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Confartigianato Sardegna – Coronavirus-Turismo-Artigianato: Con il turismo in crisi, annaspano anche le imprese legate al settore. Il turismo esperienziale per mettere al centro del sistema gli artigiani.

Cagliari, 29 Giu 2020 - Il turismo in Sardegna non decolla e a soffrirne sono anche le 6.574 le micro, piccole e medie imprese artigiane che a questo settore sono legate, soprattutto d’estate.

Servizi turistici, ricettivi e della ristorazione, manutenzioni di alberghi e case private, benessere, agroalimentare, trasporti, attività culturali, ricreative e di intrattenimento, ma anche produzione e vendita di monili, artigianato artistico, abbigliamento e calzature, che danno lavoro a oltre 30mila persone.

Più di una 1 impresa su 5, delle 35mila realtà artigiane della Sardegna, è legata, direttamente o con l’indotto, al turismo, alle vacanze e allo svago, soddisfando le richieste dei 3,2 milioni di arrivi e dei 15 milioni di presenze, registrati fino allo scorso anno.

I dati arrivano dal dossier “Imprese e valore artigiano in Sardegna”, realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, che ha analizzato i comparti sardi del turismo e dell’artigianato attraverso i dati Istat, Unioncamere e Movimprese del 2019.

“Le piccole e medie realtà cominciano a percepire gli effetti economici, diretti e indiretti, della paura da Coronavirus, con la conseguente contrazione del giro d’affari – commentano Antonio Matzutzi e Daniele Serra, Presidente e Segretario Regionale di Confartigianato Imprese Sardegna – e sono fortemente preoccupate per le conseguenze dell’onda lunga che il virus potrà avere sull’economia regionale”. “In ogni caso, vogliamo essere postivi e crediamo che la stagione possa essere recuperata, almeno in parte – continuano Presidente e Segretario - con una importante campagna di comunicazione che accompagni il turista in tutti i 12 mesi, che faccia conoscere ancora di più i prodotti artigianali dell’agroalimentare e del tipico tradizionale, e che ampli le possibilità di svago da offrire ai turisti, tutto sempre nel massimo rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza. Di questo parleremo presto con l’Assessore Regionale all’Artigianato, Gianni Chessa, per condividere con lui questa nostra idea di ripartenza anche dal turismo legato all’artigianato”.

Per Confartigianato Sardegna, una soluzione adeguata potrebbe essere rappresentata da un progetto che possa riunire le eccellenze artigiane e le tipicità artistiche e agroalimentari di tutto il territorio sardo, con l’obiettivo di offrire un nuovo modello di turismo mettendo al centro dell’offerta gli artigiani locali, veri protagonisti del Made in Sardegna e punti di riferimento del territorio, che avrebbero l’opportunità di rilanciare la loro immagine diventando dei veri attrattori per borghi e centri storici.

La vera “sfida”, quindi, sarà quella di “mettere in relazione” sia le attività prettamente turistiche della ricettività e della ristorazione, con quelle “originali” del mondo artigiano e dei suoi territori. “C’è bisogno che i due “mondi” si contaminino a vicenda – continuano Presidente e Segretario – che offrano esperienze originali, uniche e irripetibili. E’ necessario trovare un modo nuovo di fare turismo, puntando sulle competenze dei nostri artigiani – concludono – per questo, da subito, è fondamentale riuscire a raccontare il territorio esprimendo identità, tradizione, passione attraverso la qualità dei prodotti e offrendo attività sul campo pensate per trasmettere sapere, ma anche per affascinare e coinvolgere i visitatori che diventano protagonisti della creazione di un tesoro fatto a mano”. Com