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Quando si è potenti tutti al tuo capezzale, anche se questi ha gettato nel discredito la Nazione) ma sei un cittadino (uno sfigato come si dice ora), nessuna considerazione.

Cagliari, 8 Sett 2020 - In questi giorni si è avuto modo di constatare i continui attestati di affetto, vicinanza, preoccupazione della classe politica italiana sulle sorti dell’ex Premier, Silvio Berlusconi, ricoverato presso il San Raffaele di Milano per Coronavirus.

Colpisce l’evidente e diversa reazione manifestata in questa occasione rispetto a quanto accaduto mesi fa quando il ricovero nei reparti di terapia intensiva riguardava migliaia di italiani che lottavano tra la vita e la morte.

Migliaia di morti eppure mai un video e mai un comunicato di vicinanza alle famiglie dei defunti sotterrati senza nessuno accanto. La soluzione più plausibile è che tanto si trattava di gente comune che quindi non faceva notizia.

Molti leader di partito si trovano oggi tutti al capezzale virtuale del presidente di Forza Italia, un uomo, che negli anni non ha fornito un contributo tangibile alla Nazione italiana, ma anzi ha contribuito solo a gettare discredito su di essa a livello planetario.

Gli stessi che fino a poco tempo fa avevano messo alla gogna Berlusconi, oggi gli inviano i loro auguri di pronta guarigione, tra questi l’ex capo politico dei Cinquestelle.

Resta ancora negli occhi l’immagine di qualche mese fa in cui, in piena pandemia, i camion militari trasportavano le innumerevoli salme dei morti per Covid fuori dagli ospedali.

In tale occasione non c’è stata la medesima attenzione o clamore come invece accade oggi intorno alla figura di Silvio Berlusconi. Ora tutti sembrano preoccupati per il padrone dell’ormai ridotto ai termini partito forzaitaliotta. 

Questo atteggiamento non è passato inosservato dai cittadini che, come noi, se ne sono risentiti. Infatti hanno preso atto che se una malattia colpisce un esponente di spicco di un partito politico allora occorre fare tutto il possibile per salvarlo, ma quando il problema riguarda un cittadino comune, va dimenticato o peggio ignorato.

Leggendo le dichiarazioni dell’ing. De Benedetti ci siamo ritrovati d’accordo, come tantissimi altri italiani. 

Si ricorda che De Benedetti è l’ex proprietario del gruppo Espresso-Repubblica, gruppo questo ormai definitivamente allontanatosi dai suoi caratteri originari di voce critica e indipendente del panorama politico nazionale, tanto da perdere numerosi lettori.

Tutti si sono scagliati contro l’ingegnere (prossimo a far nascere un nuovo quotidiano, il Domani, che sostituirà, la voce perduta di Repubblica), il quale ha semplicemente ricordato chi sia la persona al cui capezzale oggi sono tutti accorsi ed in particolare ha riportato alla memoria le sentenze dell’uomo di Arcore, e tutte le cose negative e nessuna positiva per gli italiani che quest’uomo ha fatto.

Come detto prima, ha gettato un generale discredito nel mondo. Ed è possibile testimoniare ciò, essendo in quel periodo spesso e per mesi fuori dall’Italia, dove venivi chiamato italiano ‘bunga bunga’. Certo dispiace a tutti o quasi tutti, che una persona si ammali di una grave malattia. Questo genera sofferenza sia per lui che per la sua famiglia, ma questo non vale a giustificare una tale ed evidente disparità nell’attenzione manifestata per le sorti del malcapitato ex premier rispetto a quanto accade per gli altri cittadini italiani, che soffrono nel silenzio.

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