Roma, 23 Dic 2018 - Fiducia sul maxiemendamento e ok del Senato in nottata alla Manovra, che tornerà alla Camera in terza lettura il 28 dicembre. Bagarre in aula a Palazzo Madama, col Pd che vuole fare ricorso alla Corte costituzionale. Monti e De Falco tra gli astenuti. Il Cdm ha approvato il dl che introduce una nuova regolamentazione della disciplina del servizio di Ncc. Conte: passaggio Senato completato, ora tocca a Camera "Un primo passaggio è stato completato adesso passiamo alla Camera". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lasciando il Senato dopo il sì alla fiducia sulla manovra.
Dopo l'ennesima giornata al cardiopalma il Senato ha approvato la manovra, che dovrà tornare alla Camera per il via libero definitivo il 28 o il 29 dicembre, a poche ore dall'incubo dell'esercizio provvisorio. Il governo - in notturna - ha incassato la fiducia sul maxiemendamento che recepisce l'intesa con l'Europa, ma le opposizioni hanno battagliato fino all'ultimo (abbandonando la commissione Bilancio e manifestando il loro dissenso in Aula) e il Pd ha annunciato il ricorso alla Corte costituzionale perché - lamenta - ai senatori non è stato consentito di procedere a un solo voto sul testo.
L'ultimo miglio è stato anche il più lungo. L'avvio della discussione generale, prevista per le 14, è slittato alle 20,30. La tensione è salita in commissione Bilancio quando il governo ha annunciato la necessità di modificare il testo presentato per correggere degli errori formali e per stralciare alcune norme per motivi di copertura. Una decisione che ha suscitato la reazione dell'opposizione. FI ha lasciato la commissione prima del voto sulla modifica del testo, il Partito democratico ha chiesto le dimissioni del presidente della commissione, Daniele Pesco, Leu e FdI non hanno partecipato al voto.
Più tardi, quando dopo l'ennesima capigruppo il testo è finalmente giunto in Aula, si è sfiorata la rissa allorché i senatori dem si sono avvicinati ai banchi del governo. Sono volate alcune copie del maxiemendamento e Simona Malpezzi, del Pd, ha accusato la senatrice questore Laura Bottici (M5s) di averle "messo le mani addosso". Per calmare gli animi il presidente Casellati ha sospeso per alcuni minuti la seduta. Alla ripresa, finalmente, è iniziato l'iter che ha portato all'approvazione del testo.










