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Pil, Gualtieri: Italia meglio delle previsioni negative. Al via il taglio del cuneo fiscale.

Roma, 2 Sett 2020 - La stima annuale del Prodotto Interno Lordo fatta in precedenza "è stata fatta quando non si sapeva quanto sarebbe durato il lockdown: la nuova sarà peggio del -8% stimato, ma non così tanto", dice a Rai3 il ministro dell'Economia Gualtieri, osservando che "tutti i previsori che indicavano -11, -12, -13% dicono che l'Italia fa meglio di quanto prevedevano". Nel terzo trimestre si stima inoltre un forte rimbalzo: "Ci sono molti indicatori che lo dicono e quello dell'occupazione si aggiunge", spiega il ministro, che poi si sofferma sulla riforma fiscale: avanti sul taglio del cuneo, e poi l'assegno unico per sostenere la famiglia.

"Quel -8% di Pil è stato stimato prima che si sapesse quanto sarebbe durato il lockdown, che è durato più del previsto. Sarà sicuramente peggio del -8% ma non così tanto. Stimiamo una ripresa in corso nel terzo trimestre, ci sono segnali di un forte rimbalzo del Pil". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ad Agorà Estate su Rai3, definendo "positivi" i dati Istat sugli occupati.

Il titolare del Tesoro ha poi parlato della riforma fiscale che si baserà su due pilastri: "Proseguire sulla strada del taglio del cuneo fiscale, ridurre l'Irpef sul lavoro per aumentare gli stipendi, e secondo sostenere la grande innovazione dell'assegno unico. Gentiloni ha ragione - ha proseguito - non può essere finanziata con le risorse del Recovery Fund che devono essere concentrate su pacchetti di riforme e investimenti, la riforma fiscale si dovrà autofinanziare a regime. Naturalmente avere il Recovery Fund, avere una fase di massicci investimenti e risorse che possono far aumentare il Pil, può dare lo spazio per introdurre la riforma fiscale e farla arrivare a regime. E' una grande sfida ma anche una grande opportunità".

Inoltre l'esecutivo intende "realizzare l'innovazione dell'assegno unico che definiremo, uno strumento più potente per sostenere la famiglia e la genitorialità". La riforma dovrà essere "autofinanziata", attraverso una riduzione delle tax expenditure e la lotta all'evasione, conclude.

Sul Mes il governo "deciderà al momento opportuno", ha detto Gualtieri. Il Mes "non dà soldi a fondo perduto ma risorse a tasso zero che determinerebbero un risparmio in termini di interessi nell'orizzonte di diversi miliardi di euro", spiega, osservando tuttavia che "spesso ci si dimentica che prima c'era solo il Mes, considerato insufficiente e inadeguato, e che grazie al lavoro svolto dal presidente Conte, all'inizio da solo, sia stato fatto il più grande programma della storia di Eurobond per sostenere spese comuni". Quindi ora c'è anche il Recovery Fund, e dunque bisogna tenere conto "di tutto il contesto", conclude.

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