Kiev, 8 Giu 2026 - Secondo quanto riportato dai canali mediatici russi di Telegram, l'esercito ucraino avrebbe lanciato un'altra ondata di attacchi aerei contro la Russia e le regioni occupate dai russi nella notte dell'8 giugno, colpendo diversi depositi di petrolio e sottostazioni elettriche. Lo riferisce Kyiv Independent. L'Ucraina ha progressivamente ampliato la sua campagna di attacchi a medio raggio, colpendo regolarmente installazioni militari e centri logistici russi situati tra i 20 e i 300 chilometri (da 12 a 186 miglia) dietro la linea del fronte, sia nei territori ucraini occupati che all'interno della Russia.
Foto e video pubblicati sui social media dai residenti locali mostrano una densa colonna di fumo nero che si sprigiona dall'area del deposito petrolifero di Grushevaya Balka, nella città russa di Novorossiysk. Il deposito rappresenta il più grande impianto di stoccaggio di petrolio nella regione del Caucaso, con una capacità stimata di 1,2 milioni di tonnellate di carburante.
Un altro deposito di petrolio sarebbe stato colpito vicino a Simferopol, nella Crimea occupata, secondo quanto riportato dal canale televisivo Crimean Wind Telegram, che cita testimonianze di residenti. Un incendio di "moderata entità" avrebbe interessato un deposito di petrolio di proprietà del gruppo ATAN, gestore di stazioni di servizio in Crimea.
Ringrazio Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz per il loro sostegno. Ci siamo incontrati nell’importante formato E3-Ucraina". È quanto scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post sui social.
"Abbiamo avuto una discussione approfondita incentrata sulla nostra difesa. Li ho informati della situazione sul campo di battaglia e delle perdite subite dalla Russia. Da cinque mesi consecutivi ormai, l’aggressore sta subendo più di 30.000 vittime tra morti e feriti", si legge nel post, "è importante che le nostre valutazioni siano in linea con quelle dei nostri partner: la Russia non sta vincendo sul campo di battaglia, e i nostri attacchi a medio raggio e in profondità stanno limitando in modo significativo la sua capacità di espandere la propria aggressione. Ma è anche estremamente importante avere una protezione contro le minacce balistiche, con cui i russi stanno terrorizzando le nostre città e le nostre comunità". "Abbiamo anche discusso dei possibili modi per rinvigorire la diplomazia e il ruolo dell’Europa in questo processo", continua Zelensky, "per l’Ucraina è sempre stata una priorità che la posizione e la voce dell’Europa nei negoziati fossero forti. Ringrazio il Regno Unito, la Francia e la Germania per il loro sostegno e la disponibilità ad aiutare. Abbiamo concordato che i nostri team lavoreranno sui prossimi passi".
Sostegno alla "proposta di un dialogo diretto tra Ucraina e Russia - con la partecipazione attiva di Stati Uniti ed Europa - per arrivare a un cessate il fuoco e sostenere ulteriori negoziati" è stata espressa nella dichiarazione congiunta dei leader dell'E3 (Regno Unito, Francia e Germania) e del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, al termine del loro incontro a Londra.
Nella dichiarazione il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron ed il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, hanno ribadito il loro "sostegno incrollabile" a Kiev, sottolineando il ruolo centrale dell'Europa in qualsiasi accordo di pace. Nel testo si evidenziano anche i recenti successi ucraini sul campo e l'uso innovativo della tecnologia dei droni, mentre viene condannata con forza la nuova ondata di attacchi missilistici e con droni da parte della Russia contro città ucraine, definiti responsabili di un "tragico bilancio di vittime civili". Condanne anche per le incursioni di droni russi nello spazio Nato. I leader hanno discusso le prossime occasioni internazionali - tra cui il G7 di Evian e i vertici Nato e della Coalizione dei Volenterosi - per coordinare un ulteriore rafforzamento del sostegno militare a Kiev, anche attraverso l'aumento della produzione di sistemi di difesa e lo sviluppo congiunto di capacità antimissile e di attacco a lungo raggio.
Sul piano politico, la dichiarazione ribadisce alcune condizioni considerate essenziali per un possibile accordo: cessate il fuoco immediato, avvio dei negoziati sulla base dell'attuale linea del fronte, garanzie di sicurezza vincolanti per l'Ucraina e congelamento degli asset russi fino a risarcimento dei danni di guerra.
Per quanto riguarda la Russia, "la settimana scorsa abbiamo avuto una discussione con i 27 Stati membri, sulla sostanza in preparazione dei negoziati e su quali sono le nostre richieste. Credo che questo sia un punto fondamentale. Chiunque poi si rechi a parlare con loro dovrà mettere sul tavolo anche queste richieste. Allo stesso tempo ritengo anche che i russi non siano ancora pronti. Quindi, dobbiamo anche avere più pazienza strategica affinché non siamo noi a fare le nostre richieste, ma sia la Russia a parlare con noi, per porre fine a questa guerra cominciando con il cessate il fuoco". Lo dice l'Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando al Consiglio informale Difesa a Cipro. "Vediamo - aggiunge - un'escalation dei loro attacchi. Dovrebbero prima di tutto fermarsi con un cessate il fuoco per sedersi al tavolo delle trattative. Ma allo stesso tempo, vediamo anche dei movimenti all'interno della Russia che indicano che non sono contenti che questa guerra continui, ed è per questo che dobbiamo esercitare maggiore pressione su di loro e anche aumentare il nostro sostegno all'Ucraina".











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