Press "Enter" to skip to content

Bilancio Ue 2028-2034, Todde da Bruxelles: “no ai tagli e alla centralizzazione dei fondi di coesione”.

Bruxelles, 14 Ott 2026 - Difendere i fondi europei significa difendere le opportunità di crescita dei territori e il diritto dei cittadini ad avere le stesse possibilità, indipendentemente dal luogo in cui vivono. È il messaggio della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, intervenuta a Bruxelles in occasione della riunione plenaria del Comitato europeo delle Regioni, dove ha ribadito la propria contrarietà alla proposta di bilancio dell’Unione europea per il periodo 2028-2034. Al centro della posizione della Sardegna ci sono il rischio di tagli alle politiche di coesione e la prospettiva di una gestione centralizzata delle risorse, che ridurrebbe il ruolo delle Regioni nelle decisioni sul futuro dei propri territori.

“I cittadini europei sono europei e non dipendono dalla geografia. Questa è una delle cose che viene negata da questo bilancio, a cui noi siamo fortemente contrari”, dichiara Todde. Insieme ai presidenti delle Regioni progressiste e alle delegazioni del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, la presidente ha espresso la propria opposizione a una proposta che rischia di allontanare ulteriormente le istituzioni europee dalle comunità locali. “Noi neghiamo il fatto che i fondi di coesione debbano essere centralizzati. Vediamo un’Europa più piccola”, afferma Todde. “I cittadini sardi, i cittadini delle altre regioni d’Italia, vedono l’Europa attraverso i fondi di coesione, vedono l’Europa attraverso i fondi europei”.

Per la Sardegna, queste risorse si traducono in investimenti, sostegno alle imprese e possibilità di lavoro. Sono strumenti fondamentali per ridurre le distanze tra i territori e offrire nuove prospettive soprattutto ai giovani. Un tema particolarmente importante per una regione insulare, che deve fare i conti con svantaggi strutturali e disuguaglianze territoriali.

La proposta di centralizzare la gestione dei fondi rischia inoltre di sottrarre alle Regioni la possibilità di individuare gli interventi più adatti alle esigenze delle proprie comunità, affidando a decisioni sempre più lontane dai territori la definizione delle priorità di sviluppo. “Il fatto di poterli centralizzare, di poter decidere programmi che non sono quelli decisi e utili ai territori, che non sono i programmi dei presidenti delle Regioni, che comunque interpretano i loro cittadini e i loro territori, significa allontanare ancora di più l’Europa dalle nostre Regioni e dal nostro Paese”.

La posizione della Sardegna è dunque quella di difendere una politica di coesione che continui a riconoscere alle Regioni un ruolo nella programmazione delle risorse e che tenga conto delle differenze economiche e sociali tra i territori. Una scelta che riguarda direttamente la capacità dell'Europa di rispondere ai bisogni delle persone. “Questo è profondamente sbagliato ed è il motivo per cui noi ci batteremo contro questo bilancio, che è così ingiusto”, conclude la presidente Todde. Com

Comments are closed.