Cagliari, 18 Ott 2026 - Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da presumersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, e considerato che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, fatte salve le successive valutazioni dell’Autorità giudiziaria, i militari della Guardia di finanza di Cagliari, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Cagliari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per un valore di 160 mila euro, corrispondente alle imposte che si ritengono evase.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria del capoluogo isolano, hanno consentito di ricostruire un articolato sistema di frode fiscale che sarebbe stato attuato, tra il 2020 e il 2023, da una società con sede nel capoluogo sardo, operante nel commercio di capi di abbigliamento, mediante il ricorso a tre imprese “cartiere” con sedi nelle province di Oristano, Milano e Prato.
Secondo quanto emerso dalle investigazioni, l’azienda si sarebbe avvalsa di imprese prive di una struttura economica e operativa e, pertanto, destinatarie di provvedimenti di chiusura d’ufficio delle relative partite IVA da parte dell’Agenzia delle entrate, in quanto risultate di fatto inattive. Le società, tutte riconducibili a persone di origine asiatica, sarebbero state dedite alla sistematica emissione di fatture relative a operazioni in tutto o in parte inesistenti.
Gli approfondimenti hanno consentito di ricostruire l’utilizzo, da parte dell’imprenditore, di costi documentati attraverso fatture emesse dalle imprese coinvolte per un ammontare complessivo di circa 450 mila euro, che sarebbero stati contabilizzati allo scopo di ridurre artificiosamente il reddito imponibile e, conseguentemente, le imposte dovute all’Erario.
Per ricostruire tutta la situazione, i finanzieri hanno analizzato centinaia di documenti fiscali, molti dei quali caratterizzati da indicazioni generiche e dall'assenza di puntuali descrizioni delle operazioni commerciali, confrontando poi gli importi fatturati con i corrispondenti flussi bancari e finanziari.
Gli approfondimenti effettuati dalle Fiamme Gialle, hanno consentito di riscontrare pagamenti tracciabili mediante bonifico bancario soltanto per una minima parte delle operazioni esaminate. Dall’analisi delle scritture contabili delle 4 società coinvolte è invece emerso che gran parte delle fatture sarebbe stata regolata in contanti, mediante pagamenti di importo inferiore alla soglia prevista dalla normativa valutaria vigente. Tale circostanza, valutata unitamente agli ulteriori elementi acquisiti nel corso delle indagini, è stata ritenuta sintomatica della possibile fittizietà delle operazioni commerciali documentate.
Sulla base degli elementi probatori sinora raccolti, all’imprenditore è stato contestato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Nei confronti della società è stata inoltre ipotizzata la responsabilità amministrativa dell’ente in relazione reato tributario contestato.
Il provvedimento cautelare ha interessato disponibilità finanziarie rinvenute sui conti correnti della società e dell’imprenditore, nonché un terreno edificabile facente parte del patrimonio societario, fino alla concorrenza dell’importo oggetto del sequestro.
L’operazione s’inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto alle frodi fiscali e alle forme più insidiose di evasione tributaria, sviluppato dalla Guardia di finanza sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Cagliari, a tutela della legalità economica e finanziaria e della leale concorrenza tra le imprese.










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