Washington, 7 Nov 2026 - "Sarò sincero. Le elezioni di midterm non sono andate come ci aspettavamo". Così Donald Trump in un messaggio inviato ai suoi sostenitori. "Ma la battaglia per il nostro Paese non è mai stata facile. Quando ho assunto l'incarico, ho fatto una promessa al popolo americano: quella di non arrendermi mai. Non mi arrenderò mai, non cederò mai e non smetterò mai di lottare per rendere di nuovo grande l'America", afferma il presidente. “Per i prossimi due anni, così come nei miei primi dieci, non mi arrenderò mai. Non cederò mai. E continuerò sempre a lottare per l'America”.
I democratici americani hanno finora conquistato 253 seggi alla Camera, contro i 155 dei repubblicani e sembrano avviati a ottenere la loro maggioranza più ampia dalle elezioni del 2008, sebbene l'esito di decine di sfide debba ancora essere decretato.
Al Senato hanno ottenuto finora 54 seggi, rispetto ai 44 dei repubblicani ma potrebbero aggiudicarsi altri due seggi: in Mississippi e in Alaska. In Mississippi il democratico Scott Colom è in vantaggio dello 0,2% sulla repubblicana in carica Cindy Hyde-Smith, con il 96% dei seggi scrutinati. Anche in Alaska la dem Mary Peltola è in leggero vantaggio, dello 0,3% sul senatore repubblicano in carica Dan Sullivan.
Donald Trump nomina Stephen Miller, l'architetto della sua stretta sull'immigrazione, capo di gabinetto al posto di Susie Wiles. Lo annuncia il presidente sul suo social Truth. "Sono lieto di annunciare che il signor Stephen Miller, attuale vice capo dello staff dell'amministrazione Trump e uno dei miei consiglieri di massima fiducia, assumerà l'incarico di capo dello staff a partire da lunedì 9 novembre 2026. Susie Wiles, che ha svolto un lavoro eccezionale, passerà all'organizzazione politica di Trump", afferma il presidente.
"Mi piace la mia squadra di governo. Penso che siano bravi. Ma forse farò qualche cambiamento". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a 60 Minutes, di cui sono stati diffusi estratti. Il presidente ha lasciato intendere che la posizione del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, è, per il momento, al sicuro. A chi gli chiedeva se avesse fiducia nel capo del Pentagono, Pete Hegseth, Trump ha risposto: "Sì, ne ho".
"Stephen Miller è l'architetto delle politiche più barbare e disumane" dell'amministrazione Trump. Lo ha detto Chcuk Schumer, il leader dei democratici al Senato assicurando battaglia contro il nuovo capo di gabinetto. "Donald Trump non ha imparato nulla dalla sua storica sconfitta", ha messo in evidenza, precisando che il presidente "non avrebbe potuto fare una scelta peggiore" per il ruolo.
Il lento spoglio dei voti in Mississippi per assegnare il prezioso seggio del Senato degli Stati Uniti sorride al candidato democratico Scott Colom: il suo vantaggio si allarga. Ora ha 2.029 in più della senatrice repubblicana Cindy Hyde-Smith. Se Colom dovesse farcela - diventando il primo afroamericano eletto in Mississippi per il Senato in 150 anni - i democratici arriverebbero a 55 seggi su 100, un margine inaspettato alla vigilia delle elezioni di Midterm.
Arrivano i primi effetti della defenestrazione degli amministratori trumpiani. Infatti il sindaco di Houston, Texas, ha firmato un'ordinanza con cui limita la cooperazione con gli agenti dell'Ice, l'agenzia federale di controllo dell'immigrazione, avviando un "nuovo approccio" nel contrasto agli illegali. La polizia non dovrà più notificare all'Ice le persone fermate e che non risultano in regola con ll status di residenti o cittadini. Il dem John Whitmire ha motivato la decisione con il risultato delle elezioni di Midterm che hanno visto anche in Texas la vittoria dei democratici, sostenitori di una riduzione dei poteri di controllo da parte degli agenti dell'immigrazione, accusati nei mesi scorsi di gravi violazioni sui cittadini, inclusa la morte di un immigrato.
Un messaggio politico tutt'altro che velato, piazzato strategicamente sotto gli occhi di telecamere e taccuini. Mentre firmava nello Studio Ovale il provvedimento per vincolare gli arredi della stanza presidenziale, Donald Trump ha mostrato un nuovo e vistoso dettaglio posato sulla storica scrivania presidenziale, la Resolute Desk: un cappellino da baseball rosso con la scritta bianca cubitale «Veto».
L'accessorio, di dimensioni sensibilmente più grandi rispetto a un normale copricapo, è lo stesso la cui immagine era stata rilanciata dal tycoon sul suo social Truth nella concitata notte elettorale delle midterm. All'indomani della sconfitta repubblicana e della riconquista democratica di Capitol Hill, l'oggetto assume ora il valore di un manifesto programmatico per i prossimi due anni di convivenza forzata con il potere legislativo.
Appoggiato in bella mostra a pochi centimetri dai documenti presidenziali, il cappello simboleggia l'arma principale a disposizione dell'amministrazione per arginare le iniziative della futura maggioranza dem: la prerogativa costituzionale del veto presidenziale. Un promemoria visivo con cui Trump chiarisce che qualsiasi provvedimento sgradito approvato dal nuovo Congresso troverà un muro invalicabile prima di poter diventare legge.












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