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Lavori Consiglio Sardegna – Non approvata la mozione n. 338 (Lai e più) sulla grave situazione di criticità in cui versa il sistema sanitario della Sardegna.

Cagliari - La seduta si è aperta sotto la presidenza dell’on. Michele Pais. Dopo le formalità di rito, il Presidente, come concordato in mattinata al termine della discussione generale della mozione n.338, ha dato la parola all’assessore della Sanità, Mario Nieddu, per la replica.

L’esponente dell’esecutivo è partito dai numeri: «A oggi, i contagi da Covid in Sardegna sono 5295. Dal 31 luglio a ieri sono stati 3805. Questo dovrebbe far pensare: negli ultimi due mesi e mezzo sono quasi il doppio rispetto al primo periodo della pandemia. Il personale medico ha effettuato finora oltre 216mila tamponi. E’ cambiata in meglio la capacità del nostro sistema di tracciare i malati – ha detto Nieddu – i ricoverati con sintomi sono il 5,65% dei positivi: un dato tra i migliori a livello nazionale. E’ vero che all’inizio avevamo numeri sfavorevoli ma ora, rispetto ad altre regioni, stiamo meglio nonostante l’impennata dei casi sia iniziata da noi già ad agosto. Il dato dà la misura del fatto che c’è una gestione a livello territoriale che smentisce quanto detto in quest’aula. Siamo tra i migliori in Italia. In ospedale entrano meno pazienti perché vengono curati bene a domicilio».

Nieddu si è poi soffermato sulla situazione dei posti letto disponibili: «La Giunta ha un piano di contenimento modulare della pandemia, da attivare alla bisogna. È quello che stiamo facendo. Attualmente abbiamo 255 posti disponibili per i pazienti-Covid, 198sono occupati, 26 dei quali in terapia intensiva. Questo può sembrare insufficiente ma non abbiamo ancora ritenuto di attivare le strutture aggiuntive previste dal piano. Nell’evenienza peggiore possiamo arrivare fino a 402 posti letto. Ma se l’epidemia dovesse esplodere non saranno sufficienti nemmeno tutti i posti letto della Sardegna. Nessuno può utilizzare posti e personale in misura superiore di ciò che si dispone».

Sull’emergenza nella cura delle altre patologie, segnalata a più riprese dall’opposizione, l’assessore ha respinto le accuse al mittente: «Non è vero che sono state trascurate – ha rimarcato Nieddu – lo dimostra l’adozione del piano modulare anti Covid. I posti letto non sono stati ancora attivati perché questo andrebbe a scapito delle altre patologie. I malati non vanno in vacanza ma dire che non è stato fatto niente non è solo ingeneroso, è inesatto. Il piano di abbattimento delle liste d’attesa è stato finanziato con 21 milioni di euro. Tutti soldi per la sanità pubblica. Ciò smentisce chi dice che gli investimenti sono rivolti ai privati. Quando il progetto stava per partire è arrivata la pandemia che ha messo in ginocchio tutto il mondo, non solo la Sardegna. Nonostante questo, nella prima fase della pandemia siamo stati bravi. Lo ha certificato il Ministero della Salute: Sardegna e Sicilia sono state le regioni più virtuose. Sui numeri non si discute.».

Sulle Usca, invece, Nieddu ha ricordato che attualmente sono 17 quelle attive, più una in fase di attivazione. «Si può fare di più ma ci scontriamo con la carenza di medici disponibili a ricoprire quel ruolo che ha una certa quota di rischio – ha sottolineato Nieddu – stiamo cercando un ulteriore incremento di personale. Il nostro obiettivo è migliorare la qualità dell’assistenza a domicilio».

L’assessore ha poi fornito rassicurazioni sull’avvio della campagna vaccinale contro l’influenza stagionale: «Siamo stati la terza regione ad acquistare i vaccini. Ne abbiamo ordinato 530mila dosi. Le vaccinazioni sono già iniziate. Ieri abbiamo chiuso un accordo sindacale con i rappresentanti dei medici di famiglia».

Sulle polemiche con i sindaci, l’assessore ha detto: «Il quadro epidemiologico determinato dalla seconda ondata pandemica è mutato: il virus è penetrato nei piccoli paesi dell’interno. Ancora, per fortuna, c’è una grande quota di centri indenni o di paesi dove la diffusione è contenuta. Ci sono stati problemi di comunicazione con i sindaci. Non ho voluto polemizzare con loro. Ho detto che alcuni sindaci stanno creando allarme sui social. Mi sono premurato di chiamare il presidente dell’Anci per ricordare ai sindaci di limitare gli interventi sui social. Alcuni primi cittadini non facevano del bene alle loro comunità. Ma non volevo attaccare i sindaci che meritano il rispetto di tutti, su questo non ho mai avuto dubbi».

Sui ritardi nelle comunicazione dell’esito dei tamponi, Nieddu ha precisato: “È vero che siamo carenti nella comunicazione. È vero che ci sono criticità, il problema è la carenza di personale nelle attività di prevenzione che abbiamo ereditato dal passato.

Il numero di contagi e di tamponi impongono ritmi di lavoro massacranti che creano problemi. A breve riusciremo a fare in modo che nel fascicolo elettronico venga caricato l’esito dei tamponi. Ciò faciliterà il compito dei medici di medicina generale».

Sulle falle del sistema sanitario, l’assessore ha puntato l’indice contro le precedenti gestioni del sistema sanitario. «Ho partecipato da poco a un congresso con il Ministro della Salute, Roberto Speranza, e ho condiviso le sue considerazioni sul definanziamento costante del sistema sanitario andato avanti in questi anni. Noi, in Sardegna, ce lo siamo costruito in casa. A livello nazionale lo hanno subito. Ats si è vantata di aver risparmiato 17 milioni sul personale. Quando succede questo i servizi di prevenzione vengono sguarniti. Noi abbiamo bandito 62 concorsi che presto verranno fatti. Chi ci ha preceduto ha bloccato le assunzioni negli ospedali ma anche il reperimento degli specialisti da destinare ai territori. Tutta la Sardegna sconta una carenza di specialisti. Vogliamo sanare una situazione incresciosa che si è creata negli anni. Per questo rivolgo un appello all’opposizione per condividere uno stanziamento adeguato per il rafforzamento della medicina territoriale. Oltre ai 62 concorsi abbiamo attivato 59 selezioni, alcune sono chiuse con personale in assunzione, altre sono in via di perfezionamento. Quando è esplosa la pandemia ho dato mandato di assumere tutto il personale di cui c’era bisogno, di scorrere le graduatorie aperte e di procedere le stabilizzazioni. Molte cose sono state fatte altre sono in itinere».

Nieddu si è poi soffermato sui rilievi avanzati dalla minoranza sulla carenza di informazioni fornite al Consiglio: «La mozione è stata richiesta quando ancora la situazione non era di emergenza. Non volevo sfuggire al dibattito. Non potevo essere presente. Qualcuno sui giornali mi ha accusato di essere un criminale per aver varato la riforma sanitaria: sono lo stesso che ha gestito la prima fase pandemica. La seconda fase è arrivata e sappiamo come: se ci fosse stato concesso quanto richiesto da Solinas (certificazione sanitaria all’ingresso dei turisti) avremmo circoscritto la diffusione della malattia. In Conferenza delle Regioni abbiamo chiesto la liberalizzazione dei test per consentire ai cittadini di fare con facilità i tamponi. Il Governo non lo ha concesso ma poi ha accettato di farlo per il protocollo d’intesa con la Regione Lazio che ci faceva passare come gli untori dell’Italia. Eppure l’opposizione ha puntato l’indice contro la Giunta e contro la Regione Sardegna. Qualcuno cerca nel virus un alleato politico».

Un appunto infine sul ruolo dell’Europa: «L’unica cosa che ci ha dato sono il Recovery fund e il Mes. L’Europa è una disunione: non ha utilizzato l’articolo 168 per la gestione coordinata e integrata del sistema sanitario. Ci vuole solo far accollare un ulteriore debito». Segue

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