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La nascita del Terzo polo ancora in sala parto. Il pariolino Calenda: “Con Renzi stiamo lavorando”.

Roma, 10 Ago 2022 - Con Matteo Renzi "ci stiamo sentendo, stiamo discutendo. Ma, visto com’è andata con il Pd, finché non sono depositati i simboli non mi sbilancio". Così in un'intervista a La Stampa il leader di Azione, Carlo Calenda. "Io spero che nasca, ci sono tutte le premesse per farlo, perché con Italia Viva siamo vicini dal punto di vista programmatico. Poi c’è da accordarsi su come organizzare la campagna elettorale, su chi parlerà per la coalizione, oltre ovviamente ai collegi. Stiamo lavorando, ma è pur sempre un incontro tra forze politiche che hanno fatto scelte diverse nel recente passato: loro sono stati al governo con il Movimento 5 stelle, noi no", aggiunge. E in merito alla leadership "è una delle questioni che dobbiamo definire con chiarezza, ma la comunicheremo solo se e quando chiuderemo l’accordo. Potrebbe anche essere una figura terza, magari una donna". E in merito all'obiettivo finale "è arrivare a una maggioranza Ursula, costruendo una coalizione larga che chieda a Mario Draghi di rimanere a palazzo Chigi". Per Calenda l'esito delle elezioni non è affatto scontato. "Non c’è niente di scritto, proprio perché c’è un ampio mondo moderato che non vuole votare a destra o a sinistra e aspetta una proposta alternativa di buon senso. Meloni va battuta sul terreno del proporzionale, al Senato. Io mi candiderò lì. La mia sarà una battaglia strenua, peccato non possa farla con Letta". E proprio in merito al segretario dem: "A un certo punto, non ho più capito con quale intesa ci saremmo presentati davanti agli elettori. Nell’ultima nostra riunione gli ho detto: 'Enrico stai facendo la cavolata della tua vita, la gente così non capirà, sembriamo Frankestein, io non posso starci'. Quindi, la scelta l’hanno fatta loro, come fu per l’alleanza con M5s".

Nel frattempo durante il parto del nuovo centrino si inserisce il sorpassato padrone di Forza Italia chiamando lo sfascia carrozze Renzi a se: "Non darei troppa importanza a quello che fanno Renzi e Calenda sia perché è totalmente imprevedibile sia perché si tratta di due figure abili all'interno dei palazzi ma ben lontane dal cuore della gente. Certo fa sorridere che l'ex segretario del Pd e un parlamentare europeo eletto nel Pd scoprano ora che il Partito democratico è un partito di sinistra che non tollera concorrenti alla sua sinistra". Così Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, in un'intervista a Il Giornale. "Il vero centro, come in tutta Europa, è quello che gravita attorno al Ppe e che noi rappresentiamo in Italia. Si tratta della maggiore famiglia politica europea ed ha una collocazione ben chiara in alternativa alla sinistra". In quanto alla coalizione di centrodestra "una cosa è certa" - argomenta Berlusconi - "ogni voto in più a Forza Italia rafforzerà il profilo moderato, centrista della coalizione. Noi siamo diversi dai nostri alleati pur avendo con loro un rapporto di profonda lealtà e collaborazione. Siamo i soli a rappresentare allo stesso tempo e in modo coerente le migliori tradizioni politico-culturali italiane: quella liberale, quella cristiana, quella europeista, quella atlantica. Il centrodestra governerà il Paese ma maggiore sarà il peso specifico di Forza Italia nella futura maggioranza e maggiore sarà l'influenza di queste idee sull'azione di governo".

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