Roma, 21 Nov 2018 - L'Aula della Camera ha ripreso le votazioni degli emendamenti al Ddl anticorruzione. Il premier Conte e i due vicepremier Salvini e Di Maio siedono al banco del governo. L'attuale calendario dei lavori dell'Assemblea di Montecitorio prevede, una sospensione delle sedute per domani per dare tempo alle Commissioni parlamentari di riunirsi, e l'avvio, venerdì prossimo, della discussione generale sul Dl sicurezza. L'Aula della Camera ha bocciato la richiesta di immediata sospensione della seduta proposta dal Pd.
"Non voglio scorciatoie per riparare al disastro". La legge di bilancio e la bocciatura di Bruxelles quasi non sembrano un argomento prioritario. Il governo deve risolvere la bega del ddl anticorruzione su cui il vicepremier grillino non vuole mettere la fiducia. E i tempi si allungano. La Lega pensa all'approvazione entro fine gennaio ma Di Maio rilancia: "Entro dicembre" e a il premier Conte riecheggia: "Avevamo programmato di approvare il ddl anticorruzione per gennaio 2019 e lo approveremo entro dicembre 2018".
In mattinata la Camera è stata ancora terreno di scontro e battaglia sul ddl. L'Assemblea ha votato a favore del rinvio alle 13 dell'esame del ddl anticorruzione, ma le opposizioni hanno contestato la sospensione della seduta, spiegando che il voto chiesto da Roberto Fico era solo sul rinvio dell'esame del provvedimento e quindi si poteva proseguire con i lavori secondo calendario, ovvero procedendo con l'esame del provvedimento successivo. Il presidente della Camera, allora, ha chiesto di mettere al voto la sospensione dei lavori e le opposizioni sono insorte.
Il voto di ieri alla Camera “è stato fatto per affossare il Ddl - dice Luigi Di Maio - è evidente a tutti che noi non siamo stati perché noi, quando abbiamo qualcosa da dire contro, lo diciamo pubblicamente e non ci nascondiamo con il voto segreto". Il leader del Movimento Cinque Stelle parla all'assemblea dei suoi riuniti alla Camera per cercare di trovare una soluzione alla battuta d'arresto di ieri. L' emendamento sul peculato che è stato fatto passare, ha sottolineato Di Maio, "è il peggio perché salva i politici che rubano soldi. Per noi è inaccettabile. Vogliono macchiare il disegno di legge sulla corruzione. Noi non lo permetteremo. Per me la più grande riparazione è l'approvazione in tempi piu brevi. La riparazione è vedere a febbraio che i partiti devono rendicontare tutto", ha rimarcato Di Maio.
Ma la tensione all'interno del Movimento, su quanto accaduto, resta altissima così come il nodo da sciogliere con l'alleato leghista che cerca di minimizzare lo scontro e le tensioni in atto nel governo. Il Movimento ha chiesto un rinvio dei lavori d'aula. "Chiedo un rinvio dell'Aula alle ore 13. I motivi sono dovuti all'approvazione dell'emendamento di ieri che ha profondamente cambiato il provvedimento. Dobbiamo chiarirci al nostro interno per poter procedere nel migliore dei modi". Lo ha detto nell'Aula della Camera Daniele Del Grosso di M5S alla ripresa dell'esame del ddl anticorruzione, facendo precedere le sue affermazioni dalle "scuse" nei confronti dell'opposizione.
La richiesta ha scatenato la reazione delle opposizioni. Emanuele Fiano (Pd) ribatte: "Non si può prendere in giro l'opposizione e gli italiani. Non si provi con un'altra norma a modificare quello che è stato espresso dalla Camera. Se ne avete la forza modificatelo in Senato". E lo stesso Fiano contesta poi un gesto del premier. Durante il suo intervento, il presidente del Consiglio avrebbe fatto mulinare il dito indice. "Se il presidente Conte con il suo gesto voleva dirmi 'la aspetto fuori...' vorrei che mi venisse spiegato", ha chiesto Fiano.
Oltre al Pd, contrario al rinvio anche Fratelli d'Italia, che con Guido Crosetto ha avvertito la maggioranza e il governo: attenzione che se forzate la mano con le opposizioni vi si "ritorcerà contro". L'Aula "non può essere usata come luogo per ricattarsi tra partiti alleati, non enfatizzate un problema politico che si ritorcerà contro di voi'".
Sulla stessa linea anche Forza Italia: "ci appelliamo a Fico affinché non sia concesso alla maggioranza di preparare un emendamento per modificare quanto successo ieri, sarebbe gravissimo", afferma Roberto Occhiuto.
Su richiesta di Luigi Di Maio oggi saranno in Aula a sostenere il ddl anticorruzione anche il premier Giuseppe Conte e il leader della Lega, Matteo Salvini. Fonti di palazzo Chigi fanno sapere che il premier arriverà alle 12, mentre il vicepremier ha confermato personalmente ai cronisti a Montecitorio che "è giusto che sia in aula oggi sul ddl anticorruzione, come ho fatto per il decreto sicurezza".
"Approvazione del testo originario senza la norma approvata ieri". Lo ha detto il vicepremier Salvini arrivando alla Camera e parlando del ddl anticorruzione. E sulla tenuta della maggioranza dopo il voto di ieri rassicura: "Quello di ieri non è stato il primo incidente e non sarà l'ultimo".
Quello di ieri è stato un "incidente di percorso". Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sul ddl anticorruzione. "Il governo è assolutamente compatto per portare a compimento questo provvedimento legislativo", ha concluso.










