni di euro, oltre 206 milioni nel quinquennio 2026-2030. Risorse sottratte alla capacità degli enti di svolgere funzioni fondamentali, dalla viabilità all'edilizia scolastica, fino alla tutela ambientale.
L'incontro ha posto le basi per chiedere l'apertura di un tavolo tecnico-politico tra Stato, Regione e Province, con l'obiettivo di correggere gli attuali meccanismi di contribuzione già nella prossima legge di bilancio.
“Non è soltanto una questione di equilibri finanziari - conclude Spanedda -, è in gioco la capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni dei territori. E su questo la Regione intende far valere, insieme alle Province, una posizione chiara e unitaria”. Com








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