Bruxelles, 17 Ott 2026 - La decisione degli Usa di non applicare il Lindsey Graham Act, che avrebbe dovuto esercitare una pressione efficace sulla Russia per porre fine alla guerra in Ucraina, rischia di incoraggiare Vladimir Putin a proseguire il conflitto. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio su X, criticando Washington nel giorno successivo a un massiccio attacco russo contro le infrastrutture energetiche ucraine. "Un blackout delle sanzioni statunitensi, l'allentamento della pressione sull'aggressore e le ricompense finanziarie per Putin: tutto questo lo incoraggia soltanto a continuare gli attacchi", ha scritto.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di ritenere che l'amministrazione statunitense rimuoverà ulteriori sanzioni contro la Russia, dopo che il presidente Donald Trump ha concesso deroghe ad alcune misure punitive nei confronti del Cremlino. "Purtroppo, la revoca delle sanzioni continuerà. Credo che l'accordo sul diesel sia solo il primo passo", ha affermato Zelensky ai giornalisti, riferendosi all'intesa raggiunta da Trump con il presidente Vladimir Putin per consentire alcune esportazioni di diesel russo, nonché all'annuncio della concessione di deroghe ad alcune sanzioni.
Le sanzioni "stanno esercitando una pressione sull'economia russa, ma dobbiamo fare di più". Così il portavoce della commissione europea Thomas Reigner, in seguito alla decisione presa ieri dal presidente statunitense Donald Trump di sospendere temporaneamente l'attuazione di un ampio pacchetto di sanzioni contro la Russia. "L'Ue ha fornito all'Ucraina un totale di 230 miliardi di euro in aiuti. E abbiamo appena approvato il più ampio ampliamento del nostro elenco di sanzioni finora. Le nostre sanzioni stanno esercitando una pressione sull'economia russa. Ma dobbiamo fare di più", ha dichiarato Reigner, interpellato in merito alla sospensione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.
Il portavoce ha inoltre ribadito quanto affermato venerdì dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al termine di un incontro con i leader europei: l'Unione europea "non revocherà alcuna sanzione finché la Russia non porrà fine alla guerra". La presidente della Commissione ha anche confermato che l'Unione continua a lavorare al suo ventiduesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Parallelamente, nelle conclusioni adottate dopo l'incontro a Bruxelles, i leader degli Stati membri hanno espresso rammarico per "la decisione degli Stati Uniti di revocare temporaneamente le sanzioni sul diesel russo".
"Penso che Putin non voglia fermarsi all'Ucraina. È per questo che l'Europa è preoccupata ed è per questo che noi, come Europa e come Nato, ci stiamo preparando. Sperando che questa follia non accada". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista alla Bbc. "La maggior parte del bilancio russo è ormai investita in armi e spese militari. Presto avranno un milione e mezzo di militari. Se la guerra finisse domani, cosa farebbe Putin con un milione e mezzo di soldati?", ha affermato il ministro, sottolineando il continuo intensificarsi dell'escalation. "Ci stiamo preparando alla follia, sperando di non doverla mai affrontare, ma preparandoci alla possibilità di una follia da parte della Russia", ha aggiunto Crosetto.
Si aggrava la crisi umanitaria ad Oleshky, città ucraina occupata dalle forze russe dal febbraio 2022, nella regione di Kherson, dove i civili rimasti tentano di fuggire a piedi attraverso strade minate, rischiando la vita. Lo riferisce Associated Press, secondo cui la popolazione è scesa da circa 24mila a meno di 2mila abitanti, rimasti senza elettricità, riscaldamento e acqua corrente, con gravi carenze di cibo e medicinali. Alcuni residenti percorrono fino a 20 chilometri lungo quella che viene soprannominata la 'strada della morte', disseminata di mine e carcasse di automobili. "Ogni passo avrebbe potuto essere l'ultimo", ha raccontato una donna di 40 anni riuscita a fuggire ad agosto.
"A Oleshky non è rimasto nulla. Niente cibo, niente rifornimenti, niente assistenza medica, nessun aiuto", ha aggiunto. Secondo le autorità ucraine, nell'obitorio cittadino si accumulano cadaveri, mentre altri cento corpi si troverebbero nei sotterranei dell'ospedale. Almeno 35 bambini sarebbero ancora intrappolati in città. L'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha riferito che l'ultima consegna regolare di generi alimentari via terra risale al 26 maggio. Le forze ucraine cercano di far arrivare aiuti attraverso droni che sorvolano il fiume Dnipro, ma le quantità sono insufficienti per affrontare l'inverno. Kiev e Mosca si accusano reciprocamente della crisi e non hanno ancora raggiunto un accordo per un corridoio umanitario. Le autorità ucraine denunciano l'assenza di garanzie di sicurezza da parte russa, mentre Mosca sostiene che le evacuazioni siano ostacolate dalle mine e che non tutti i residenti vogliano partire. Venerdì Papa Leone XIV ha chiesto al presidente russo Vladimir Putin un cessate il fuoco per consentire l'arrivo di cibo e medicinali e l'evacuazione dei civili. Il Cremlino ha dichiarato la disponibilità a collaborare con il Vaticano per proteggere la popolazione e garantire i rifornimenti essenziali.
Le conquiste territoriali russe in Ucraina dall'inizio del 2026 sarebbero circa 65 volte inferiori a quelle rivendicate da Vladimir Putin. Lo sostiene l'Institute for the Study of War (Isw) nel rapporto di ieri, secondo cui le forze di Mosca hanno conquistato circa 100 chilometri quadrati e 69 insediamenti dall'inizio dell'anno, contro i 6.500 chilometri quadrati e i 310 insediamenti dichiarati dal presidente russo.
Il capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov aveva inoltre affermato che le forze russe avevano conquistato oltre 1.800 chilometri quadrati e 92 insediamenti dal primo settembre.
Secondo le stime dell'Isw, nello stesso periodo l'esercito russo ha invece subito una perdita netta di 122 chilometri quadrati, arretrando in media di circa sette chilometri quadrati al giorno nel corso di ottobre.
Nel Donetsk, le forze russe avrebbero perso 198,28 chilometri quadrati da settembre. Kiev mantiene il controllo di 5.530 chilometri quadrati della regione, pari al 20,4% del territorio, contro il 10% indicato da Putin.
Secondo l'Isw, le dichiarazioni dei vertici russi mirano a rappresentare un'avanzata generalizzata sul campo di battaglia e a esercitare pressioni sull'Ucraina e sui suoi alleati occidentali affinché accettino le richieste di Mosca nei negoziati. Il rapporto sottolinea inoltre che Putin ha escluso concessioni territoriali russe nell'ambito di un eventuale accordo di pace.
Gli attacchi russi in Ucraina hanno ucciso sette persone nelle ultime 24 ore, secondo quanto riferito dalle autorità regionali e riportato dal sito del Kyiv Independent. Nella regione di Kharkiv sono morte due persone, un uomo e una donna di 58 e 71 anni. Altre due vittime sono state registrate nella regione di Dnipropetrovsk: una donna di 74 anni nei pressi di Nikopol e un uomo a Dnipro. Due persone sono morte a Kramatorsk, nella regione di Donetsk, mentre un'altra vittima è stata segnalata nella regione di Kherson.
La Russia ha attaccato l'Ucraina nella notte con missili balistici, missili da crociera e 332 droni d'attacco. Le difese aeree ucraine hanno intercettato o neutralizzato 293 obiettivi, mentre sono stati registrati impatti in 22 località. Lo riferisce Rbc-Ucraina, citando l'Aeronautica militare di Kiev.
Secondo il bilancio preliminare diffuso alle 8 locali, sono stati abbattuti o neutralizzati quattro missili da crociera Kalibr e 289 droni, tra cui velivoli Shahed, S-8000 Banderol, Gerbera e altri modelli.
L'attacco ha coinvolto anche missili balistici Iskander-M e KN-23, lanciati dalle regioni russe di Voronezh e Rostov e dalla Crimea occupata, oltre a missili da crociera Kh-22/32 e quattro Kalibr lanciati dal Mar Nero, dalla zona di Novorossiysk.
Detriti dei velivoli intercettati sono caduti in altre tre località. Nelle prime ore di sabato, attacchi con missili balistici e da crociera hanno colpito anche Zaporizhzhia e Kryvyi Rih, danneggiando edifici e un impianto industriale e provocando feriti.
Un gruppo bipartisan di nove senatori statunitensi ha sollecitato l'ispettore generale del Dipartimento della Difesa, Platte Moring III, ad aprire un'indagine formale sulle interruzioni dei sistemi satellitari Starshield e Starlink registrate in Ucraina. L'iniziativa parlamentare è guidata da Jeanne Shaheen, esponente di primo piano del Partito Democratico nella Commissione Esteri del Senato, e dal senatore repubblicano Thom Tillis.
Al centro della richiesta ci sono le restrizioni che, secondo quanto riportato nella lettera dei senatori, SpaceX avrebbe imposto tra il 12 e il 14 ottobre scorsi. In quel periodo, i terminali Starlink in territorio ucraino avrebbero subito limitazioni di velocità — fissate attorno a una soglia di circa 160 km/h — che avrebbero compromesso in modo sensibile le comunicazioni operative di droni e velivoli impiegati dalle forze di Kyiv.
I firmatari esprimono forte preoccupazione per la sicurezza del personale diplomatico, militare e di sicurezza degli Stati Uniti presente sul campo. Secondo alcune segnalazioni citate nella missiva, i disservizi nei sistemi di comunicazione e condivisione delle informazioni avrebbero ostacolato la ricezione degli avvisi di raid, rendendo più difficile per gli americani raggiungere i rifugi durante gli attacchi aerei russi.
"La possibilità che personale americano sia stato messo in pericolo da interruzioni evitabili, coordinamento inadeguato o decisioni del proprio governo richiede un'immediata verifica e responsabilità", sottolineano i parlamentari nella lettera.












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