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Operazione a tutela dell’ambiente marino da parte dei Carabinieri Subacquei del comando provinciale di Cagliari che rimuovono tre chilometri di reti abusive al Margine Rosso.

Quartu Sant’Elena (Ca), 23 Apr 2026 – Prosegue senza sosta l'impegno dei Carabinieri del Comando Provinciale di Cagliari nella salvaguardia dell'ecosistema marino e nella tenace lotta alle cosiddette "reti fantasma". Già nei mesi scorsi, infatti, i militari del Nucleo Subacquei avevano condotto complesse operazioni di mappatura e bonifica dei fondali nel Golfo degli Angeli e nell'Area Marina Protetta di Villasimius, liberando il mare da nasse e attrezzature da pesca abbandonate che costituiscono una grave insidia per la fauna ittica e per la sicurezza della navigazione.

Dando continuità a questo impegno, questa mattina, i Carabinieri del Nucleo Subacquei di Cagliari sono entrati in azione proprio nelle acque del litorale quartese. Durante le immersioni di monitoraggio e bonifica, i sommozzatori hanno individuato non delle reti abbandonate ma circa tre chilometri di reti da pesca risultate completamente abusive. Le estese attrezzature, infatti, erano predisposte per la pesca sui fondali prive delle necessarie boe di segnalazione in superficie e mancanti dei codici identificativi previsti dalla normativa di settore.

Il cospicuo quantitativo di materiale illecito è stato immediatamente rimosso dal mare per scongiurare un ulteriore e continuo danno all'ambiente marino, ed è stato messo in sicurezza in attesa delle previste procedure di smaltimento. Dell'avvenuto recupero è stata prontamente informata la competente Autorità Amministrativa per i successivi adempimenti di legge.

L'intervento odierno si inserisce nel più ampio e costante dispositivo di controllo del territorio e di tutela ambientale garantito quotidianamente dall'Arma dei Carabinieri. Attraverso l'elevata e indispensabile professionalità dei propri reparti di specialità, l'Istituzione conferma la propria dedizione non solo alla sicurezza delle comunità costiere, ma anche alla protezione attiva del prezioso patrimonio naturalistico sommerso.

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