Indonesia, 24 Dic 2018 - I soccorritori indonesiani sono al lavoro alla ricerca di sopravvissuti allo tsunami di sabato notte mentre si contano per ora almeno 281 morti. Oltre mille i feriti e il portavoce dell'agenzia per i disastri, Sutopo Purwo Nugroho, ha avvertito che il bilancio "continuerà a salire".
"L'esercito e la polizia stanno ispezionando le macerie per vedere se possiamo trovare ulteriori vittime", ha fatto sapere un altro rappresentante dell'agenzia, Dody Ruswandi, precisando che le ricerche probabilmente dureranno una settimana.
Anche presidente Joko Widodo ha avvertito che il bilancio è destinato ad aggravarsi sensibilmente, soprattutto perché per molte località non ci sono ancora dati.
Il sistema di allarme nelle zone devastate dallo tsunami in Indonesia "non è operativo dal 2012", a causa della scarsità di fondi, atti di vandalismo e problemi tecnici. Lo ha rivelato il portavoce dell'agenzia per la gestione dei disastri, Sutopo Purwo Nugroho. Lo tsunami ha colpito le spiagge 24 minuti dopo l'eruzione del vulcano che lo avrebbe scatenato.
E il rischio di un nuovo tsunami resta elevato, tanto che i residenti della costa vicino al vulcano Anak Krakatau sono stati avvisati di stare lontani dalle spiagge. "Il rischio di tsunami nello Stretto della Sonda rimarrà alto fino a quando il vulcano è nella sua fase attuale, che è probabile inneschi ulteriori smottamenti sottomarini", dicono gli esperti, "bisogna essere consapevoli che il vulcano è destabilizzato".
Non si ha notizia di stranieri tra le vittime, ma l'area più colpita di Banten, nel distretto di Pandeglang, è piena di località balneari affollate dai turisti durante le feste natalizie. Gravi anche i danni materiali: lo tsunami ha danneggiato case, alberghi, barche e decine di chioschi alimentari lungo le coste.
Lo tsunami è stato causato dalle frane sottomarine seguite a un'eruzione ad Anak Krakatau, un'isola vulcanica emersa 90 anni fa attorno al vulcano Krakatoa ("il bambino", in indonesiano), sotto osservazione da giugno. Ma lo smottamento sottomarino si è probabilmente combinato con un aumento repentino della marea dovuto alla luna piena. Nel 1883 il vulcano ha fatto registrare una delle più violente eruzioni di tutti i tempi, con un bilancio di 30.000 morti.
La Farnesina ha attivato l'Unità di crisi e l'ambasciata a Giacarta per assistere i connazionali. Il premier Giuseppe Conte ha espresso vicinanza, la sua e del governo, al popolo indonesiano. Papa Francesco all'Angelus ha invitato tutti a pregare per le vittime e i loro cari e ha lanciato un appello "perché non manchi a questi fratelli e sorelle la nostra solidarietà e il sostegno della Comunità Internazionale".










