Ankara, 7 Lug 2926 - "Non avevamo bisogno di alcun aiuto. E in un certo senso, stavo mettendo alla prova le persone, stavo verificando se sarebbero state lì per noi o meno, perché ho sempre detto che li abbiamo aiutati, ma non ero sicuro che loro sarebbero stati lì per noi. E l'Italia ci ha voltato le spalle, la Germania ci ha voltato le spalle, la Francia ci ha voltato le spalle, e va bene, ma sapete, perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari e loro non ci sostengono, quando noi ci siamo sempre stati per loro?". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, all'inizio del bilaterale con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.
"Voglio ringraziarti moltissimo. Come tutti sanno, è stato ampiamente riportato, siamo grandi amici. Il presidente ha fatto un lavoro incredibile, atterrando all'aeroporto e trovando un aeroporto così bello, e con un edificio intitolato a me. Ne sono stato molto felice. È stato molto bello". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, all'inizio dell'incontro con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. "Lui è un grande leader e un leader rispettato in tutto il mondo. Abbiamo avuto, fin dall'inizio, una buona intesa. Abbiamo un rapporto molto speciale. La Turchia è diventata, sotto la presidenza, un paese militarmente molto potente", ha aggiunto. "Voglio solo dire che nutro grande rispetto per il presidente e credo che questo sia un vantaggio per entrambi i Paesi", ha aggiunto.
Il presidente Usa ha anche detto che è molto deluso dagli altri membri della Nato e che non sarebbe venuto ad Ankara se non fosse stato per l'amicizia con Erdogan.
Una ridda di accordi e annunci, probabilmente per decine di miliardi di euro. È l'obiettivo del Forum dell'Industria della Difesa, che si apre oggi ad Ankara e dà il via al vertice Nato. A guidare le danze è il segretario generale Mark Rutte, che promette grandi novità, in particolare nei settori dell'aviotrasporto strategico, della sorveglianza di terra, dei materiali critici per la difesa, dei droni e sul rimpiazzo della flotta Awacs della Nato.
Inoltre è previsto un panel con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen sulla convergenza tra Ue e Nato quando si tratta dell'industria della difesa.
Il forum però è pensato anche come vetrina di incontro tra le grandi industrie europee e quelle americane, nonché tra policy makers e funzionari. L'Italia è presente con l'ad di Leonardo, Lorenzo Mariani, che partecipa al panel su società e prontezza insieme, ad esempio, al presidente finlandese Stubb e il premier olandese Jetten.
Tra le pietanze forti si segnala lo studio di fattibilità per aumentare produzione in Europa dei missili Amraam dell'americana Raytheon, che lega Belgio, Canada, Germania, Finlandia, Norvegia, Olanda e Regno Unito, e la lettera d'intenti per un centro di manutenzione missili Pac-3 Patriot della Lockeed Martin, con Germania, Olanda, Polonia, Svezia, Usa.
"Nessun altro Paese al mondo ha le nostre capacità di difendersi dai droni d'attacco, come gli Shahed russi, arriviamo a oltre il 90% delle intercezioni. Credete davvero che abbia senso che un Paese così, con gente così, debba restare fuori dalla Nato? Con noi dentro la Nato sarebbe più sicura". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando al forum difesa Nato.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky discuterà domani con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump della necessità di ottenere rapidamente nuovi missili per i sistemi di difesa aerea Patriot. Lo ha annunciato lo stesso leader ucraino, apparento insieme al segretario generale della Nato Mark Rutte in una breve dichiarazione stampa prima del vertice dell'Alleanza ad Ankara. "Domani parleremo di diversi temi con il presidente Trump e anche di questo", ha affermato Zelensky, sottolineando che la questione più urgente per Kiev è trovare il modo di ricevere "il più rapidamente possibile e nella maggiore quantità possibile missili per i sistemi Patriot". Il presidente ucraino ha spiegato che, grazie al sostegno degli alleati, Kiev riesce a ottenere dagli Stati Uniti missili intercettori PAC-3 e PAC-2, anche se in quantità ancora insufficienti. "Ne abbiamo un bisogno enorme. E' una questione urgente per noi", ha aggiunto, ricordando i continui attacchi russi contro le città, le infrastrutture e le forze armate ucraine.
Rutte ha indicato proprio nella difesa aerea la principale priorità per il sostegno all'Ucraina. "Difesa aerea, difesa aerea, difesa aerea", ha scandito il segretario generale, insistendo sulla necessità di proteggere le città e le infrastrutture vitali del Paese.
Secondo Rutte, negli ultimi mesi le forze ucraine hanno ottenuto risultati importanti colpendo in profondità le infrastrutture energetiche e militari russe e rallentando l'avanzata di Mosca sul fronte. Il segretario generale ha inoltre sostenuto che l'economia russa si trova "in pessime condizioni" anche per effetto delle operazioni ucraine e ha rivolto un appello ai giovani russi che pensano di arruolarsi: "Sappiate che il vostro presidente è disposto a sacrificarvi. Pensateci ancora prima di entrare nell'esercito".
Zelensky ha concordato sulla crescente debolezza delle forze russe, precisando tuttavia che ciò non è ancora sufficiente per modificare definitivamente l'andamento della guerra. "Abbiamo bisogno di maggiore pressione, di più sistemi antibalistici e di nuove sanzioni contro la Russia", ha concluso.
E poi attacca la solita litania da imperatore senza impero: "La Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, è importante per gli Usa". Così Trump ad Ankara con Erdogan. "La Groenlandia è uno dei motivi per cui i rapporti con la Nato si sono danneggiati perché la Groenlandia "non aiuta la Danimarca. La Danimarca non ha speso soldi per aiutare la Groenlandia ma è importante per gli Stati Uniti. E' circondata da navi cinesi e russe. La Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti".
"Io penso che lei sia una brava persona, in realtà. Il nostro rapporto è diventato un po' cattivo, ha rifiutato di aiutarci. Io non le ho messo nessuna pressione, ha rifiutato di essere coinvolta sullo Stretto di Hormuz, sull'Iran. Ha guastato i miei rapporti con lei. Ma lei mi piace, è una brava persona. Ma penso che abbia fatto un errore, gli Stati Uniti hanno tanto petrolio più di chiunque altro. Non ci serve Hormuz, lo facciamo perché pensiamo sia importante. Lei non c'era per noi, e questo non mi ha reso felice, ve lo potete immaginare". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo ad Ankara a una domanda sul post fatto l'altro ieri contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Nove Paesi della Nato svilupperanno insieme un prototipo di munizione comune da 155 millimetri, con l'obiettivo di accelerarne la produzione e garantire la piena interoperabilità tra i sistemi di artiglieria dell'Alleanza.
L'iniziativa, denominata Generic Nato Indirect Fire Round, Genifr, è stata annunciata al Forum dell'industria della difesa del vertice Nato di Ankara. Vi partecipano Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Grecia, Norvegia, Slovacchia, Svezia e Turchia.
Danimarca, Finlandia, Germania e Norvegia hanno annunciato l'acquisto di un massimo di cinque velivoli senza pilota MQ-4C Triton della Northrop Grumman, di fascia alta, ad alta quota e a lunga autonomia, per potenziare la forza di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) di proprietà della Nato.
L'annuncio è stato dato in occasione del Forum dell'industria della difesa del vertice Nato ad Ankara. I nuovi velivoli andranno a integrare la flotta AGS (Alliance Ground Surveillance) della Nato, che opera dalla base aerea di Sigonella in Italia.
La Nato investirà oltre 40 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per rafforzare le capacità antidroni degli alleati e quintuplicherà entro la fine del 2027 il numero degli operatori specializzati nelle forze armate. Lo ha annunciato il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Mark Rutte, presentando la nuova Nato Drone Edge Initiative durante il Forum dell'industria della Difesa in occasione del summit Nato ad Ankara.
"Da quanto vediamo in Ucraina, in Medio Oriente e in tutta l'Alleanza, gli stessi Paesi alleati hanno subito ripetute incursioni di droni", ha affermato Rutte. Per questo motivo, ha spiegato, la Nato sta ampliando rapidamente la propria capacità di dispiegare e utilizzare droni su vasta scala e, allo stesso tempo, sta costruendo "solide difese antidroni per rilevare, identificare e neutralizzare" le minacce.
La Nato acquisterà 10 nuovi aerei di sorveglianza Globaleye prodotti dalla svedese Saab che sostituiranno 14 aerei E-3 Awacs (Sentry) statunitensi, entrati in servizio negli anni '80.
"Stiamo ora portando le capacità di sorveglianza e controllo aereo della Nato a un nuovo livello" ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte stamane, parlando con la stampa insieme al Primo Ministro svedese Ulf Kristersson: "É un momento di grosso orgoglio per la Svezia" ha rimarcato Kristersson, riportato dalla Tv svedese, Svt. Presente anche l'amministratore delegato della Saab, Micael Johansson.












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