Kiev, 10 Lug 2026 - "Un uccellino mi ha detto che parleremo di concedere all'Ucraina il diritto di produrre i Patriot. Mostreremo come si fanno, così non potrete lamentarvi che non ve ne diamo abbastanza. Vi concederemo la licenza per produrre i [missili] Patriot". Lo ha detto Donald Trump con a fianco il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Non ne abbiamo ancora informato l’azienda, ma la questione si risolverà", ha aggiunto
Incassato il via libera di Donald Trump alla licenza per la produzione dei Patriot, ora la sfida principale per l'Ucraina "non sarà la tecnologia in sé, ma il tempo necessario per avviare un ciclo produttivo completo". Lo riporta il media ucraino Rbc citando una serie di esperti del settore secondo i quali potrebbero essere necessari da almeno 12 mesi a 3 anni. Secondo Serhii Beskrestnov, consigliere del Ministero della Difesa ucraino, "non bisogna dare retta ai pessimisti e produrre i Patriot in Ucraina è possibile. L'unico problema è il tempo. Tutto questo potrebbe richiedere un anno o più. È impossibile stimarli, nemmeno approssimativamente, perché non sappiamo, ad esempio, quanto tempo impiegheranno i subappaltatori a produrre i vari componenti". Più scettica Becca Wasser, esperta di difesa presso Bloomberg Economics, che ritiene che l'avvio della produzione in Ucraina richiederà molto più tempo: "La costruzione di un missile Patriot richiede anni, il che significa che la produzione ucraina di questi missili non si concretizzerà nei tempi brevi necessari", ha affermato. Wasser ha osservato - sottolinea il media ucraino - che le tecnologie statunitensi sono soggette a uno stretto controllo e che le attuali catene di approvvigionamento produttive sono già sovraccariche. Inoltre, l'avvio di una nuova linea di produzione richiederà attrezzature specializzate e formazione del personale, il che allungherà ulteriormente i tempi di lancio della produzione. "Anche nello scenario più favorevole, la produzione di tali missili potrebbe iniziare non prima del 2029", è invece l'opinione dell'esperto di aviazione Kostiantyn Kryvolap. La questione - ha spiegato - riguarda principalmente la possibile localizzazione della produzione di missili per i sistemi Patriot, piuttosto che i lanciatori stessi: la creazione delle infrastrutture di produzione necessarie potrebbe richiedere almeno un anno, dopodiché - ha aggiunto - ci vorrebbero circa altri due anni per produrre il primo missile.
L'Ucraina è al lavoro per sviluppare un proprio sistema antimissile avanzato, in grado di competere con le capacità del Patriot statunitense ma a costi decisamente più contenuti. Il programma, denominato "Freyja", è stato confermato dal presidente Volodymyr Zelensky nel suo ultimo messaggio audio rivolto alla stampa.
Il progetto vede la stretta collaborazione di partner europei, pur rimanendo sotto la direzione strategica e tecnologica di Kiev. L'obiettivo fissato da Zelensky ai produttori nazionali è quello di dare vita a uno scudo antibalistico orientato alla produzione di massa, ottimizzando i costi rispetto ai sistemi occidentali tradizionali. I primi passi operativi sono ormai imminenti: un incontro cruciale con i potenziali partner internazionali si terrà molto presto in Francia, anche se lo sviluppo completo della tecnologia richiederà comunque alcuni anni. Nel frattempo, i test sul campo sarebbero già iniziati. Secondo quanto rivelato dal Financial Times, l'Ucraina ha già effettuato il mese scorso il collaudo di un primo intercettore denominato "FP-7.X". I leader della Nato hanno confermato nella dichiarazione conclusiva del summit l'impegno di destinare 70 miliardi di dollari all'Ucraina nel 2026 e almeno altrettanti nel 2027. "L'Ucraina contribuisce alla sicurezza transatlantica e gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno all'Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale. Gli Alleati europei e il Canada finanziano attualmente la stragrande maggioranza dell'assistenza alla sicurezza fornita all'Ucraina attraverso mezzi bilaterali e multilaterali. Gli Alleati sottolineano che tale sostegno deve essere equo, prevedibile e sostenibile a lungo termine", si legge nel punto quattro della dichiarazione dai sei punti. "Per il 2026, gli Alleati si impegnano a fornire all'Ucraina 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento e riaffermano il loro impegno sovrano a mantenere almeno livelli equivalenti nel 2027. A tal fine, accogliamo con favore la decisione dell'Unione europea di fornire finanziamenti pluriennali all'Ucraina attraverso il prestito di sostegno all'Ucraina", si legge ancora.
Un attacco ucraino con droni ha provocato un incendio nel porto russo di Taganrog e un altro in due depositi di carburante nella città di Azov. Lo ha comunicato il governatore della regione di Rostov, Yuri Sliusar.
"Ad Azov, un attacco con droni ha provocato un incendio in due impianti di stoccaggio di prodotti petroliferi", ha scritto Sliusar sul social network Max.
Il governatore ha inoltre dichiarato che nella città di Taganrog "i vigili del fuoco stanno combattendo un incendio nell'area del porto marittimo".
Secondo le informazioni preliminari, non si registrano vittime.












Comments are closed.