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Consiglio Sardegna – Question Time: discusse due interpellanze e sette interrogazioni.

Cagliari 26 Magg 2026 – La seduta del Consiglio regionale della Sardegna è stata aperta questa mattina a Cagliari dal presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini (Pd), che dopo le formalità di rito, ha concesso la parola al capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, per l’illustrazione della interrogazione n. 414 “in merito agli investimenti effettuati da Abbanoa Spa e, in particolare, agli investimenti in attività finanziarie per euro 243.010.388 affidati a un unico intermediario finanziario senza alcuna procedura di gara”.

Nell’interrogazione, ha spiegato l’esponente della minoranza, si chiede se la Regione fosse a conoscenza dell'operazione finanziaria posta in essere da Abbanoa Spa, relativa all'investimento di euro 243.010.388, e se esistano atti formali del Consiglio di amministrazione, del Comitato di gestione patrimoniale e della Commissione per il controllo analogo che abbiano autorizzato o valutato tale operazione.

Si chiede inoltre di chiarire come sia stato possibile affidare una somma così rilevante a un unico intermediario finanziario, individuato nella Banca Credem Spa, senza preventiva manifestazione d'interesse, senza procedura comparativa e senza gara pubblica, nonché' quali vantaggi economici tale investimento abbia prodotto per la società.
Si domanda infine se possano essere resi pubblici tutti gli atti relativi all'operazione e se siano stati rispettati gli obblighi di legge in materia di trasparenza, correttezza amministrativa e contratti pubblici, nonché' quali iniziative la Regione intenda assumere qualora emergano violazioni o irregolarità.

Per la risposta è stata concessa la parola alla presidente della Regione, Alessandra Todde (M5S), che ha richiamato gli elementi trasmessi dalla struttura competente in materia di controllo idrografico, evidenziando che Abbanoa è dotata di piena autonomia gestionale e che le relative attività rientrano nella sfera autonoma della società.

La presidente ha precisato che il Consiglio di amministrazione ha costituito il Comitato di gestione patrimoniale, conferendogli mandato ad operare. Ha inoltre riferito che non risulta una specifica deliberazione dell'organo di gestione sull'operazione, ma che il Comitato avrebbe ritenuto vantaggiosa la proposta formulata da Credem.

La Presidente ha aggiunto che non vi è conoscenza di una delibera dell'organismo di controllo analogo in merito. Ha richiamato il fatto che Abbanoa agisce in regime di affidamento in house e che il servizio idrico integrato si sostiene attraverso tariffa, con disciplina riconducibile al decreto legislativo n. 175 del 2016, in base al quale, ove non diversamente previsto, si applicano le norme del Codice civile e le norme generali di diritto privato. È stato inoltre richiamato l'articolo 21 della direttiva 2014/25/UE, riferendo che la società avrebbe svolto una consultazione informale a fini comparativi. «La liquidità viene investita con il supporto di soggetti esperti – ha affermato Alessandra Todde - e non sono previsti investimenti in azioni con valuta diversa dall'euro».

Quanto ai vantaggi economici, la Presidente ha affermato che l'operazione è finalizzata a ottimizzare il capitale in giacenza e che la gestione, nel suo complesso, avrebbe prodotto un risultato positivo. In merito all'accesso agli atti, è stato precisato che, a fronte di eventuale istanza, la società procederà alle valutazioni di competenza.

In conclusione, è stato sostenuto che la società non avrebbe operato in modo arbitrario, ma nel rispetto delle norme.

In sede di replica, il capogruppo Paolo Truzzu (FdI) si è dichiarato non soddisfatto della risposta, ritenendo insufficienti e contraddittori i chiarimenti forniti. Ha sostenuto che le società partecipate dalla Regione non possano agire senza un adeguato controllo politico e amministrativo da parte dell'ente partecipante.

Ha evidenziato che il Comitato di gestione patrimoniale sarebbe privo di regolamento, osservando criticamente che tre persone avrebbero gestito una somma di oltre 240 milioni di euro senza adeguate garanzie. Ha inoltre contestato l'assenza di una deliberazione dell’organismo per il controllo analogo (di cui fai parte un rappresentante della Regione) e ha espresso dubbi sull'interpretazione relativa all'esclusione dell'operazione dal codice dei contratti pubblici. Ha infine rilevato che, a fronte del vantaggio economico rappresentato nella risposta, nel bilancio emergerebbe invece una minusvalenza latente, annunciando la presentazione di una istanza di accesso agli atti.

Si è quindi proceduto con l’illustrazione della interpellanza n. 10 (Fundoni e più) “sul recepimento del documento rappresentativo del profilo di competenza del coordinatore appartenente alle professioni sanitarie”.

La presidente della commissione Sanità, Carla Fundoni (Pd), ha illustrato il documento con il quale si sollecita la Regione a recepire formalmente il documento rappresentativo del profilo di competenza del coordinatore appartenente alle professioni sanitarie, elaborato all'esito di uno specifico percorso tecnico avviato dall'amministrazione regionale.

L’esponente della maggioranza ha evidenziato che la definizione di tale profilo risponde all'esigenza di adeguare l'organizzazione sanitaria regionale alla crescente complessità dei servizi, dei modelli assistenziali e dei processi gestionali, riconoscendo il ruolo strategico del coordinatore nella pianificazione delle attività, nella gestione del personale, nello sviluppo organizzativo, nella promozione dell'innovazione, nella gestione delle risorse e nella sicurezza.
Fundoni ha quindi richiamato il lavoro svolto dal gruppo tecnico costituito nel 2020, la successiva interlocuzione con gli ordini professionali e la stesura definitiva del documento nel 2022, sottolineando la necessità che tale profilo diventi riferimento unitario per tutte le aziende sanitarie della Sardegna, anche al fine di uniformare funzioni, responsabilità e strumenti di valutazione. Ha chiesto pertanto se la Regione intenda approvare il documento predisposto e garantirne l'attuazione attraverso un percorso formativo regionale.

L’assessora della Sanità e presidente della Regione, Alessandra Todde, ha definito la questione posta nell’interpellanza “di rilievo per il sistema sanitario regionale”. Ha richiamato la legge n. 43 del 2006 quale riferimento normativo fondamentale, osservando che l'articolo 6, comma 2, rimette alle aziende una valutazione discrezionale e che neppure l'accordo Stato-Regioni introduce un obbligo automatico di istituzione della figura.

Ha precisato inoltre che l'eventuale introduzione del coordinatore richiede una valutazione dei benefici e una revisione complessiva dell'organizzazione aziendale, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.

Con riferimento al gruppo tecnico regionale costituito nel 2020, ha riferito che, per quanto consta, si era ritenuto allora di non procedere, pur confermando che la Regione guarda con attenzione al documento elaborato.

Ha quindi indicato come ragionevole un percorso graduale, attraverso la riattivazione dei gruppi di lavoro e l'aggiornamento del documento, al fine di individuare le modalità di introduzione della figura del coordinatore nei diversi contesti aziendali. Ha espresso inoltre favore per percorsi formativi regionali, anche indipendentemente dall'immediata attivazione della figura.

La consigliera Fundoni (Pd), in sede di replica ha ringraziato l'assessora e si è dichiarata soddisfatta della risposta.

La stessa consigliera Fundoni ha quindi proceduto con l’illustrazione della interpellanza n. 12 “sulla gestione delle dosi unitarie personalizzate (DUP) dei farmaci mediante deblistering (rimozione delle vesciche). Necessità di normativa regionale e tutela dell'equilibrio del sistema farmaceutico territoriale della Sardegna”.

L’esponente della maggioranza ha richiamato l'attenzione della Regione sulla necessità di disciplinare in Sardegna la gestione delle dosi unitarie personalizzate dei farmaci mediante deblistering, quale strumento utile a migliorare l'aderenza terapeutica, la sicurezza farmacologica e la presa in carico dei pazienti fragili, anziani e cronici. La presidente della sesta commissione ha evidenziano che il servizio, già valorizzato dalla normativa nazionale e oggetto di regolamentazione in diverse regioni italiane, potrebbe assumere particolare rilievo nel contesto sardo, caratterizzato da dispersione territoriale, insularità, invecchiamento della popolazione e presenza diffusa di RSA, strutture assistenziali e servizi domiciliari. In tale quadro, la rete delle farmacie territoriali, comprese le farmacie rurali sussidiate, viene indicata come presidio strategico di prossimità, capace di rafforzare la sanità territoriale e sostenere i bisogni assistenziali delle comunità locali. Carla Fundoni ha sottolineato che l'introduzione di un sistema regolato di preparazione personalizzata delle terapie potrebbe produrre benefici in termini di riduzione degli errori nella somministrazione, maggiore appropriatezza terapeutica, migliore gestione della cronicità, minori accessi impropri ai servizi ospedalieri e maggiore efficienza organizzativa. Ha chiesto pertanto se la Regione intenda adottare una specifica disciplina regionale, rivedere le modalità di approvvigionamento dei farmaci destinati ai percorsi di terapia personalizzata, definire un modello di remunerazione del servizio e promuovere un percorso regionale di formazione e standardizzazione.

L’assessora della Sanità e presidente della Regione, Alessandra Todde, in sede di risposta ha affermato che la Regione guarda con attenzione e favore alle sollecitazioni contenute nell'interpellanza, nell'ambito del più generale obiettivo di potenziamento dell'assistenza territoriale. Ha osservato che, alla luce delle caratteristiche peculiari della Sardegna e dell'aumento dei bisogni assistenziali, il rafforzamento dei servizi territoriali costituisce un obiettivo da perseguire concretamente. In tale ambito, la farmacia territoriale è stata indicata come supporto strategico nei territori, con particolare riferimento alle realtà rurali.
La Presidente ha annunciato un percorso di riforma del settore farmaceutico in Sardegna, sottolineando la necessità di aggiornare strumenti e tariffe e di migliorare l'assistenza ai pazienti. Ha ribadito la volontà di sostenere i presidi farmaceutici locali e di promuovere un più efficace tracciamento dei bisogni farmacologici, valorizzando la farmacia non solo come luogo di erogazione del farmaco, ma come centro polifunzionale di prossimità. Ha inoltre richiamato le migliori pratiche già sperimentate in altre regioni e il pronunciamento del Consiglio di Stato del 2 settembre 2025, che ha riconosciuto la legittimità dell’attività di rimozione delle vesciche. Tra i modelli di riferimento è stato citato quello della Regione Umbria. È stata infine espressa apertura verso un percorso formativo e di integrazione del servizio all'interno del sistema di assistenza territoriale. In sede di replica la consigliera Fundoni ha ringraziato per la sensibilità mostrata e si è detta soddisfatta dei contenuti della risposta.

Alessandro Sorgia (FdI) ha illustrato l’interrogazione 262/a, di cui è il proponente, “sulla mancanza di indicazioni da parte della Regione in merito alla gestione del trattamento di fine rapporto (TFR) degli assistenti familiari impiegati nei piani personalizzati di cui alla legge 21 maggio 1998, n. 162 (Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave) e nel programma “Ritornare a casa plus”. Il consigliere ha chiesto alla Presidente della Regione e Assessora regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale ad interim di sapere se siano a conoscenza delle nuove disposizioni normative relative alla liquidazione del TFR e delle ricadute operative sulla gestione dei Piani personalizzati di cui alla legge n. 162 del 1998 e “Ritornare a casa plus”; per quali ragioni, a oltre quattro mesi dalla nota dell’Ispettorato nazionale del lavoro, non siano ancora state fornite linee guida ufficiali ai comuni e agli utenti interessati; se non si ritenga urgente e prioritario intervenire con l’adozione di una direttiva regionale che definisca le modalità corrette di accantonamento e rendicontazione del TFR nel rispetto della normativa nazionale;  preveda un adeguamento dei contributi erogati per coprire anche i costi derivanti dal TFR maturato; eviti che l’onere economico o le responsabilità amministrative ricadano impropriamente sulle famiglie; quali azioni intenda intraprendere la Giunta regionale per garantire la continuità e la regolarità dei progetti di assistenza domiciliare personalizzata, a tutela delle persone con disabilità grave e delle loro famiglie.

È quindi intervenuta la presidente della Regione, Alessandra Todde, in qualità di assessora regionale della Sanità ad interim. Dopo aver ripercorso quanto stabilito dalla normativa vigente e dai contratti nazionale di lavoro ha affermato che: “Appare evidente che l'azione dell'Amministrazione si svolge nel rispetto della normativa vigente e con l'obiettivo primario di tutelare sia i lavoratori che beneficiari dei programmi, evitando interpretazioni improprie che potrebbero esporre rischi giuridici e contributivi”. La presidente ha poi aggiunto che l'Amministrazione regionale considera i programmi di assistenza domiciliare elementi fondamentali delle politiche sociali e sanitarie. Per questo motivo si sta valutando lo studio di una direttiva coerente con il quadro normativo nazionale e sostenibile dal punto di vista finanziario e amministrativo, e di poter supportare i Comuni attraverso momenti di confronto e accompagnamento operativo, favorendo la condivisione di soluzioni organizzative e la diffusione di nuove pratiche.  In conclusione, la presidente Todde ha confermato che la Regione è impegnata a valutare soluzioni giuridicamente corrette e amministrativamente sostenibili, che non comportino un aggravio insostenibile per i nuclei familiari o un ostacolo alla continuità dei percorsi assistenziali, sottolineando “che la protezione delle persone più fragili e delle loro famiglie debba comunque rimanere al centro di ogni scelta”.

Sorgia non si è detto soddisfatto sia per i ritardi accumulati sia per l’assenza di azioni concrete. 

Alessandro Sorgia (FdI), come primo firmatario, ha illustrato l’interrogazione 402/A “sulla grave situazione di criticità del sistema di emergenza-urgenza pre-ospedaliera (118), sulla drammatica carenza di personale medico e sulle condizioni operative dei soccorritori”. Dopo aver evidenziato le carenze di personale e i problemi del servizio, i firmatari hanno chiesto di interrogare la Presidente della Regione e Assessora regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale ad interim per sapere: quale piano di emergenza la Giunta regionale intenda mettere in atto nell’immediato per colmare la drammatica lacuna di settanta medici del 118 rispetto ai parametri del decreto del Ministro della salute n. 70 del 2015, e quali strategie incentivanti specifiche si vogliano adottare per attrarre medici nelle sedi periferiche attualmente a “zero medici” (come Sorgono e Tempio); se si intenda fare piena luce, mediante le opportune verifiche con l’Azienda dell’emergenza e urgenza della Sardegna (AREUS), sull’evento critico registrato a Nuoro in data 6 marzo e sui protocolli di invio dei mezzi di soccorso, al fine di evitare lo spreco di risorse generato dall’invio doppio di ambulanze; quali azioni urgenti si intendano adottare per estendere alle 24 ore le postazioni di base che attualmente coprono solo 12 ore (come Senorbì e Ortacesus); se non ritengano doveroso avviare immediatamente un tavolo di confronto istituzionale per la corretta remunerazione e tutela della figura del soccorritore, garantendo rimborsi dignitosi; quali siano le tempistiche reali per la piena implementazione del NUE 112 a Cagliari, prevedendo auspicabilmente un bando che favorisca l’inclusione lavorativa delle categorie protette (ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili).

È, quindi, intervenuta la presidente della Regione, Alessandra Todde, in qualità di assessora regionale della Sanità ad interim, che ha spiegato come, per far fronte alle criticità complesse che caratterizzano la rete di emergenza urgenza, l'Assessorato della Sanità sta ponendo in essere tutti gli sforzi possibili per tutelare il diritto alla salute dei cittadini, con la consapevolezza che l'efficienza della rete di emergenza pre-ospedaliera è fondamentale per  garantire interventi tempestivi che permettano di stabilizzare i pazienti con patologie tempo-dipendenti direttamente sul territorio. La presidente ha evidenziato la grave carenza di personale medico che interessa il sistema sanitario e, in particolare, il servizio 118 gestito da AREUS. nonostante concorsi e corsi di formazione periodicamente attivati.

Nel suo intervento la Presidente ha annunciato che sono stati recentemente reclutati nuovi medici specializzati in emergenza-urgenza, che nei prossimi mesi saranno assegnati nei prossimi due mesi alle postazioni più carenti e alle centrali operative del 118. Prevista inoltre, da parte di Areus l’attivazione di ulteriori procedure concorsuali e nuovi percorsi formativi per medici dell’emergenza territoriale. Sul caso della paziente soccorsa a Nuoro il 6 marzo, è stato chiarito che l’assenza del medico era legata a un evento sanitario improvviso e imprevedibile. L’intervento è stato comunque garantito da un’ambulanza con infermiere specializzato, supportata dalla centrale operativa e dall’elisoccorso, secondo protocolli adottati anche in altre regioni. Todde ha spiegato che è in corso una revisione complessiva del piano territoriale del 118 per rafforzare la rete dell’emergenza e migliorare l’integrazione con il sistema ospedaliero. La Regione, inoltre, ha continuato, da alcuni mesi sta lavorando per arrivare a una corretta remunerazione e alla tutela della figura del soccorritore, mirata a garantire anche rimborsi più dignitosi. Per quanto riguarda il NUE 112, è stato confermato il pieno funzionamento della centrale operativa di Sassari, mentre per la nuova sede di Cagliari sono stati individuati nuovi spazi in cui collocare la nuova centrale operativa. In questi giorni, ha concluso, l’azienda delibererà l’affidamento dell’incarico progettuale a cui seguiranno i lavori di ristrutturazione. La presidente ha comunque ribadito che il servizio viene gestito in aderenza ai protocolli e alle tempistiche indicate dal Ministro dell'Interno.

L’on. Sorgia non si è detto soddisfatto perché anche in questo caso, ha sottolineato, non si va oltre le buone intenzioni e i cittadini non possono aspettare. Sorgia ha ricordato i problemi di Sorgono e Tempio “a zero medici” e ha sottolineato che la professionalità e competenza dei medici e del personale sanitario non è mai stata messa in discussione.

Alessandro Sorgia (FdI), come primo firmatario, ha illustrato anche l’interrogazione 408/A “sul mancato scorrimento delle graduatorie degli Operatori socio-sanitari (OSS) presso le aziende sanitarie della Sardegna, sull’abuso di contratti atipici e sulle promesse disattese dalla Presidente della Regione nel mese di settembre 2025. I  firmatari, in particolare, hanno chiesto di interrogare la Presidente della Regione, Alessandra Todde, e Assessora regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale ad interim per sapere: quali siano i motivi per cui gli impegni assunti dalla Presidente della Regione a settembre 2025 nei confronti degli OSS precari e degli idonei siano stati del tutto disattesi, rivelandosi una mera mossa dilatatoria per placare le proteste della categoria; quali azioni urgenti, chiare e concrete la Giunta intenda porre in essere per imporre alle ASL e a tutte le Aziende sanitarie della Sardegna l’immediato e definitivo scorrimento di tutte le graduatorie vigenti (Ares e aziendali) per l’assunzione a tempo indeterminato degli OSS; come si intenda porre definitivamente freno al sistematico abuso di lavoro interinale e dei cantieri occupazionali per colmare i vuoti in pianta organica, dinamica che elude il merito concorsuale e lede la dignità dei lavoratori del comparto sanitario sardo.

La presidente Todde e assessora regionale della Sanità e dell’assistenza sociale ad interim ha respinto le accuse sul blocco delle graduatorie degli operatori sociosanitari, chiarendo che gli elenchi “sono in continuo scorrimento” e che le assunzioni stanno proseguendo regolarmente. In risposta all’interrogazione 408/A, la presidente ha spiegato che dalla graduatoria Ares approvata nel marzo 2025, con oltre 2.100 idonei, sono già stati assunti 1.072 Oss a tempo indeterminato, di cui 198 tra gennaio e maggio 2026. Nello stesso periodo sono stati assunti anche 98 Oss a tempo determinato. Attualmente restano disponibili ancora 1.043 idonei e le chiamate stanno proseguendo in base ai fabbisogni delle aziende sanitarie. Todde ha inoltre precisato che non è vero che le aziende abbiano fatto ricorso solo a contratti precari, ricordando i vincoli imposti dalla normativa nazionale sulle stabilizzazioni del personale. La presidente si è poi soffermata sui cantieri occupazionali sperimentali previsti dalla legge regionale 13 del 2024, che – ha sottolineato – non interferiscono con le procedure concorsuali e con le assunzioni dalle graduatorie Ares. Infine, è stato ricordato che ulteriori assunzioni saranno possibili soltanto dopo l’approvazione del piano triennale del fabbisogno del personale 2026-2028 da parte della Giunta regionale.

Sorgia non si è detto soddisfatto della risposta della Presidente, in particolare ha lamentato il mancato riferimento “ai diversi operatori precari che hanno prestato instancabilmente servizio delle varie fasi più critiche dell'emergenza Covid-19”. Gli operatori sociosanitari, ha proseguito Sorgia, avrebbero gradito capire come si intende porre definitivamente un freno all’utilizzo dei cantieri occupazionali.

Sull’interrogazione 430 il consigliere Sorgia ha detto: “A causa della carenza di personale sanitario ci sono ritardi sistematici all’Oncologico di Cagliari che portano molte pazienti a scegliere di fare la radioterapia a Roma o comunque non in Sardegna”. Ma la presidente Todde ha smentito le informazioni riportate dal consigliere e ha illustrato i dati forniti dall’ospedale Brotzu, competente per Oncologico: “Sono dati diversi, l’azienda conferma di aver messo a disposizione tutte le risorse altamente specializzate per garantire il servizio della struttura complessa, nonostante la nota carenza di medici oncologi”.

Insoddisfatto in replica il consigliere Sorgia: “I problemi ci sono all’Oncologico e occorre trovare soluzioni immediate per reperire i medici che facciano funzionare tutto il giorno il servizio di radioterapia. Presidente Todde, la Sanità oggi è peggio ci come lei l’ha trovata”.

A seguire il consigliere Emanuele Cera (Forza Italia) ha illustrato l’interrogazione 360: “Il territorio è esposto a eventi meteo estremi e la richiesta di finanziamento del consorzio di bonifica dell’Oristanese è rimasta senza ascolto, nonostante siccità ed eventi alluvionali che hanno distrutto raccolti e aziende. Chiediamo un cambio di paradigma verso la prevenzione e denari adeguati per sostenere il Piano straordinario del consorzio”.

Per l’assessore all’Agricoltura, Francesco Agus, “la collaborazione è fattiva con tutti i consorzi, non soltanto con quello dell’Oristanese. Ha detto bene il consigliere Cera, sta cambiando il clima del nostro territorio e cambiano anche le nostre politiche, sempre più attente alle emergenze. La Giunta ha deliberato nei giorni scorsi uno stanziamento di 31 milioni di euro per i consorzi, già assegnati dal Consiglio regionale, con lo scopo di mitigare il rischio idraulico e idrogeologico e intervenire nei compendi lagunari. E’ chiaro che la legge 6 necessita di essere modificata perché i consorzi devono avere nuove competenze adeguate ai tempi”.

In replica il consigliere interrogante ha detto: “È grande il riconoscimento del ruolo esercitato dai consorzi di bonifica ma mi sarei aspettato dall’assessore maggiore attenzione verso il consorzio oristanese”.

Sempre il consigliere Cera sull’interrogazione 374, relativa alla grave situazione della coop Sa Zeppara: “C’è un quadro frammentario che lascia trasparire dubbi sull’effettiva situazione economica né sui piani di sviluppo di questo immenso patrimonio agricolo. Sa Zeppara è un pezzo di storia di quel territorio, la sua nascita fu un riscatto sociale e oggi tutto svanisce nell’indifferenza. Emergono segnali allarmanti, soci che vanno via, soggetti esterni che esercitano di fatto il controllo dell’azienda”.

L’assessore Agus ha effettuato una premessa normativa: “La legge regionale 44 del ‘76 di riforma agropastorale disposte un programma di assetto e riforma, assegnato all’Etfas prima e poi a Laore per l’attuazione. In questo contesto nasce il monte dei pascoli di proprietà della Regione e nasce anche l’azienda di Sa Zeppara ma oggi, con l’avvento dell’Unione europea, non tutte le norme degli anni ’70 sono ancora applicabili”. L’esponente della Giunta ha precisato: “L’agenzia Laore non può disporre per legge di informazioni economiche delle singole Aziende concessionarie né sulla consistenza delle attività ma si deve limitare a recuperare gli eventuali crediti non pagati, cercando di evitare le azioni giudiziarie ma privilegiando le conciliazioni. Come comprenderanno tutti, non è possibile divulgare qui dati che riguardano aziende private. E’ però chiaro che il sistema dei monte pascoli va rivisto, in ordine al contratto di affitto e alle dimensioni minime del fondo e al ruolo della Regione nello sviluppo delle capacità imprenditoriali”.

L’interrogante onorevole Cera ha detto: "Una relazione dettagliata ma non sono soddisfatto perché non sono soddisfatti gli operatori agricoli”.

Il vicepresidente Frau ha quindi annunciato il rinvio della discussione, per l’assenza in Aula degli assessori dei Lavori Pubblici, Antonio Piu, e della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, delle interrogazioni n. 387/C-2 (Truzzu e più) “sulla necessità di chiarimenti riguardo all’approvazione della proposta di bilancio di previsione 2026 e triennale 2026-2027-2028 della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, nonostante il parere negativo del Collegio dei Revisori dei Conti” e n.433/A (Sorgia e più) “sulla gravissima situazione di isolamento e segregazione dei residenti con disabilità nel complesso di edilizia residenziale pubblica di piazza Lao Silesu n. 3 a Cagliari, a causa del persistente guasto dell'ascensore”.

La seduta è stata dichiarata conclusa. Il Consiglio sarà convocato a domicilio. Com

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