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Il presidente eletto Joe Biden d’accordo su un repubblicano nella sua compagine di governo: “L’America è tornata e lavorerà con gli alleati”. Trump a sorpresa in sala stampa.

Washington, 25 Nov 2020 – Nella sua prima intervista televisiva da presidente eletto e nonostante la rigida posizione sulle elezioni mantenuta da Donald Trump, Joe Biden assicura di rompere con il passato: "Il mio non sarà un terzo mandato Obama", porterò un cambiamento radicale rispetto ai quattro anni di Trump alla Casa Bianca. "Oggi gli Stati Uniti affrontano un mondo totalmente differente", ha spiegato parlando alla Nbc, riferendosi soprattutto all'emergenza sanitaria.

Nel sottolineare come "l'America first abbia significato un'America rimasta sola", isolatasi dal resto del mondo, Biden ha lasciato uno spiraglio agli avversari politici e allo stesso presidente uscente. Biden ha affermato di non essere contrario all'ipotesi dell'ingresso nella sua squadra di governo di un repubblicano e che non userà mai il dipartimento di giustizia "come uno strumento personale" per indagare e in qualche modo punire Trump: "Questo è quello che farebbe lui", ha aggiunto.

Dubbi, qualche rumor lo dà per certo, Bernie Sanders e Elizabeth Warren, due simboli della sinistra democratica progressista, non entreranno a far parte della compagine governativa: "Bisogna essere molto prudenti a togliere dal congresso personalità di peso".

Il primo discorso televisivo di Biden annuncia un'avviata transizione, che sembrerebbe procedere nel verso giusto dopo che la Casa Bianca ha dato il via libera all'accesso del presidente eletto ai briefing quotidiani, da quelli sulla sicurezza a quelli sull'emergenza Covid. "Stiamo già partecipando ai briefing e stiamo già avendo delle riunioni di lavoro con il Covid team guidato da Anthony Fauci, su come fare per distribuire il vaccino e come renderlo disponibile a tutti".

Intanto Trump, che non ne vuole ancora sapere di concedere la vittoria, sarebbe pronto a graziare il suo amico ed ex consigliere alla sicurezza nazionale Michael T. Flynn, coinvolto nel russiagate e dichiaratosi colpevole di aver mentito all'FBI sui suoi contatti con alcuni diplomatici russi durante la transizione tra l'amministrazione Obama e quella Trump nel 2016.

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