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Sparatoria al gala dei media con Trump, arrestato l’aggressore. Si indaga sul movente. Molti parlano di un’altra presa in giro di Trump in vista delle elezioni di medio termine già perse in partenza. I due due presunti attentati contro di lui gli hanno portato bene alle elezioni presidenziali.

Washington, 26 Apr 2026 – I primi a affermare che si tratta di un falso attentato è oggi l’Iran. Come già in passato aveva affermato che i primi due presunti attentati contro Trump non era altro che una messa in scena per impietosire gli americani verso il candidato pazzoide americano, attuale presidente Usa. E infatti, gli hanno portato bene, a lui, questi due finti attentati, portandolo di nuovo alla Casa Bianca. Ma purtroppo, per gli americani, che si pentono ogni ora di averlo votato, e di averlo portato nuovamente a distruggere la credibilità del paese conosciuto come un’unione di stato dove vigeva la democrazia più grande del mondo.

Ora ieri sera, ci siamo ricascati. Infatti, pare che anche questa volta di un falso attentato in vista per smuovere gli elettori repubblicani e quanti lo hanno votato alle presidenziali, che continuano a frustarsi per aver commesso questo grande errore, anche l’arrestato ha precisato di non puntura al presidente degli Stati Uniti ma, genericamente ai membri del governo presenti alla cena degli inviati di tutto il mondo.

Spari, colpi, il panico e il parapiglia. Ieri sera a Washington dove il presidente americano Donald Trump, che non era il bersaglio del presunto attentatore, è stato trascinato via dalle forze dagli agenti dei servizi segreti. Nell’improvvisa sparatoria, è rimasto leggermente ferito un agente dei servizi segreti ma Trump ne è uscito indenne anche perché il bersaglio non lui.

Durante la cena di gala, prima si è udito un boato, poi i diversi spari, un sabato sera che sarebbe dovuto essere una festa per la libertà di stampa, alla quale per la prima volta il tycoon partecipava da presidente, si è trasformata in un incubo. Tra i presenti in sala è scoppiato il panico.

Un uomo ha aperto il fuoco nella lobby dell'hotel Hilton di Washington, dove si stava svolgendo la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca. Gli spari a pochi metri dal presidente americano e da tutti i principali membri del suo governo: dal numero due, J.D. Vance, all'Attorney General, Todd Blanche, al capo dell'Fbi Kash Patel. Trump e Vance sono stati subito evacuati dagli agenti del Secret Service armati di mitra in due direzioni opposte, come vuole il protocollo in caso di emergenze del genere.

L'uomo che ha sparato alla cena dei corrispondenti “aveva come obiettivo persone che lavorano nell'Amministrazione, probabilmente incluso il presidente” ha dichiarato il procuratore generale ad interim Todd Blanche al programma “Meet the Press with Kristen Welker”. Blanche ha affermato che gli investigatori sono riusciti a raccogliere alcune informazioni dai dispositivi elettronici del sospettato e hanno interrogato alcune persone che lo conoscono, iniziando a farsi un'idea preliminare del suo possibile movente, pur avvertendo che la situazione potrebbe cambiare con l'esame di ulteriori prove. L'attentatore “non sta collaborando attivamente” ha poi riferito Blanche, che ieri sera si trovava al Washington Hilton con il presidente Trump e centinaia di altre personalità e giornalisti.
Avrebbe agito da solo, ha riferito ancora Todd Blanche. L'attentatore ha acquistato le due armi che portava con sé durante l'attacco “negli ultimi due anni”. Le prime prove indicano che ha agito da solo, ma questa ipotesi potrebbe cambiare man mano che gli investigatori raccoglieranno ulteriori informazioni, ha aggiunto Blanche, come riporta il New York Times. Gli inquirenti hanno appurato che il sospettato ha preso un treno da Los Angeles a Chicago e poi da Chicago a Washington, dove ha preso alloggio al Washington Hilton uno o due giorni prima che l'hotel ospitasse la cena dell'associazione dei corrispondenti.
Per quanto terribile, l'aggressione ha dimostrato che il perimetro di sicurezza intorno al presidente Usa, ai suoi funzionari e ai giornalisti ha funzionato bene, neutralizzando rapidamente la minaccia, ha sostenuto ancora il procuratore generale ad interim. “Non dimentichiamo che il sospettato non si è allontanato molto. Ha a malapena superato il perimetro, e con ‘a malapena’ intendo di pochi metri” ha detto Blanche. “Il sistema ha funzionato. Eravamo al sicuro, il presidente Trump era al sicuro”.

L'uomo che ha sparato alla cena dei corrispondenti “aveva come obiettivo persone che lavorano nell'Amministrazione, probabilmente incluso il presidente” ha dichiarato il procuratore generale ad interim Todd Blanche al programma “Meet the Press with Kristen Welker”. Blanche ha affermato che gli investigatori sono riusciti a raccogliere alcune informazioni dai dispositivi elettronici del sospettato e hanno interrogato alcune persone che lo conoscono, iniziando a farsi un'idea preliminare del suo possibile movente, pur avvertendo che la situazione potrebbe cambiare con l'esame di ulteriori prove. L'attentatore “non sta collaborando attivamente” ha poi riferito Blanche, che ieri sera si trovava al Washington Hilton con il presidente Trump e centinaia di altre personalità e giornalisti.
Avrebbe agito da solo, ha riferito ancora Todd Blanche. L'attentatore ha acquistato le due armi che portava con sé durante l'attacco “negli ultimi due anni”. Le prime prove indicano che ha agito da solo, ma questa ipotesi potrebbe cambiare man mano che gli investigatori raccoglieranno ulteriori informazioni, ha aggiunto Blanche, come riporta il New York Times. Gli inquirenti hanno appurato che il sospettato ha preso un treno da Los Angeles a Chicago e poi da Chicago a Washington, dove ha preso alloggio al Washington Hilton uno o due giorni prima che l'hotel ospitasse la cena dell'associazione dei corrispondenti.
Per quanto terribile, l'aggressione ha dimostrato che il perimetro di sicurezza intorno al presidente Usa, ai suoi funzionari e ai giornalisti ha funzionato bene, neutralizzando rapidamente la minaccia, ha sostenuto ancora il procuratore generale ad interim. “Non dimentichiamo che il sospettato non si è allontanato molto. Ha a malapena superato il perimetro, e con ‘a malapena’ intendo di pochi metri” ha detto Blanche. “Il sistema ha funzionato. Eravamo al sicuro, il presidente Trump era al sicuro”.

Trump, con ancora indosso lo smoking per la serata di gala, dal palco ha anche rivelato che l'uomo aveva “molte armi”, senza fornire altri dettagli. La procuratrice di Washington, Jeanine Pirro, ha poi spiegato che l'uomo aveva con sè un fucile a canna liscia, una pistola e alcuni coltelli. Il presidente ha quindi ringraziato la First Lady Melania “per il coraggio e la pazienza” in questa circostanza estrema e ha promesso che entro un mese la serata sarà riorganizzata.

Il tycoon ha parlato ai giornalisti in modo inusualmente calmo e ringraziato il Secret Service. Ma l'incidente ha comunque provocato shock tra i corrispondenti e gli abitanti della capitale americana. Il corrispondente de La Stampa, Alberto Simoni, che si trovava a pochi metri dall'incidente, ha raccontato che al suono degli spari “la gente si è buttata sotto i tavoli o dietro le colonne cercando un riparo” in preda al panico. Il veterano della Cnn, Wolf Blitzer, anche lui a pochi metri dallo sparatore, è stato salvato da un agente del Secret Service che lo ha buttato a terra.

Trump è stato già vittima di un tentato assassinio durante un evento per la campagna elettorale del 2024 in Pennsylvania. Ha chiesto agli americani “di risolvere le differenze pacificamente”. “Non è la prima volta, nell'ultimo paio di anni, che i repubblicani vengono attaccati o uccisi. Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti” ha detto il capo della Casa Bianca riferendosi anche all'omicidio del leader del movimento di destra Turning Point, Charlie Kirk. La vedova Erica era presente al gala e, comprensibilmente, è rimasta sotto shock per la sparatoria. “Voglio solo andarmene” avrebbe detto la donna a un reporter della Cnn dopo l'incidente.
Quello che adesso l'Fbi e la polizia di Washington dovranno stabilire è come sia possibile che un uomo armato fino ai denti sia riuscito a entrare a un evento al quale era presente non solo il commander-in-chief ma anche mezzo governo. Per Trump il luogo del gala “non è particolarmente sicuro”.

Cole Allen, l'uomo fermato per la sparatoria, comparirà in Tribunale lunedì, hanno annunciato le autorità statunitensi spiegando che Allen sarà accusato di due capi d'imputazione: il primo per l'uso di un'arma da fuoco durante un crimine violento e il secondo per aver aggredito un agente federale con un'arma pericolosa, ha dichiarato il procuratore distrettuale di Washington Pirro.

“Quanto accaduto ieri sera è esattamente il motivo per cui le nostre grandi Forze Armate, i Servizi Segreti, le Forze dell'Ordine e, per ragioni diverse, ogni presidente degli ultimi 150 anni hanno preteso che venisse costruita una grande, sicura e protetta sala da ballo all'interno del complesso della Casa Bianca” scrive Donald Trump nel suo primo post su Truth il giorno dopo il tentativo di attentato.

“Questo episodio non si sarebbe mai verificato con la sala da ballo, classificata come ‘top secret militare’, attualmente in costruzione presso la Casa Bianca” ha detto Trump spiegando che oltre a essere “splendida”, la ballroom sarà “dotata di ogni possibile dispositivo di sicurezza di altissimo livello. Inoltre, non ci sono stanze da cui persone non autorizzate possano riversarsi all'interno, ed è situata entro i cancelli dell'edificio più sicuro al mondo: la Casa Bianca”. Il presidente ha quindi attaccato “la ridicola causa legale relativa alla sala da ballo, intentata da una donna che portava a spasso il proprio cane e che non ha assolutamente alcuna legittimazione giuridica per promuovere un'azione del genere. Deve essere ritirata immediatamente. Nulla deve interferire con la sua costruzione, che rispetta il budget ed è notevolmente in anticipo sulla tabella di marcia”.

Subito dopo è scattata la corsa ai messaggi di ipocrita solidarietà perché nessuno che ha scritto queste dichiarazioni ci hanno creduto ma è scattata questa pseudo vicinanza morale solo perché è il leader, ormai il detestato, non solo negli Usa, ma anche in tutta l’Europa, se si fa eccezione per Putin che lo usa come l’utile idiota per smantellare la Nato, che certamente questo potere non ha essendo un’organizzazione di adesione su base volontaria e quindi nessuno può essere espulso come farnetica Trump e i suoi ventriloqui.

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