Cagliari, 12 Dic 2017 – I militari del Nucleo di Polizia tributaria di Cagliari, nell’ambito dell’operazione denominata “Fronte del Porto”, volta al contrasto dei traffici di droga interessanti il territorio sardo, che ha portato al sequestro di 11,5 kg di cocaina ed all’arresto in flagranza di reato di tre persone, ha sequestrato un elicottero “Alouette” che i trafficanti usavano per trasportare nell’isola, dalla penisola, lo stupefacente.
L’impiego del mezzo aereo doveva servire per evitare gli stringenti controlli operati dalle Fiamme Gialle negli scali portuali e aeroportuali, ordinarie ed obbligate vie di comunicazione con il continente, ma le incisive e complessissime attività investigative hanno vanificato tale “nuova frontiera” criminale individuando l’elicottero adibito all’illecito trasporto, atterrato e decollato, non autorizzato, fuori dagli spazi consentiti.
Il velivolo ad ala rotante, pilotato dal pluripregiudicato L.S., 41 anni, emiliano, raggiungeva Sardegna, per portare a termine la consegna, peraltro, senza aver contattato gli organi istituzionali deputati al controllo del traffico aereo civile.
Sul pregiudicato, gli specialisti anticrimine del G.i.c.o. di Cagliari, hanno altresì concentrato accurate e parallele investigazioni patrimoniali che hanno portato all’emissione da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari del decreto di sequestro preventivo d’urgenza nei confronti del pilota, in relazione a beni per un valore complessivo di oltre 500.000 euro, tra i quali, oltre all’elicottero, schermato tramite un trust registrato nello stato americano del New Mexico, tre autovetture e quote di due società di capitali, peraltro fraudolentemente intestate a prestanome.
Il provvedimento della magistratura di sequestro di beni, è stato emesso d’urgenza, in ragione del recentissimo arresto in flagranza di reato di L.S., circa tre settimane fa, in provincia di Pavia, poiché implicato anche in un rilevantissimo contrabbando di tabacchi lavorati esteri scoperto dalle Fiamme Gialle pavesi; in particolare, l’emiliano, assieme ad altri due soggetti moldavi, è risultato coinvolto nella realizzazione di una vera e propria manifattura clandestina di sigarette allestita all’interno di un capannone, ubicato nel pavese, attrezzato con macchinari industriali utilizzati per la produzione e l’impacchettamento di sigarette da immettere poi sul mercato, con il sequestro di oltre 35 tonnellate di T.L.E..
Tale ultima circostanza ha portato la D.d.a. cagliaritana ad accelerare i tempi di emissione del provvedimento cautelare dei beni nella disponibilità dell’arrestato in maniera “sproporzionata” rispetto ai propri redditi, per evitare, come indicato nel decreto di sequestro, che lo stesso, ormai certamente allarmato a causa della vicenda dei tabacchi di contrabbando e per le possibili conseguenze sul proprio patrimonio, potesse sottrarli per sfuggire, in caso di condanna, alla successiva confisca.











