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Escalation nel Golfo: abbattuti due jet Usa, Teheran respinge la tregua e sfida Trump. Il presidente Usa: “Negoziati continuano”. Si cerca il pilota sopravvissuto.

Cagliari, 4 Apr 2026 - L'abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea iraniana e soprattutto il destino incerto di uno dei piloti, per il quale è stata avviata una delicata e complessa operazione di ricerca e recupero, rischia di segnare una svolta nel conflitto in Medio Oriente che oggi entra nel suo 36esimo giorno. Quella di ieri per Donald Trump e la sua amministrazione è stata una giornata da dimenticare cominciata nella mattinata con la notizia dell'abbattimento a Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad, di un caccia F-15E, con tanto di immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, che ha promesso una ricompensa in caso di cattura dei piloti americani. Uno dei membri dell'equipaggio, in realta', sarebbe stato tratto in salvo mentre di un secondo pilota non si sa nulla. Due elicotteri UH-60 Black Hawk coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco. Diversi militari a bordo sono rimasti leggermente feriti, ma tutti sono sani e salvi. "Se catturate vivi il/i pilota nemico/i e li consegnate alla polizia e alle forze armate iraniane, riceverete una ricompensa generosa", e' stato il messaggio letto in tv dalla polizia. Per Trump, il fatto che un caccia statunitense si sia schiantato in Iran (una novita' dall'inizio della guerra), con un pilota dato per disperso, non comprometterebbe i possibili negoziati con Teheran: "E' la guerra. Siamo in guerra", ha dichiarato durante un'intervista telefonica con NBC News. Ma mentre il presidente americano tentava di sminuire gli attacchi in vista di eventuali colloqui con la controparte, i mediatori hanno spiegato al 'Wall Street Journal' che gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l'Iran, guidati dal Pakistan, sono "fermi". Secondo loro, l'Iran non e' disposto a incontrare i funzionari americani a Islamabad nei prossimi giorni e le richieste degli Stati Uniti "sono inaccettabili". La proposta di piano di pace inviata da Trump a Teheran pochi giorni fa e' stata respinta proprio perche' "eccessiva". Verso sera, poi, i media statali iraniani hanno reso noto che nel Golfo Persico si e' schiantato un secondo aereo americano da combattimento, un A-10 Warthog, probabilmente mobilitato per la ricerca del pilota dell'F-15E. Chi era alla guida dell'A-10 e' riuscito a eiettarsi e a uscire fuori dal territorio iraniano. Ma la notizia del secondo abbattimento e' bastata per far scattare festeggiamenti e celebrazioni per le strade di Teheran. Al Jazeera ha riferito di un intero Paese orgoglioso delle sue forze armate e del suo sistema di difesa militare, nonostante Trump avesse dichiarato in questi ultimi giorni, e ripetuto al mondo intero, che le capacita' di difesa aerea del nemico erano state del tutto annientate.

Una pioggia di fuoco si è abbattuta nella notte sulla zona nord di Teheran, scatenando il panico tra la popolazione della capitale iraniana. A riferire di pesanti attacchi aerei è il New York Times, che ha raccolto e citato i messaggi inviati freneticamente dai residenti tramite i telefoni cellulari mentre le esplosioni scuotevano gli edifici.

"Non sappiamo cosa ci succederà", scrive uno degli abitanti, testimoniando il clima di incertezza e terrore che avvolge la città. Diverse fonti locali parlano di boati assordanti seguiti da enormi incendi, visibili a chilometri di distanza, che starebbero interessando aree sensibili della zona settentrionale, dove si concentrano centri amministrativi e residenziali di rilievo.

Il Dipartimento della Difesa statunitense ha diffuso l'ultimo aggiornamento ufficiale sulle perdite subite dall'inizio dell'operazione Epic Fury, avviata quasi cinque settimane fa. Secondo i dati aggiornati a venerdì, il numero dei militari americani rimasti feriti in azione ha raggiunto quota 365, cifra che si somma al tragico bilancio di 13 soldati caduti in missione.

Il rapporto del Pentagono fornisce inoltre una suddivisione dettagliata dei feriti tra i diversi corpi delle forze armate coinvolti nel conflitto: Esercito (Army): È il corpo che ha pagato il tributo più alto con 247 soldati feriti; Marina (Navy): Si registrano 63 militari colpiti durante le operazioni; Aeronautica (Air Force): Il bilancio parla di 36 avieri feriti in azione e Marines: Sono 19 i membri del corpo dei fanti di marina rimasti coinvolti negli scontri.

Il Punto della guerra contro l’Iran da parte di Usa e Israele.

La guerra nel Golfo, a dispetto della retorica di vittoria di Donald Trump, si conferma molto complicata per le forze armate americane. È dal fronte iraniano che arriva la notizia più significativa della giornata: un caccia USA è stato abbattuto dalla contraerea di Teheran per la prima volta dall'inizio delle ostilità. La maxi-operazione di ricerca ha portato al salvataggio di uno dei piloti del velivolo precipitato, un F-15, ma si ignora la sorte del secondo aviatore. Circolano voci non confermate dai media di regime secondo cui sarebbe stato preso in ostaggio e sarebbe stato colpito anche l'elicottero di soccorso.

In serata, la situazione si è ulteriormente aggravata: due funzionari americani hanno riferito al New York Times che un secondo jet statunitense, un A-10 Warthog, è precipitato nel Golfo. Il pilota è stato tratto in salvo incolume, mentre l'esercito iraniano ha rivendicato di aver intercettato e colpito il velivolo con la propria difesa aerea sopra lo Stretto di Hormuz.

In merito all'abbattimento dell'F-15, immagini di detriti sono state diffuse dai media statali iraniani nelle prime ore del mattino. Teheran aveva inizialmente parlato di un F-35 centrato da un nuovo sistema di difesa sopra l'Iran centrale, con un pilota probabilmente morto o disperso, tanto che la TV di Stato ha promesso una ricompensa per chiunque fornisca informazioni utili a rintracciarlo.

Alcune ore dopo, il Pentagono ha confermato in via non ufficiale che si trattava di un F-15E. Filmati successivi hanno mostrato un C-130 Hercules e un elicottero Pave Hawk impegnati in operazioni di ricerca e rifornimento a bassa quota, mentre gli israeliani hanno sospeso i raid per facilitare i soccorsi. Trump ha ricevuto un briefing d'emergenza sulla situazione. L'agenzia Nournews ha citato fonti secondo cui i commando delle Guardie Rivoluzionarie avrebbero catturato il secondo pilota, ma la notizia non ha ancora trovato conferme ufficiali.

Dopo oltre un mese di guerra, l'arsenale di Teheran continua a essere minaccioso: circa la metà dei lanciatori di missili risulta intatta, insieme a migliaia di droni d'assalto. Una capacità militare che, secondo fonti d'intelligence a Washington, consente al regime di "seminare il caos assoluto in tutta la regione".

Sul piano diplomatico, la situazione resta di totale stallo. Secondo l'agenzia Fars, l'Iran ha respinto una proposta statunitense per un cessate il fuoco di 48 ore che sarebbe dovuto scattare il 4 aprile. Il Wall Street Journal ha inoltre riportato che Teheran ha comunicato ai mediatori l'indisponibilità a incontrare funzionari USA a Islamabad nei prossimi giorni. Beffardo il commento del presidente del parlamento iraniano, Ghalibaf:

"Questa brillante guerra senza strategia è stata declassata da 'cambio di regime' a 'qualcuno riesce a trovare i nostri piloti?'".

Oltre al Golfo, resta critico il fronte libanese, dove l'IDF sta espandendo la zona cuscinetto anti-Hezbollah. A pagare il prezzo degli scontri è ancora una volta l'Unifil: tre caschi blu indonesiani sono rimasti feriti, due dei quali gravemente, in un'esplosione presso la loro postazione. L'escalation ha coinvolto più volte anche il contingente italiano nella base di Shama, che ha riportato danni alle infrastrutture ma senza conseguenze per i militari.

Mentre la diplomazia ufficiale tace, prosegue il lavoro sotterraneo dei mediatori. Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdoğan hanno invocato in un colloquio telefonico un "immediato cessate il fuoco", mantenendo i contatti con tutte le parti in causa nel tentativo di evitare un conflitto regionale totale.

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