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Teheran: “Dopo il cessate il fuoco in Libano Hormuz è completamente aperto”. Trump ringrazia.

Teheran, 17 Apr 2026 – "L'Iran ha appena annunciato che lo Stretto di Hormuz è completamente aperto e pronto al transito. Grazie". Così su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo che il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha annunciato su X che lo Stretto di Hormuz è aperto al transito delle navi commerciali per tutta la durata del cessate il fuoco in Libano, iniziato ieri sera per dieci 10 giorni. "In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, lungo la rotta coordinata già annunciata dall'Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell'Iran", ha scritto Araghchi. 

Qualche piccola violazione, ma regge la tregua di 10 giorni fra Israele e Libano scattata alle 23 ora italiana. Annunciata da Donald Trump su Truth dopo la mediazione del Segretario di Stato Marco Rubio. "I due Paesi si sono incontrati martedì per la prima volta in 34 anni, a Washington, con il grande segretario di Stato Marco Rubio", ha scritto il tycoon.

A confermarla Hezbollah con due comunicati: "Abbiamo preso atto" del cessate il fuoco, ma “teniamo il dito sul grilletto” se Israele violerà la tregua. Secondo il Dipartimento di Stato Usa, Israele non condurrà "operazioni offensive" contro obiettivi libanesi via terra, aria o mare. A Beirut festa per le strade. L'esercito libanese ha comunque denunciato nella notte alcuni attacchi israeliani, nonostante la tregua.

Teheran nel pomeriggio annuncia: "Dopo il cessate il fuoco in Libano Hormuz è completamente aperto". Unione Europea: “Sua chiusura era inaccettabile”. Trump ringrazia. 

Il petrolio accentua le perdite con la riapertura: il greggio Wti perde il 10%.

Per quanto riguarda il fronte iraniano, in salita il 2° round dei negoziati a Islmabad. "L'Italia non c'è stata per noi, noi non ci saremo per lei": ha dichiarato Trump sul social Truth, allegando al messaggio un articolo del Guardian del 31 marzo su Roma che "nega l'uso della base in Sicilia (Sigonella) agli aerei americani che trasportano armi per la guerra in Iran". 

Oggi Meloni è attesa a Parigi per il vertice della coalizione dei volenterosi su Hormuz. Ieri ha ricevuto a Palazzo Chigi la leader d'opposizione venezuelana e Nobel per la pace Machado.

Creare una forza multinazionale per garantire ai mercantili la "piena fiducia" di cui necessitano per operare nello Stretto, al centro del vertice dei volenterosi a Parigi.

Secondo fonti dell'Eliseo prevista anche la protezione da attacchi aerei e mine subacquee.  La soluzione che proporranno i leader si baserà su due pilastri fondamentali: lo sminamento di Hormuz, da garantire con l'eventuale invio di dragamine, e rifiuto del pedaggio imposto dall'Iran alla navigazione, al fine di ricostituire lo status quo in vigore prima dello scoppio della guerra.        

La missione, che opererà in funzione "strettamente difensiva", come ribadiscono dall'Eliseo, lavorerà dunque sulla falsariga della missione Ue Aspides attiva nel Mar Rosso, facendo "il miglior uso possibile dei mezzi" che verranno impiegati "nel momento in cui avremo chiarezza sul ripristino della navigazione nello Stretto di Hormuz". 

Come spiegato da Parigi, l'obiettivo dei lavori è quello di delineare una "terza via" tra la ripresa della guerra e la politica di "massima pressione" adottata da Donald Trump nei confronti dell'Iran prima dello scoppio del conflitto. Tutto questo in concerto con una "massa critica" di Paesi asiatici, mediorientali e persino latinoamericani impegnati nel mantenimento del diritto internazionale. Per via della loro posizione geografica, i Paesi del Golfo avranno un ruolo "eminente". Non è chiaro se parteciperà la Cina, che ha stretti rapporti con Teheran, ma Pechino sarebbe "molto benvenuta", come qualsiasi altro Paese che volesse partecipare.

"Lo Stretto di Hormuz è completamente aperto, operativo e pronto per il pieno transito. Tuttavia, il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell'Iran, finché la nostra transazione con l'Iran non sarà completata al 100%". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

Oltre 38.000 donne e ragazze sono state uccise nella guerra di Gaza entro la fine del 2025, secondo le stime delle Nazioni Unite, pari a oltre la meta' dei 71.000 decessi registrati dal Ministero della Salute del territorio. "Tra ottobre 2023 e dicembre 2025, oltre 38.000 donne e ragazze sono state uccise a Gaza, a causa dei bombardamenti aerei e delle operazioni militari terrestri israeliane", ha dichiarato Sofia Calltorp, portavoce di UN Women, durante una conferenza stampa a Ginevra.
"Tra queste, oltre 22.000 donne e 16.000 ragazze, per una media di almeno 47 donne e ragazze uccise ogni giorno". "Oltre a un numero impressionante di vittime, quasi 11.000 donne e ragazze a Gaza hanno riportato ferite così gravi da sopravvivere solo con disabilità permanenti", ha affermato Calltorp.
Ha aggiunto che la guerra ha stravolto le famiglie palestinesi, con decine di migliaia di nuclei familiari a Gaza ora guidati da donne che, avendo perso i mariti, si trovano a dover provvedere al sostentamento delle proprie famiglie "senza reddito, senza sostegno e senza accesso ai servizi essenziali". Quasi un milione di donne e ragazze sono state sfollate ripetutamente durante il conflitto, mentre quasi 790.000 donne e ragazze hanno vissuto situazioni di insicurezza alimentare di livello critico o catastrofico. Ha affermato che la guerra in Medio Oriente, scoppiata con l'attacco israelo-americano all'Iran il 28 febbraio, ha aggravato le difficoltà a Gaza, "poiché la chiusura dei valichi di frontiera e le restrizioni all'accesso umanitario riducono ulteriormente l'accesso agli aiuti salvavita". 

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