Città del Vaticano, 8 Magg 2026 – Ieri mattina, un faccia a faccia di circa 45 minuti, definito "amichevole e costruttivo" dal Dipartimento di Stato americano, nel cuore di una delle fasi più delicate dello scenario internazionale.
Papa Leone XIV ha ricevuto questa mattina in Vaticano il segretario di Stato Usa Marco Rubio, arrivato a Roma per una visita di due giorni, che culminerà domani con gli incontri con la premier Giorgia Meloni e con i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto. L'udienza privata tra il Pontefice e il capo della diplomazia americana si è svolta dopo l'arrivo di Rubio in Vaticano dall'Arco delle Campane, accompagnato da un imponente corteo diplomatico diretto verso il Cortile di San Damaso.
Secondo fonti vaticane e statunitensi, il colloquio si è concentrato sui principali dossier internazionali: Medio Oriente, Iran, Libano, Africa e Cuba, con particolare attenzione alle crisi umanitarie e alla necessità di "lavorare instancabilmente per la pace". La Sala stampa vaticana ha parlato di "cordiali colloqui" durante i quali "è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d'America". La stessa nota aggiunge che c'è stato "uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie".
Leone XIV, durante lo scambio dei doni, ha regalato a Rubio una stilografica in legno di ulivo. "E' la pianta della pace", ha commentato, mostrando lo stemma a una estremità. "E' bello rivederla dopo un anno", ha detto Rubio, che ha ricambiato il dono con un fermacarte di cristallo a forma di pallone da football: “Cosa dare a qualcuno che ha tutto?”.
C'è stato “uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, nonché sulla necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace”: è quanto riferisce la Santa Sede in merito all'incontro di oggi. La Santa Sede nella nota parla di “cordiali colloqui”. Si tratta di un comunicato di appena sette righe. Secondo fonti vaticane si è parlato di Medio Oriente, dei conflitti in Africa e della “necessità di sostenere il popolo cubano in questo momento difficile”.
La visita a Roma del segretario di Stato Usa viene letta come un tentativo di consolidare il fronte occidentale su più dossier, dal Medio Oriente alla sicurezza energetica, fino alle crisi umanitarie. In questo quadro, l'Italia è considerata un interlocutore chiave, sia per il suo ruolo nel Mediterraneo sia per la presenza in Libano.
Ad anticipare i temi dell'incontro è stato il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, che a margine di un evento ieri ha affermato: “Ascolteremo, l'iniziativa è partita da loro. Immagino che si parlerà di tutto quello è successo in questi giorni, ma si parlerà anche di conflitti, di America Latina e immagino anche di Cuba” (Rubio è di origine cubana).
Attualità dunque centrale, con - magari - una prospettiva sul futuro delle relazioni tra Usa e Santa Sede, perché se è vero che “è prematuro” ipotizzare un possibile colloquio tra Trump e Leone XIV, è altrettanto vero, ha rimarcato Parolin, che “il Santo Padre è aperto a tutte le cose, non si è mai tirato indietro di fronte a nessuno. Quindi, se ci fosse l'offerta anche o la richiesta di un dialogo diretto con il presidente Trump, immagino che non avrebbe nessuna difficoltà per accettarlo”, anche perché “non si può prescindere dagli Stati Uniti” e “nonostante qualche difficoltà che c'è, loro rimangono, certamente, un interlocutore per la Santa Sede”.
Papa Leone si è detto fiducioso rispetto a questo appuntamento, auspicando “apertura” e “comprensione”
reciproca. Ma la linea resta sempre quella: la Chiesa “legge e interpreta a partire dal Vangelo i dinamismi della storia, denunciando il male in tutte le sue forme e annunciando” la pace, ha detto ieri mattina all'udienza generale parlando dei documenti del Concilio Vaticano II ma il tono della catechesi è in linea pienamente con quanto sta accadendo a livello internazionale.
Il Vaticano sembra volere rimettere al centro anche l'Europa, restituendole quel ruolo sullo scenario internazionale che nelle ultime vicende sembrava affievolito. I vescovi francesi hanno annunciato un possibile viaggio di Papa Leone nel loro Paese a fine settembre. Si tratterebbe del terzo viaggio in Europa nel giro di pochi mesi, dopo quello nel Principato di Monaco e quello di giugno in Spagna. Nel recente incontro con gli europarlamentari del Ppe, Leone ha citato i fondatori dell'Europa, tra i quali Alcide De Gasperi, invitando i politici a rifuggire da “elitismi” e “populismi”. E sulla scia di tali dichiarazioni, Parolin ha sottolineato: “Oggi in Europa si sente brandire una parola, remigrazione, che di cristiano ha ben poco”.
È blindatissimo l'ingresso del The Rome Edition, l'albergo in cui alloggia Marco Rubio, nella Capitale con la moglie Jeanette Dousdebes. Unica eccezione per attraversare il cordone di polizia e carabinieri, essere ospiti dell'albergo. Per loro il check in avviene direttamente in strada. ''Alloggio qui'', dichiarano gli ospiti dal marciapiede. Ad attenderli nell'ingresso della via c'è il personale della struttura, che su un'agenda nera controlla chi è effettivamente registrato nell'albergo. Dopo il via libera, gli ospiti possono passare la sicurezza e raggiungere la propria camera. La procedura è la stessa anche per uscire dall'albergo. Ad accompagnare gli ospiti fino alla strada è sempre un impiegato dell'albergo che gli chiama un taxi. Un servizio di lusso per chi ha scelto l'albergo a 5 stelle, ma sempre pensato per dare priorità all'ospite d'onore. Si vede quando la moglie di Rubio rientra in hotel a bordo di un Bmw nera per raggiungere il marito in camera. Jeanette Dousdebes viene scortata dagli agenti e accolta da una dipendente della struttura che la scorta fino all'entrata.
Ad essere controllato è anche l'ingresso laterale riservato ai dipendenti. ''È tutto tranquillissimo sia fuori che dentro'' conferma all'Adnkronos una dipendente che si allontana velocemente dopo aver finito il turno. La stessa percezione di sicurezza la sottolinea anche un cuoco del ristorante adiacente all'albergo, il 'Moma'. A risentirne di più sono i turisti a piedi che devono fare il giro lungo per raggiungere via Barberini e arrivare in centro.
Il porporato ha poi detto la sua proprio sugli attacchi di Trump a Leone: “Il Papa fa quello che deve fare il Papa e quindi, attaccarlo in questa maniera o rimproverare quello che fa mi pare un po' strano”.











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