Cagliari, 2 Sett 2020 - La pandemia da Covid-19 segna una nuova giornata nera per i tre Paesi con il bilancio più grave al mondo. Stati Uniti, Brasile e India hanno infatti registrato più di mille vittime nelle ultime 24 ore.
Gli Usa, che lunedì avevano contato 489 decessi, ora ne piangono - stando all'autorevole database del New York Times - almeno 1.091, nonché 43.857 nuovi contagi rispetto ai 36.132 del giorno precedente: si tratta di un segnale che se dovesse ripetersi potrebbe rappresentare un preoccupante stop nella fase di regresso epidemico che gli States stanno registrando da più di una settimana.
Secondo la Johns Hopkins University, gli Usa sono ormai arrivati a totalizzare, dalla comparsa del morbo, 184.664 morti e 6.073.840 di contagi.
Il Brasile, che da qualche tempo sembrava essere giunto - nonostante bilanci quotidiani sempre gravissimi - a un plateau sia in termini d'infezioni che di letalità, è passato dai 619 morti di lunedì ai 1.215 di ieri, con 42.659 nuovi contagi (in questo caso in calo rispetto al giorno precedente, quando erano stati 48.785). Il Brasile conta al momento 122.596 vittime e 3.950.931 di infezioni accertate.
L'India si conferma come l'attuale focolaio mondiale dell'epidemia, passando dagli 819 morti di ieri a un picco, registrato poche ore fa, di 78.357 nuovi casi e 1.045 decessi nelle ultime 24 ore. Ormai il subcontinente ha quasi raggiunto, in termini di contagi accertati dalla comparsa del morbo, il Brasile, toccando quota 3.769.523. I morti invece sono 66.333. Complessivamente nel mondo il nuovo coronavirus è arrivato a contagiare più di 25,7 milioni di persone uccidendone almeno 857.185.
Hong Kong ha avviato ieri un programma volontario di test di massa per il coronavirus per identificare i portatori asintomatici che potrebbero diffondere la malattia. Sono 141 i centri allestiti dove ci si può sottoporre allo screening e oltre 5000 i volontari. Il programma ha sollevato molti dubbi: in tanti si sono detti diffidenti nei confronti delle risorse e del personale forniti dal governo centrale cinese e temono che il loro Dna possa essere raccolto durante i test.












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