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Al via a Bruxelles il Consiglio più difficile. Merkel: “Sui migranti si decide destino della UE”

Berlino, 28 Giu 2018 - Comincia oggi a Bruxelles la due giorni del Consiglio europeo. Sul tavolo dei 28 capi di Stato e di governo al centro il problema dell'immigrazione. Altri temi all'ordine del giorno sicurezza e difesa, economia e finanza. I leader dell'Ue riuniti a Bruxelles si occuperanno inoltre di Brexit e della zona euro. Il summit inizia alle ore 14. Alle 15.30 è prevista la prima sessione di lavoro, a cui segue una conferenza stampa alle ore 19. A seguire, alle 19.30, la cena di lavoro dei leader.

La questione migratoria mette in gioco il "destino" dell'Europa, ha affermato la Cancelliera tedesca Angela Merkel, alla vigilia di un vertice europeo sulla questione che si annuncia assai difficile. "L'Europa deve affrontare molte sfide ma quella legata alla questione migratoria potrebbe decidere i destini dell'Unione Europea" ha dichiarato Merkel intervenendo al Bundestag dove ha fatto appello a delle soluzioni "multilaterali e non unilaterali" da parte dei Paesi membri.

Merkel ha chiesto la creazione di una "coalizione di volontari" tra i 28 Paesi dell'Ue per concludere accordi che consentano il ritorno dei migranti nel primo Paese in cui sono stati registrati. "Non è certamente una soluzione perfetta, ma è un inizio" per controllare i cosiddetti 'movimenti secondari' dei richiedenti asilo all'interno dell'Ue, che non hanno il diritto di scegliere il loro paese ospitante, ha rimarcato Merkel. "Non possiamo lasciare soli i Paesi nei quali si verifica la maggior parte degli arrivi. Questo è il nodo centrale del regolamento di Dublino 3", argomenta la Cancelliera.

Il principio di responsabilità condivisa sui salvataggi in mare e la suddivisione dei migranti è la 'linea rossa' che l'Italia intende tracciare in vista del Consiglio europeo di oggi e domani: senza un accordo su questo principio, il governo è pronto a dire 'no' al documento conclusivo del Vertice. A poche ore dall'inizio del summit, riferiscono fonti a Bruxelles, la posizione dell'esecutivo sul fronte immigrazione resta ferma: l'Italia chiede un meccanismo di responsabilità condivisa con i partner sia per l'arrivo delle navi che svolgono attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, che per la successiva distribuzione dei migranti, ribadendo la sua richiesta ai paesi europei sulla base del principio che 'chi sbarca in Italia sbarca in Europa'.

Quanto alla gestione del movimenti di migranti all'interno delle frontiere Ue, tema cruciale per Angela Merkel alle prese con il braccio di ferro interno con il ministro bavarese Horst Seehofer, la risposta del governo italiano rimane la stessa: bisogna affrontare prima la gestione degli arrivi. Se ci sarà collaborazione su questo punto, ci sarà anche sui movimenti secondari. "La posta in gioco è alta e il tempo breve", avverte il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Ma il vertice rimane tutto in salita: il rafforzamento delle frontiere, la dimensione esterna e la limitazione massima dei flussi, nuovo paradigma della risposta europea al fenomeno migratorio, è l'unica certezza. Tutto il resto, dalle modalità di accoglienza alla gestione dell'asilo e della migrazione legale, è appeso ai sottilissimi compromessi tra i paesi, alle prese con la gestione delle proprie opinioni pubbliche e degli equilibri politici interni. Il vertice di oggi metterà la parola fine a ogni possibilità di rivedere il regolamento di Dublino, sulla cui riforma non solo non c'è consenso, ma nemmeno "maggioranza qualificata" per un compromesso che preveda di introdurre un meccanismo di ripartizione dei richiedenti asilo in caso di crisi e maggiore responsabilità per i paesi di primo ingresso.

"L'intenzione dei leader è di continuare a lavorare al consenso", spiega una fonte Ue. Ma la stessa fonte aggiunge che secondo lo stesso Tusk, l'unica possibilità di costruire un consenso a 28 si basa sulla protezione delle frontiere esterne, mentre il dibattito sulla riforma di Dublino "continua a essere fonte di divisioni". Senza un accordo rischia di subire un colpo forse decisivo il sistema Schengen: tra gli scenari in discussione infatti, c'è quello della "chiusura della frontiera tra Germania e Austria e tra Austria e Italia", spiega la stessa fonte. "Questo scenario viene sempre più discusso" ed "è la nostra motivazione chiave" per cercare una soluzione che "riduca drammaticamente" la pressione migratoria sull'Italia.

Un altro motivo di frizione sarà legato alle sanzioni alla Russia, che il Consiglio è orientato a rinnovare: in serata durante la cena, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, Emmanuel Macron, faranno un rapporto sul rispetto da parte della Russia degli accordi di Minsk sul cessate il fuoco in Ucraina dell'Est. Non è attesa una discussione politica tra i capi di Stato e di governo dell'Ue, ma il rapporto di Merkel e Marcon "dovrebbe essere la base delle future decisioni che saranno prese a livello di Coreper (l'organismo che riunisce gli ambasciatori dell'Ue) sul rinnovo delle sanzioni per il mancato rispetto degli accordi".

L'Italia non chiederà lo stop alle sanzioni, ma invierà un segnale di apertura a Mosca, chiedendo che vengano ripristinati i finanziamenti alle piccole e medie imprese russe da parte della Bei, (la Banca europea per gli investimenti) e della Bers (la Banca per la ricostruzione e lo sviluppo).