Islamabad, 21 Apr 2026 - Il sito Axios annuncia ora che il vicepresidente americano JD Vance partirà oggi (martedì) per partecipare ai negoziati di Islamabad con l'Iran. La notizia confermerebbe che Vance è al momento ancora negli Stati Uniti e contraddice le parole di Donald Trump, secondo cui Vance era già in viaggio. Incerta per ora la presenza dei negoziatori iraniani.
"Trump, con l'imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all'ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia". Lo scrive sui social il presidente del parlamento iraniano e negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf.
I "responsabili americani" vogliono "la resa dell'Iran", ma "il popolo iraniano non si piega alla forza". Lo ha scritto su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "L'aderenza agli impegni", ha sottolineato, "è la logica che orienta ogni tipo di dialogo. Oltre alla profonda diffidenza storica in Iran nei confronti del passato comportamento e delle azioni del governo degli Stati Uniti, l'approccio non costruttivo e contraddittorio dei responsabili americani negli ultimi giorni contiene un messaggio amaro: essi vogliono la resa dell'Iran. Il popolo iraniano non si piega alla forza.
In linea d'aria 11-15 mila chilometri separano Islamabad da Washington. Una distanza che richiede per i voli civili non meno di 18 ore. Tuttavia il vicepresidente americano, JD Vance, che dovrebbe salire a bordo dell'Air Force 2 nelle prossime ore impiegherà probabilmente meno di 15 ore. In ogni caso sarà corsa contro il tempo per arrivare nella capitale del Pakistan prima dello scadere del cessate il fuoco, fissato mercoledì sera.
Molto diversa è invece la distanza tra Teheran e Islamabad, separate da circa duemila chilometri. Un volo diretto dura tra le 2 e le 3 ore. Questo rende lo sforzo per la delegazione iraniana molto meno gravoso e permette di poter scegliere se partecipare o no anche all'ultimo minuto."Sto vincendo una guerra, e di gran lunga, le cose vanno benissimo, il nostro esercito è stato fantastico e, se leggeste le notizie false, come il fallimentare New York Times, l'assolutamente orrendo e disgustoso Wall Street Journal, o il quasi defunto, fortunatamente, Washington Post, pensereste davvero che stiamo perdendo la guerra. Il nemico è confuso, perché riceve questi stessi 'resoconti' dai media, eppure si rende conto che la sua Marina è stata completamente annientata, la sua Aeronautica è finita su piste di atterraggio buie, non ha equipaggiamento antimissile o antiaereo, i suoi ex leader sono per lo più spariti e forse, cosa più importante di tutte, il blocco, che non toglieremo finché non ci sarà un 'accordo', sta letteralmente distruggendo l'Iran". Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Stanno perdendo 500 milioni di dollari al giorno, una cifra insostenibile, anche nel breve periodo. I media anti-americani delle notizie false tifano per la vittoria dell'Iran, ma non succederà, perché sono io al comando", aggiunge. Poi, in un altro post, Trump scrive: "L'operazione Midnight Hammer ha comportato la completa e totale distruzione dei siti contaminati da polveri nucleari in Iran. Pertanto, riesumarli sarà un processo lungo e difficile. La Cnn, con le sue notizie false, e altre reti e piattaforme mediatiche corrotte, non rendono giustizia ai nostri grandi aviatori, cercando sempre di sminuirli e umiliarli", conclude.
Teheran ha condannato l'attacco "criminale e illegale" condotto dalle forze americane contro la nave mercantile iraniana Touska nel Mar d'Oman, vicino alle acque territoriali iraniane. Nella protesta formale presentata al Segretario generale delle Nazioni Unite e all'Organizzazione Marittima Internazionale, il ministero degli Esteri iraniano ha affermato che la nave è stata presa di mira in "un atto di pirateria" che viola il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite e l'accordo di cessate il fuoco. Nella nota riportata dai media iraniani si sottolinea che l'equipaggio e i loro familiari sono stati intimiditi e presi in ostaggio. Teheran ha quindi chiesto alle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza dell'Onu e all'Organizzazione marittima internazionale di condannare l'attacco e di adottare misure urgenti per garantire il rilascio della nave e di tutte le persone a bordo.
"La battaglia non è ancora finita, ma abbiamo già eliminato una minaccia esistenziale. Abbiamo riportato a casa tutti i nostri ostaggi, colpito duramente i nostri nemici e reso Israele più forte che mai". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un messaggio inviato alle famiglie in lutto in occasione della Giornata della Memoria israeliana per i soldati caduti e le vittime di azioni ostili. "Ricordiamo ogni soldato caduto la cui vita è stata spezzata, ma nella Giornata della Memoria li ricordiamo in una prospettiva più ampia, in una prospettiva nazionale. La memoria collettiva tocca le fondamenta della nostra esistenza, come nazione che lotta costantemente per la propria sicurezza", ha aggiunto il premier israeliano.











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