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L’instabile ottantenne Donald Trump, presidente, per sfortuna degli americani, tiene chiuso Hormuz, il petrolio è a 118 dollari.

Cagliari, 30 Apr 2026 – Il presidente americano Donald Trump avrebbe incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dei porti iraniani. Lo rivela il Wall Street Journal che cita funzionari statunitensi e spiega che il tentativo è colpire le casse del regime nel tentativo di costringere Teheran a una "capitolazione nucleare" che da tempo rifiuta. Trump preferirebbe una "vittoria decisiva" ma nessuna delle opzioni disponibili gli garantisce una rapida uscita dal conflitto. In recenti incontri, tra cui uno lunedì nella Situation Room, si legge, Trump avrebbe optato per continuare a comprimere l'economia e le esportazioni di petrolio iraniano bloccando le spedizioni da e verso i suoi porti. Ha valutato che le altre opzioni – riprendere i bombardamenti o ritirarsi dal conflitto – comporterebbero rischi maggiori rispetto al mantenimento del blocco, hanno affermato i funzionari, secondo il Wsj.

Donald Trump ha lasciato intendere che difficilmente accetterà l'ultima proposta iraniana per porre fine alla guerra, dopo che Teheran ha proposto un piano che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz, rimandando però le questioni relative al programma nucleare a negoziati successivi. Lo fa sapere la Cnn, spiegando che il presidente degli Stati Uniti ha espresso il suo punto di vista durante un incontro con alti funzionari della sicurezza nazionale, in cui si è discusso appunto della situazione iraniana. Una delle fonti ha sottolineato che Trump "difficilmente accetterà il piano trasmesso agli Stati Uniti nei giorni scorsi".  "Si tratta di delicate discussioni diplomatiche e gli Stati Uniti non negozieranno attraverso la stampa - ha detto la portavoce della Casa Bianca Olivia Wales alla Cnn -. Come ha affermato il Presidente, gli Stati Uniti hanno il coltello dalla parte del manico e raggiungeranno un accordo solo se questo metterà al primo posto il popolo americano, impedendo all'Iran di dotarsi di armi nucleari".

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha accusato Donald Trump di voler piegare l'Iran attraverso "pressioni economiche" e "divisioni" interne e in un messaggio audio, citato dall'agenzia Tasnim, ha delineato quella che ha definito la nuova fase della strategia dei "nemici" contro la Repubblica islamica.
Nel suo intervento, Ghalibaf ha ripercorso le diverse fasi del confronto: dal tentativo di "annientare" il regime di Teheran nei primi "tre giorni" di guerra, uccidendo la Guida Suprema ed i comandanti militari, fino ai presunti piani di fomentare disordini interni, sostenere movimenti separatisti nell'ovest , ad esempio i curdi, ed applicare il 'modello' Venezuela all'Iran. Tutte strategie che, a suo dire, sono "fallite".
Secondo il presidente del Majlis, l'Assemblea Consultiva Islamica, dopo il fallimento dei tentativi di destabilizzazione militare e politica, Washington avrebbe cambiato approccio puntando su leve economiche. "Il nemico è entrato in una nuova fase e vuole esercitare pressioni economiche e seminare divisioni all'interno del Paese attraverso un blocco navale e la manipolazione dei media, al fine di indebolirci dall'interno o addirittura farci collassare", ha spiegato Ghalibaf.

Vladimir Putin ha detto Donald Trump che condurre un'eventuale operazione di terra in Iran sarebbe "inaccettabile e pericolosa". Lo ha detto il consigliere presidenziale russi Yury Ushakov dopo la telefonata tra i due leader. "Il presidente russo ha richiamato l'attenzione sulle inevitabili e gravissime conseguenze non solo per l'Iran e i suoi vicini, ma anche per l'intera comunità internazionale, se gli Stati Uniti e Israele dovessero ricorrere nuovamente ad azioni violente. E, naturalmente, l'opzione di un'operazione di terra sul territorio iraniano appare del tutto inaccettabile e pericolosa", ha dichiarato Ushakov che ha anche rivelato che Putin avrebbe dato idee a Trump su come risolvere la questione del nucleare iraniano.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riceverà oggi un briefing dai vertici militari, guidati dall'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, riguardante nuovi piani per una potenziale azione militare contro l'Iran. L'incontro conferma come il tycoon stia seriamente prendendo in considerazione la ripresa delle operazioni belliche per sbloccare l'attuale stallo negoziale e sferrare un colpo decisivo prima di porre fine al conflitto.

Secondo quanto riferito da Axios, che cita diverse fonti informate, tra le opzioni al vaglio figurano la conquista di una parte dello stretto di Hormuz per garantirne la riapertura alla navigazione commerciale, un blitz mirato a mettere in sicurezza le scorte di uranio iraniano altamente arricchito e una serie di attacchi definiti brevi e potenti.

Le forze Usa hanno dirottato "42 navi commerciali che tentavano di violare il blocco navale" nello Stretto di Hormuz, lo ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom.

"Questo riflette l'impegno di uomini e donne della Marina. Finora, sono state fermate 41 petroliere con 69 milioni di barili di petrolio che il regime iraniano non ha potuto vendere". Si tratta di un "valore stimato di 6 miliardi di dollari di cui la dirigenza iraniana non ha potuto beneficiare. Il blocco è altamente efficace e le forze Usa restano impegnate nella sua applicazione totale".

Vladimir Putin ha detto Donald Trump che condurre un'eventuale operazione di terra in Iran sarebbe "inaccettabile e pericolosa". Lo ha detto il consigliere presidenziale russi Yury Ushakov dopo la telefonata tra i due leader. "Il presidente russo ha richiamato l'attenzione sulle inevitabili e gravissime conseguenze non solo per l'Iran e i suoi vicini, ma anche per l'intera comunità internazionale, se gli Stati Uniti e Israele dovessero ricorrere nuovamente ad azioni violente. E, naturalmente, l'opzione di un'operazione di terra sul territorio iraniano appare del tutto inaccettabile e pericolosa", ha dichiarato Ushakov che ha anche rivelato che Putin avrebbe dato idee a Trump su come risolvere la questione del nucleare iraniano.

L'Iran ha minacciato "risposte senza precedenti" se gli Stati Uniti non toglieranno l'assedio allo stretto di Hormuz. A riferlo è stata una fonte di alto rango di Teheran citata da Press tv.  "La continua pirateria marittima e il brigantaggio americano sotto forma di cosiddetto blocco navale saranno presto accolti con un'azione militare pratica e senza precedenti", ha detto la fonte all'emittente vicina al regime.  

Le forze armate dell'Iran, che operano sotto il comando del quartier generale di Khatam al-Anbiya, "credono che la pazienza abbia dei limiti e che una risposta punitiva sia necessaria se Washington mantiene il suo blocco navale illegale intorno allo stretto di Hormuz", ha proseguito la fonte.  "La moderazione mostrata dalle forze armate finora ha lo scopo di dare alla diplomazia una possibilità, consentire agli Stati Uniti di apprendere e accettare le condizioni dell'Iran per porre fine definitivamente alla guerra" e dare al presidente Donald Trump "l'opportunità di tirare fuori gli Stati Uniti dall'attuale pantano in cui si trova".  Tuttavia, "se l'ostinazione degli americani continua e le condizioni dell'Iran vengono respinte, il nemico dovrebbe presto aspettarsi un diverso tipo di risposta al blocco navale".

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