Cagliari, 12 Nov 2022 - Dal 1984, in prossimità dell’11 novembre, l’Istituto Scudi di San Martino premia la solidarietà umana, anche con lo scopo di stimolarne e incrementarne il valore.
In questo giorno la nostra tradizione celebra San Martino, famoso proprio per generosità, umanità e grande altruismo dimostrato con il suo gesto di donare a un mendicante metà del proprio mantello per salvarlo dal freddo.
Questa mattina il premio, che rappresenta una delle onorificenze più significative della regione Toscana, è stato consegnato, nel Salone dei ‘500 di Palazzo Vecchio, anche a due poliziotti, protagonisti di un eroico gesto di coraggio, purtroppo però senza lieto fine.
Siamo ad Assemini, un Comune nella provincia di Cagliari, dove intorno alle 6.30 del 24 settembre dello scorso anno due agenti delle Volanti del capoluogo sardo - L’Assistente Capo Marco Marras e l’Agente Scelto Loris Tola - vengono inviati a fine turno dalla Questura.
La loro missione è fermare urgentemente un romeno che poco prima aveva chiamato la Polizia di Stato riferendo al telefono che di lì a poco avrebbe dato fuoco con la benzina al suo vecchio datore di lavoro.
In una manciata di minuti la “pantera” percorre una ventina di chilometri, raggiungendo così la cittadina dove i tutori dell’ordine si preoccupano subito di allertare e mettere al sicuro la potenziale vittima dello sconsiderato gesto annunciato.
Rapide ricerche portano ad individuare in zona un uomo seduto su una panchina con un grosso secchio in mezzo alle gambe.
Appena i due agenti si avvicinano, capiscono che i propositi del malintenzionato sono cambiati: oramai vuole solo farla finita con se stesso.
I poliziotti non hanno neanche il tempo di provare a dissuaderlo: l’uomo infila le braccia nel secchio pieno di combustibile e tira fuori un accendino.
A questo punto i nostri eroi in divisa non ci pensano due volte, indossano fieri e con onore la loro uniforme, sono fedeli ai valori della Polizia di Stato: il capo pattuglia si getta coraggiosamente su quell’uomo del quale pochi istanti prima aveva colto lo sguardo triste e sconsolato.
Marco cerca in tutti i modi di fermarlo ma oramai è troppo tardi: viene travolto da una fiamma violenta che non risparmia nessuno dei due.
Loris, che nel frattempo anche lui si era avvicinato per impedire il peggio, resta miracolosamente illeso dal fuoco, ma si ritrova di fronte due torce umane, una delle quali è il suo amico e compagno di pattuglia.
Nessuno è addestrato per fronteggiare queste raccapriccianti situazioni, ma non può finire così: mantiene la calma, corre verso l’auto della polizia, afferra al volo l’estintore in dotazione e da solo doma l’incendio in meno di un interminabile minuto.
Poi sfila gli scarponi ormai fusi dai piedi del suo collega e cerca, per quanto possibile, di dare sollievo ai due feriti, bagnando i loro corpi visibilmente ustionati.
Arrivano quasi subito i soccorsi e, mentre le urla di dolore si fanno strazianti, le ambulanze partono cariche verso l’ospedale di Sassari, il più vicino attrezzato per queste urgenze.
Pochi giorni dopo l’uomo, la cui disperazione ha finito per guidare la sua mano, non ce l’ha fatta.










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