Cagliari, 30 Ott 2026 - "Veramente straordinaria la giornata di oggi per i movimenti conflittuali e antagonisti italiani. Lo sciopero indetto da gran parte dei sindacati di base (Cobas, Usb, Adl, Clap, Sial, Cub), e che buona parte delle strutture studentesche, in occupazione e mobilitazione, ha fatto proprio, ha portato nelle piazze di 70 città almeno un milione di persone, con la punta massima, davvero "oceanica", di Roma dove si sono raggiunte le centomila presenze, con la grande attenzione da parte degli organi d’informazione, giornalistici e televisivi".
Lo ha reso noto A riferirlo è Piero Bernocchi, portavoce Confederazione Cobas, che aggiunge: "Questi numeri e l'alleanza tra sindacati di base, studenti e centri sociali si erano già visti nell'autunno scorso per la Palestina, ma allora a trascinare di gran lunga la mobilitazione era stata l'indignazione per i bombardamenti a Gaza. Oggi invece a trainare l'enorme presenza in piazza sono stati il conflitto sociale, economico e politico nel nostro Paese, il caro vita, i costi esorbitanti dell'energia, il "più salario meno armi", gli investimenti per la scuola, la sanità e le strutture pubbliche, il rifiuto delle strette repressive. Secondo il sindacalista, la giornata di oggi ci conferma quanto è da tempo nostro convincimento: e cioè che, quando nella situazione odierna di radicalizzazione dei conflitti i sindacati di base si muovono insieme, pur con piattaforme diverse ma nella stessa data e nelle stesse piazze, quand'anche più trascinati dai movimenti che per spontanea scelta, la nostra capacità di mobilitazione - evento di novità eclatante - appare oramai superiore a quella dei "sindacatoni" e in particolare di una Cgil che, oltre ad aver perso l'alleanza con Cisl e Uil, non è più in grado di dare vita ad ampie coalizioni sociali e politiche".
"Per quel che ci riguarda, la Confederazione Cobas, insieme a Adl, Clap e Sial, ha proclamato lo sciopero e ha portato in piazza in tante città i nostri obiettivi: contro il caro-vita che impedisce di far fronte alle spese per i beni essenziali, per la reintroduzione di meccanismi automatici che garantiscano il pieno adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni all'inflazione reale (un aggiornamento della "storica" scala-mobile); contro l'economia di guerra e lo spostamento di risorse dalle spese sociali agli armamenti; per massicci investimenti nei settori pubblici Scuola-Università, Sanità, Trasporti, Servizi di Assistenza, e il taglio drastico delle spese militari; per una scuola migliore , strutturalmente e didatticamente, per tutti e di tutti; contro la politica degli appalti e l'abuso del lavoro part-time imposto; per la riduzione generalizzata dell'orario di lavoro e l'introduzione per legge del salario minimo - afferma ancora Bernocchi -. Un grandissimo successo della giornata di oggi ci impone di stabilire in tempi rapidi (e le nostre strutture ne discuteranno e decideranno a breve) la prosecuzione della mobilitazione nazionale, mettendo in conto pure la possibilità di un nuovo sciopero generale, anche in tempi ravvicinati: decisioni al cui proposito daremo informazioni al più presto".











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