Kiev, 13 Giu 2026 - La Russia intensificherà i suoi attacchi di rappresaglia per dissuadere l'Ucraina dall'attaccare obiettivi civili. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin durante un incontro con il personale impegnato nelle operazioni militari. Lo riporta la Tass. La Russia, considerando le azioni delle forze armate ucraine, deve "rispondere in modo appropriato", ha spiegato. "E lo stiamo facendo. Intensificheremo i nostri attacchi contro le infrastrutture nemiche per scoraggiarli dall'attaccare le nostre strutture civili", ha affermato Putin.
La missione Onu sui diritti umani ha dichiarato che la violenza legata al conflitto in Ucraina a maggio ha causato almeno 274 civili uccisi e 1.763 feriti. "Si tratta del numero più alto registrato in qualsiasi mese degli ultimi quattro anni", ha aggiunto il portavoce, Stephane Dujarric. "La missione ha affermato che l'uso di armi potenti in aree urbane da parte della Federazione Russa è stata la principale causa dell'alto numero di vittime", ha aggiunto.
Il dado è tratto, sebbene la strada davanti a sé resti ancora decisamente lunga. L'Unione Europea ha trovato l'accordo politico per l'apertura del cosiddetto "primo cluster" – quello dedicato ai fondamenti dello Stato di diritto – per l'adesione di Ucraina e Moldavia. Si tratta di un passo dal profondo valore sia politico sia concreto: con l'apertura del primo capitolo negoziale, l'iter per l'ingresso di Kiev e Chișinău nell'Unione prende ufficialmente il via.
Svolta storica nel percorso di allargamento dell'Unione Europea. Tutti gli Stati membri hanno raggiunto l'accordo per avviare il primo gruppo di negoziati di adesione, il cosiddetto "primo cluster", con Ucraina e Moldavia.
L'annuncio è arrivato tramite una dichiarazione congiunta della presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, e del presidente del Consiglio Europeo, António Costa. "Durante la prima conferenza intergovernativa di lunedì, avvieremo il gruppo dedicato agli aspetti fondamentali, che costituisce la spina dorsale del processo di adesione", hanno spiegato i due leader.
L'avvio ufficiale dei negoziati rappresenta un forte segnale politico di sostegno a Kiev e Chișinău nel mezzo delle tensioni geopolitiche che scuotono la regione. "Si tratta di un riconoscimento della determinazione, del coraggio e dell'impegno profuso da entrambi i Paesi nel portare avanti le riforme, nonostante le enormi sfide", hanno sottolineato von der Leyen e Costa, evidenziando i progressi compiuti sul fronte dei criteri democratici e strutturali richiesti dalla comunità europea.
Il calendario e le reazioni dei vertici UE
La giornata da cerchiare in rosso sul calendario è quella di lunedì 15 giugno, quando è stata convocata la conferenza intergovernativa che formalizzerà la posizione dell'UE.
In una nota congiunta, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo António Costa hanno espresso forte soddisfazione per il traguardo raggiunto:
"È un riconoscimento della determinazione, del coraggio e dell'impegno profuso da entrambi i Paesi nel portare avanti le riforme, nonostante le enormi difficoltà. Ed è un segnale che l'offerta di pace, stabilità e opportunità dell'UE non ha eguali. L'allargamento è una scelta strategica."
Al coro dei leader si è unita anche la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, che ha voluto sottolineare il valore democratico della decisione: "L'apertura dei primi capitoli dedicati alla democrazia, alla giustizia e allo stato di diritto sottolinea gli sforzi di riforma di entrambi i Paesi e il loro impegno a favore dei valori europei. Il tutto mentre si respingono l'aggressione, le minacce e le intimidazioni della Russia".
L'accelerazione di Bruxelles era nell'aria da giorni, dopo essere stata una sorta di convitato di pietra al vertice UE-Balcani di Tivat di inizio giugno. Questo passo avanti posizionerà il tema dell'allargamento tra i dossier principali sul tavolo del prossimo Summit UE del 18 e 19 giugno.
In quella sede, con ogni probabilità, i 27 leader si soffermeranno su un documento strategico avanzato da Germania e Francia. Il piano prevede un'ipotesi di adesione "light" per Kiev, una formula pensata per gestire la transizione nell'attesa che sia l'Ucraina sia la stessa macchina comunitaria si preparino all'ingresso definitivo di un Paese che, per peso economico, militare e demografico, non è certamente marginale.
Nello spingere sui dossier di Ucraina e Moldavia, Bruxelles punta a dimostrare di non voler dimenticare i Balcani Occidentali, a cominciare dal Paese attualmente in pole position per l'ingresso nella famiglia europea: il Montenegro.
Sempre per lunedì 15 giugno, la presidenza di turno cipriota ha infatti convocato a Lussemburgo la 27ª conferenza di adesione con Podgorica. L'incontro, secondo quanto trapelato dalle istituzioni comunitarie, servirà a chiudere in via provvisoria i negoziati su due fronti specifici, la libera circolazione dei lavoratori e la tutela dei consumatori e della salute.












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