Svizzera, 21 Giu 2026 - Tutto pronto al resort di Buergenstock in cima alle alpi svizzere per i colloqui di pace di alto livello tra Stati Uniti e Iran. I negoziati potrebbero poi passare da domani a Ginevra.
I colloqui di pace saranno guidati dal vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance (con lui ci sono gli inviati speciali americani Witkoff e Khusner) e dal capo negoziatore iraniano Mohammad Baqer Ghalibaf. Media il Pakistan con il premeir Sharif e il feld maresciallo Syed Asim Munir. Presente anche l'emiro del Qatar Al Thani e il capo dell'Aiea raphael Grossi.
Sul tavolo 12 miliardi di dollari iraniani da scongelare, il programma sul nucleare iraniano e la riapertura dello Stretto di Hormuz che Teheran ha richiuso ieri a causa del perdurare degli attacchi israeliani in Libano dove si tratta ancora per il cessate il fuoco. Secondo 'esercito statunitense - invece - le navi commerciali navigano regolarmente.
Nella Striscia di Gaza riferiscono funzionari sanitari, il fuoco israeliano uccide nove persone, tra cui un bambino e un giornalista di Al Jazeera.
Il vicepresidente americano Jd Vance ha auspicato che i negoziati con l'Iran iniziati oggi vicino a Lucerna consentano di "voltare pagina" in Medio Oriente. In Svizzera, ha sottolineato prendendo la parola davanti alla stampa, "è l'inizio di negoziato tecnico che non risolverà ogni divergenza, ma ci consentirà di sederci insieme come squadre, per la prima volta nella storia, per capire cosa conta di più per le rispettive parti, per appianare tali questioni, risolverle e arrivare a un domani migliore".
Dalla Svizzera, dove sono in corso i colloqui tecnici diretti tra Stati Uniti e Iran, mediati dal Pakistan e dal Qatar, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha ringraziato il presidente Donald Trump per la sua "leadership visionaria e molto dinamica che ha portato a questo incontro". "Credo che qui avremo discussioni meravigliose che porteranno, si spera, a risultati molto produttivi in futuro", ha affermato Sharif.
Se l'Iran non raggiungerà un accordo, riscuoteremo pedaggi nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, senza escludere che gli Stati Uniti possano prendere il controllo dello Stretto.
"Potremmo farlo, se necessario", ha aggiunto sottolineando che gli Stati Uniti potrebbero diventare i 'Guardian Angel' dello Stretto e prendersi il 20% del petrolio.
Donald Trump ha detto a Fox di aver parlato con gli iraniani nella notte, avvertendoli di non chiudere lo Stretto. "Se lo chiudete, non avrete più un Paese.
Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro fottuto Paese", ha detto il presidente riferendo il suo messaggio a Teheran.
Il presidente iraniano "farebbe meglio a tirare dritto, altrimenti ci prenderemo il suo paese".
Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, sottolineando che dopo i 60 giorni fissati per i colloqui può fare "tutto quello che vuole".
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che Teheran è disposta a fornire garanzie sul fatto che il Paese non stia cercando di dotarsi di un'arma nucleare, pur insistendo sul fatto che l'Iran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l'uranio.
"Ciò che gli Stati Uniti chiedono è che l'Iran non costruisca una bomba atomica. Non è una novità, e possiamo anche affermare per iscritto che non abbiamo alcuna intenzione di costruire una bomba", ha dichiarato il presidente, secondo quanto riportato dal suo sito web. "Tuttavia, non rinunceremo al nostro diritto all'arricchimento, e l'altra parte non avrà altra scelta che accettarlo", ha aggiunto, prima dell'incontro previsto in Svizzera tra i negoziatori iraniani e statunitensi.
"Non abbiamo paura della guerra, ma non è nell'interesse di nessuno", ha sottolineato il presidente, aggiungendo che il premier israeliano Benyamin Netanyahu "sarà il primo a essere insoddisfatto dei negoziati" in Svizzera.












Comments are closed.