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Guerra in Ucraina: in arrivo contro la Russia nuove sanzioni dopo il genocidio di Bucha.

Cagliari, 4 Apr 2022 - In relazione ai fatti di Bucha l'Occidente chiede sanzioni anche energetiche contro la Russia di Vladimir Putin e che i responsabili di questi crimini di guerra siano consegnati alla giustizia internazionale.

Tutti i vertici della istituzioni Ue sono intervenuti per denunciare l'accaduto. A partire dal presidente del Consiglio Europeo Michel, il quale, così come la presidente del Pe Roberta Metsola, ha sottolineato l'esigenza di adottare nuove e più dure sanzioni contro la Russia. Ursula von der Leyen e il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, hanno poi sollecitato un'inchiesta indipendente su quanto accaduto da avviare al più presto. Con l'obiettivo, ampiamente condiviso a Bruxelles, di portare davanti al Tribunale penale internazionale dell'Aja i responsabili di massacri classificabili come crimini di guerra. 

Ad esprimere la loro condanna sono stati anche il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Scholz, nonché il presidente del Consiglio Draghi, per il quale "la crudeltà dei massacri di civili inermi è spaventosa e insopportabile. Le autorità russe dovranno rendere conto di quanto accaduto". 

Papa Francesco, durante la sua visita a Malta, si è nuovamente scagliato contro quella che ha definito una "guerra sacrilega". E anche il segretario di Stato Usa Antony Blinken e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg hanno denunciato le atrocità di Bucha invitando a non fidarsi del ritiro annunciato da Mosca.   

Riprende quindi quota l'ipotesi di un nuovo giro di vite contro Mosca attraverso l'adozione da parte dell'Ue di un quinto pacchetto di sanzioni che potrebbe comprendere anche le forniture di gas, come sostiene la ministra della difesa tedesca Lambrecht. Intanto, i tre Paesi baltici membri dell'Unione hanno già fatto sapere di essere pronti ad agire anche per interrompere gli approvvigionamenti di gas, petrolio e carbone dalla Russia. La Lituania ha annunciato che da ieri ha bloccato le sue importazioni energetiche e la premier estone Kaja Kallas ha chiesto che si proceda tutti su questa strada. 

L'Italia non si tirerà indietro, ha detto il ministro degli esteri Luigi Di Maio, e "non porrà veti su sanzioni al gas russo". 

Il capo della Diplomazia dell'Unione Europea Josep Borrell, in una nota, ha fatto sapere che l'Ue discuterà "con urgenza" nuove sanzioni contro la Russia, dopo aver espressamente condannato "con la massima fermezza le atrocità commesse dalle forze armate russe in diverse città ucraine occupate, che ora sono state liberate".

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