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Via ai lavori di ripristino dei fondali nel canale di accesso all’Isola Bianca. Con la Crane Ship Hebo Lift II, un intervento ad alta tecnologia per potenziare la navigabilità in porto.

Olbia, 7 Magg 2026 - Ancora più sicurezza per la navigabilità e per la manovrabilità delle grandi navi da crociera al porto di Olbia.  

È l’obiettivo principale dei lavori, partiti nella giornata di ieri, per il ripristino, in chiave ultratecnologica, della profondità della canaletta necessaria a fare entrare in sicurezza, nello scalo dell’Isola Bianca, le grandi navi da crociera previste in calendario.

Un intervento di rilevanza strategica, quello disposto dall’AdSP del Mare di Sardegna, per assicurare la competitività dello scalo del Nord Est sardo nel mercato navale in continua evoluzione, garantendo, in maniera puntuale, un “franco verticale sotto chiglia” delle navi, rispetto alle varie quote del fondale.

Le operazioni sono state affidate ad una delle Crane Ship più avanzate attualmente operative nel settore del marine engineering europeo, la olandese Hebo Lift II.

Un’imbarcazione specializzata che rappresenta lo stato dell’arte nel complesso settore del marine dredging e del sollevamento subacqueo.

Si tratta letteralmente di una nave gru, equipaggiata con sistemi di posizionamento dinamico ad alta precisione (DP2) che consentono l’operatività in mezzo al mare senza necessità di ancoraggi fissi e, quindi, la possibilità di ridurre al minimo i tempi necessari agli spostamenti dall’area di lavorazione per consentire l’ingresso e l’uscita delle navi dal porto.

La Hebo Lift II è dotata, inoltre, di una gru ad elevata capacità di sollevamento, fondamentale per la movimentazione di grandi accumuli sabbiosi ottimizzando ulteriormente le tempistiche consentite dalle finestre temporali scandite dal traffico portuale.

A bordo dell’unità, i più moderni sistemi di rilievo batimetrico in tempo reale: sensori sonar multibeam, che permettono il monitoraggio continuo delle quote di fondale durante le operazioni; ma anche un avanzato sistema di monitoraggio ambientale integrato per il rilevamento della torbidità e della qualità delle acque durante tutta la durata dei lavori.

Scopo dell’intervento, che sarà condotto secondo un piano di lavoro rigoroso ed elaborato sulla base di rilievi batimetrici preliminari, è il ripristino delle quote di fondale indispensabili a garantire la perfetta navigabilità nel canale di accesso delle navi da crociera di grandi dimensioni previste nel nutrito calendario 2026 del porto dell’Isola Bianca.

Profondità, quelle del bacino olbiese, continuamente modificate dai naturali processi di sedimentazione legati alle correnti marine, agli apporti fluviali e, soprattutto, agli oltre 5 mila movimenti nave all’anno.

Fenomeni che, insieme, determinano un continuo innalzamento del fondale in specifici tratti centrali del canale di accesso, dove si generano delle dune artificiali di sabbia (shallow spots).

Al termine delle operazioni, previste entro la metà del mese, si procederà con nuovi controlli batimetrici, che certificheranno il ripristino delle quote originarie, e con la comunicazione delle nuove quote alle compagnie crocieristiche.

“Questo intervento è fondamentale per conferire maggiore competitività al porto di Olbia nel mercato delle crociere, ma anche per assicurare ottime performance in previsione dell’imminente stagione turistica – spiega Domenico Bagalà, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna -. È un’operazione che, considerata la morfologia del golfo, sarà ripetuta annualmente e, proprio grazie all’impiego delle tecnologie all’avanguardia di cui sono dotate unità come la Hebo Lift II, potremo garantire standard di sicurezza, sostenibilità ambientale e operatività di assoluta eccellenza, ottenendo massimi risultati grazie anche ai tempi estremamente ridotti per gli spostamenti del mezzo dall’area di lavorazione in occasione dell’ingresso e dell’uscita delle navi dal porto”. Com

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