Cagliari, 15 ottobre 2026 - L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha presentato stamane il Programma straordinario regionale di edilizia residenziale pubblica e sociale, oggetto di una proposta di delibera in discussione nella odierna riunione di Giunta. Il programma è destinato ai comuni della Sardegna con popolazione superiore a 40 mila abitanti, che prevede lo stanziamento di 15 milioni di euro per l’anno 2026. La delibera introduce criteri di ripartizione su parametri che riguardano la pressione abitativa.
“Abbiamo avviato, grazie anche al lavoro del Consiglio regionale, un percorso che ci ha portati fino a qui - ricostruisce l’assessore – definendo un programma che parte dalla pressione abitativa che in alcuni centri si manifesta in modo significativo. Con questo programma mettiamo risorse e politiche per le fasce grigie, le ultime messe in campo dalla Regione risalgono al 2007. Attraverso la delibera che presento ai colleghi di Giunta, abbiamo definito alcuni criteri oggettivi – spiega - che partono dai dati a disposizione e che tengono conto, tra gli altri, del fenomeno crescente degli affitti brevi, della richiesta di accesso alla casa da parte degli studenti fuori sede. Cambiando dunque l’approccio al tema emergenza abitativa e adeguando un metodo ai fenomeni che lo condizionano, cercando di guardare alle soluzioni in modo concreto”.
Per la ripartizione delle risorse, sono stati elaborati quattro indicatori oggettivi, idonei a rappresentare le diverse componenti del fabbisogno e della pressione abitativa: l’incidenza dei nuclei collocati nelle graduatorie ERP comunali e ancora in attesa dell’assegnazione di un alloggio, ponderata nella misura del 40 per cento; l’incidenza dei nuclei ammessi al Fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione di cui all’articolo 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, ponderata nella misura del 20 per cento; la pressione turistica, misurata attraverso il rapporto tra le attività di bed and breakfast, affittacamere e locazioni brevi e i nuclei familiari residenti, ponderata nella misura del 20 per cento; la pressione studentesca, misurata attraverso il rapporto tra gli studenti iscritti ai corsi universitari con sede nei comuni interessati e la popolazione residente, ponderata nella misura del 20 per cento.
Sulla base degli ultimi dati ufficiali dell’Istat, Alghero, Cagliari, Olbia, Quartu Sant’Elena e Sassari sono stati individuati come comuni destinatari del programma, che prevede di rispondere alla domanda abitativa incrementando l’offerta attraverso la costruzione di nuovi alloggi, l’acquisto, l’acquisto con recupero e il ripristino di immobili esistenti da destinare all’edilizia residenziale pubblica e sociale. In applicazione degli indicatori e dei relativi pesi, il finanziamento complessivo di 15 milioni, 3,2 milioni sono destinati ad Alghero, 4,4 milioni a Cagliari, 2,4 milioni a Olbia, 2,4 milioni a Quartu Sant’Elena e 2,5 milioni a Sassari.
“Guardiamo al tema con un approccio realistico e al passo con i fenomeni contemporanei correlati all’emergenza abitativa – sottolinea Piu – credo fermamente che sia un approccio che, in modo nuovo, incide con maggiore concretezza. Abbiamo città prese d’assalto dai turisti, questo non può essere un fenomeno che frena la possibilità di accedere alla casa alle famiglie che ne hanno diritto, così come agli studenti fuori sede, fenomeni che, rapportati al dato di residenti per ciascun comune interessato, danno modo di dare una risposta sostanziale”.
In sintesi, i criteri adottati considerano la domanda ERP formalmente accertata e non soddisfatta, il disagio economico-abitativo delle famiglie che necessitano di sostegno per il pagamento del canone, la riduzione dell’offerta di alloggi per la locazione residenziale ordinaria connessa alla pressione turistica e alla domanda abitativa degli studenti universitari non residenti. Com












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