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Il Senato sfida Trump sui poteri di guerra: 50 sì e 48 no. Nella camera a maggioranza repubblicana 4 membri del Gop prendono posizione contro il presidente.

Cagliari, 24 Giu 2026 - Il Senato degli Stati Uniti infligge uno schiaffo politico a Donald Trump, approvando con 50 voti a favore e 48 contrari una risoluzione che chiede la fine delle operazioni militari in Iran, a meno di un'esplicita autorizzazione del Congresso. Anche se l'atto ha un valore prettamente simbolico e non ha forza di legge, il voto rappresenta un segnale politico pesantissimo: per la prima volta dall'approvazione della War Powers Resolution del 1973, entrambe le Camere hanno approvato un documento congiunto per imporre a un presidente di fermare un conflitto.

Il voto mostra una profonda spaccatura tra i repubblicani a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato. Decisivo è stato il posizionamento di quattro senatori conservatori – Rand Paul, Lisa Murkowski, Susan Collins e Bill Cassidy – che hanno votato insieme ai democratici, riflettendo lo scetticismo dell'opinione pubblica americana verso la guerra.

Questo strappo mette il Congresso in rotta di collisione con la Casa Bianca e si inserisce in un clima di forte tensione interna al partito. Trump sta infatti premendo per l'approvazione del "Save America Act" (il provvedimento per inasprire le regole elettorali nazionali), ma il leader repubblicano alla Camera, John Thune, ha già frenato ammettendo di non avere i numeri necessari. Una scelta che ha scatenato l'ira del presidente, il quale ha minacciato il veto su qualsiasi altra misura legislativa fino a quando la sua riforma elettorale non sarà approvata.

L'Oman ha annunciato l'istituzione di un corridoio marittimo temporaneo per garantire il transito sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito dal The Times of Israel, il Paese arabo ha definito la misura in stretto coordinamento con l'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo).

Per usufruire del passaggio speciale, le imbarcazioni dovranno coordinarsi preventivamente con l'Imo seguendo le coordinate geografiche stabilite dall'organizzazione e dalle autorità di Mascate. L'iniziativa punta a tutelare la piena libertà di navigazione in un'area strategica per il commercio globale, agendo nel pieno rispetto del diritto internazionale e del diritto del mare, che escludono l'imposizione di tasse di transito.

“Nonostante le loro proteste e le false dichiarazioni in senso contrario, unite al martellamento delle ‘fake news’, che stanno facendo di tutto per sminuire il più possibile la vittoria degli Stati Uniti, l’Iran ha accettato pienamente e completamente ispezioni nucleari al massimo livello per un periodo molto lungo nel futuro (all’infinito!!!). Ciò garantirà la ‘trasparenza nucleare’. Se non avessero accettato ciò, non ci sarebbero stati ulteriori negoziati! Sulla base di questa e di altre importanti concessioni fatte dall’Iran, ho acconsentito a lasciare APERTO lo Stretto di Hormuz, senza ulteriori blocchi navali. Tuttavia, tutte le navi rimangono in posizione nel caso fosse necessario ripristinare il blocco, cosa che, a questo punto, sembra altamente improbabile. Il denaro e/o le sanzioni che il Tesoro degli Stati Uniti sta sbloccando vengono depositati in un conto di garanzia, controllato dagli Stati Uniti, e saranno utilizzati per l’acquisto di generi alimentari e forniture mediche, esclusivamente dagli Stati Uniti, tra cui mais, grano e soia provenienti dai nostri grandi agricoltori americani. Si tratta di beni di cui l’Iran ha un disperato bisogno. Questa è una crisi umanitaria, e ritengo sia necessario aiutare, ORA, prima che sia troppo tardi. I colloqui stanno procedendo bene! Grazie per l’attenzione dedicata a questa questione”. Così il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, sulla sua piattaforma Truth.

Voltarsi indietro e cambiare narrativa prima che sia troppo tardi. Questo il piano della Casa Bianca in vista delle imminenti elezioni di metà mandato: abbandonare il focus sulla crisi in Iran e ricentrare il dibattito sui temi di politica interna che toccano da vicino gli elettori. Secondo quanto rivelato da Politico, la strategia punta a distogliere l'attenzione dalle tensioni in Libano e dalle notizie contrastanti sull'accordo nucleare con Teheran, riaccendendo i riflettori sui successi economici dell'amministrazione. Nelle prossime settimane Donald Trump tornerà a battere il Paese con una serie di comizi, focalizzati sul rivendicare il taglio delle tasse e i record di Wall Street per arginare i timori legati all'inflazione.

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