Israele, 28 Ott 2026 – Il blocco a sostegno del primo ministro Benjamin Netanyahu sale a 52 seggi, superando lo schieramento di opposizione. Nel suo exit poll aggiornato, l'emittente Channel 12 — come riporta The Times of Israel — assegna infatti 52 seggi al blocco pro-Netanyahu e 50 a quello anti-Netanyahu. Nel precedente sondaggio, diffuso alle 22:40, i numeri erano rispettivamente 50 e 52 a favore degli avversari del premier.
Con il 25,2% delle schede scrutinate, la Commissione elettorale centrale israeliana ha pubblicato i primi dati parziali del voto. Il blocco favorevole a Benjamin Netanyahu si attesta al momento a 63 seggi, mentre la coalizione contraria ne raccoglie 49.
Otto seggi sono invece detenuti dalla "Lista Comune" (Joint List), la formazione non allineata composta prevalentemente da fazioni arabe.
La situazione sotto la soglia di sbarramento
Diversi partiti risultano attualmente al di sotto della soglia di sbarramento del 3,25%:
Ra'am: 3,2%
Reservists: 2,9%
People of Israel: 1,8%
Charedi Public: 0,2%
Trattandosi di risultati parziali, il quadro è destinato a subire variazioni con l'avanzamento dello spoglio, in attesa soprattutto del conteggio dei voti espressi tramite "doppia buste", che includono quelli del personale militare e di sicurezza.
«Attendiamo ancora i risultati veri, ma il Likud è il partito più grande d'Israele». Lo ha dichiarato il primo ministro Benjamin Netanyahu arrivando alla sede del comitato elettorale del Likud a Gerusalemme.
«Dobbiamo formare un ampio governo di destra nazionale, forte, e fare di tutto perché non venga formato un governo con il sostegno dei partiti arabi», ha aggiunto il premier, ponendo l'accento anche sui temi di politica estera e sulla sicurezza regionale: «Israele ha un'opportunità storica, unica, insieme al nostro partner, il presidente Trump, di eliminare per sempre la minaccia esistenziale costituita dall'Iran».
Mentre le proiezioni e gli exit poll continuano a oscillare, il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu ha rotto la linea della cautela diffondendo dichiarazioni tese a rivendicare il risultato del proprio schieramento.
Il premier ha sottolineato come il Likud si confermi saldamente come il partito di maggior peso all'interno della Knesset, ribadendo l'esigenza di lavorare alla costruzione di un esecutivo stabile: «Dobbiamo formare un governo nazionale di destra forte».
Dalle fila del blocco conservatore si invita tuttavia alla calma, ribadendo la necessità di attendere i dati reali e completi dello spoglio — inclusi i voti speciali delle "doppie buste" — prima di decretare l'esito definitivo di questa tornata elettorale.
All’una di notte gli exit poll cambiano ancora e danno una quasi parità. Il blocco del criminale di guerra avanti di un seggio ma resta molto lontano dalla maggioranza di 61 per poter governare. E certamente i paesi arabi di origine palestinese, non daranno il suo appoggio, e forse, potrebbero accettare un appoggio esterno controllando così il governo di estrema destra.
I dati degli exit poll in Israele registrano una situazione di sostanziale parità tra lo schieramento del primo ministro Benjamin Netanyahu e l'opposizione, modificando le precedenti proiezioni che vedevano un leggero vantaggio per gli avversari del premier.
Infatti, secondo le rilevazioni delle tre principali emittenti televisive:
Canale 11 e Canale 13: segnalano un pareggio tra i due blocchi, entrambi fermi a quota 51 seggi, un numero inferiore alla soglia necessaria per la maggioranza.
Canale 12: continua invece ad attribuire un lieve vantaggio all'opposizione guidata da Gadi Eisenkot, a seguito del voto di martedì.
Nel suo intervento presso la sede del partito, il leader di Yashar ed ex capo di Stato Maggiore, Gadi Eisenkot, ha definito Benjamin Netanyahu “un primo ministro di transizione”, lanciando al contempo un duro ammonimento ai vertici delle forze di sicurezza e allo stesso leader del Likud.
Rivolgendosi ai responsabili della sicurezza, Eisenkot ha esortato: “Siate fermi contro qualsiasi tentativo di sfida" da parte di Netanyahu, aggiungendo poi un avvertimento diretto: ”Netanyahu, non osare usare la sicurezza di Israele per i tuoi scopi politici".












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