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Manovra, scontro M5s-Lega sul decreto fisco: Salvini, andiamo avanti ed il socio Di Maio diserta vertice

Roma, 15 Ott 2018 - Tensione alle stelle tra M5s e Lega sul decreto fisco. Alla riunione in corso a Palazzo Chigi - in vista del Consiglio dei Ministri delle 17 - non partecipa Matteo Salvini (impegnato all'assemblea nazionale di Confimi Industria, in corso a Monza), ma nemmeno l'altro vicepremier Luigi Di Maio. A quanto si apprende si trova nella sede del governo, ma ha deciso di non prendere parte all'incontro.

Tra i nodi da sciogliere - su cui non si riesce a trovare un punto di convergenza - si registra l'assenza di una intesa sulla pace fiscale e alcune coperture finanziarie che possono rischiare di mettere in discussione il gettito atteso dalla sanatoria, imprescindibile per far fronte alle misure di spesa previste per il prossimo anno, dal reddito di cittadinanza a quota 100. C'è poi la questione delle pensioni d'oro con il taglio che partirà dagli assegni di importo pari a 4.500 euro netti al mese in su. Altro nodo, infine, è quello di Alitalia. Proprio sulle coperture, Di Maio - solo ieri - aveva spiegato con grande tranquillità, senza nessun tentennamento - nel corso di un intervento in tv - che "i soldi ci sono e che si tratta di una manovra per il bene dell'Italia. Per la prima volta si fa deficit per ripagare gli italiani".

Salvini - a margine dei lavori dell'assemblea di Confimi Industria, conversando con i giornalisti, ha ribadito che tirerà dritto, senza alcun ripensamento: "I furbetti ci sono in ogni settore, sui furbetti nessuna transigenza, ma ci sono milioni di italiani che convivono con le cartelle di Equitalia che li stanno portando alla disperazione e al suicidio. Uno Stato normale con questa gente ragiona e non continua a condannarla. Mi dicono che non si può, ma volere è potere, andremo fino in fondo". Poi ha di nuovo sottolineato che è:"assolutamente convinto che il lavoro non si crea per decreto. E' nei fatti che si vede e si fa la differenza"; e non solo: "non penso che questo paese abbia bisogno di assistenza, ma che questo paese abbia bisogno di impresa e lavoro vero".

Salvini incalza: se mancano due miliardi" per la manovra, "io da ministro dell'Interno un miliardo lo metto a disposizione cash. Sono soldi in meno detratti da spese dell'accoglienza alla Riace. Meno sbarchi vuol dire meno costi e quel miliardo che gli italiani risparmiano grazie ai minori sbarchi possiamo metterlo nella riduzione delle tasse. Quindi, io di mio la metà della copertura l'ho già trovata".

L'accordo non arriva, e c'è una certa preoccupazione generale. Tra 72 ore infatti, giovedì prossimo è previsto l'Eurosummit e la presentazione all'Ue della manovra (che dovrà anche essere inviata entro il 20 alla Camere) da parte del premier Giuseppe Conte. I leader europei, che già hanno criticato indirettamente, le mosse economiche del nostro paese sono pronti nuovamente a ribadire la necessità che Roma rispetti le regole del Patto di stabilità evitando eventuali shock.

Nella serata di ieri il premier Giuseppe Conte, a sottolineare il momento importante e complesso, ha spiegato che "la riforma fiscale non si fa tutta d'un tratto. Ora interveniamo in misura significativa ma sulla pressione fiscale c'è da lavorare ancora perché non è ancora soddisfacente".

Il vicepremier - da Monza - ha sottolineato: "Il governo è fatto da due forze diverse per natura, radici, provenienza geografica e obiettivi economici", ma "sono contento di aver accettato questa sfida. Ho scelto di scommetterci e di metterci la faccia", ha spiegato Salvini secondo il quale "un ipotetico governo tecnico in questi mesi di settembre e ottobre dove ci avrebbe portato? Noi stiamo combattendo a colpi di spread. Guardo ai mercati, è mio dovere, però mi viene come il dubbio che se le ricette degli ultimi anni hanno portato a questa situazione significa che dal punto di vista economica dobbiamo cambiare".

“È mio dovere - ha sottolineato - pormi la domanda che o abbiamo sbagliato medico o terapia. Questo seguire le indicazioni internazionali ha portato il meglio delle nostre aziende e dei nostri grandi marchi a finire in mani straniere".

Dopo la precisazione di ieri fonti di governo ribadiscono che "non sarà il reddito su base geografica ma le offerte di lavoro". Su Facebook il Movimento 5 stelle sottolinea nuovamente che il reddito di cittadinanza "è la misura" studiata "per dare una speranza a milioni di italiani che sono relegati ai margini della società", e poi critica aspramente il quotidiano la Stampa, che oggi titola 'Reddito di cittadinanza, molti esclusi al Sud. Il 47% andrà al Nord'.

“È una mistificazione degna della Pravda per far credere che il Sud sarà penalizzato - si legge nel post - Le persone che sono state martoriate dalle folli politiche economiche degli ultimi 20 anni, sempre osannate dai giornalisti economici de La Stampa, sono in tutta Italia. Giovani mai occupati, cinquantenni che hanno perso il lavoro, imprenditori che sono stati costretti a chiudere l'azienda, precari con uno stipendio da fame. Quindi è normale che le persone in difficoltà siano presenti in tutta Italia. Non ci saranno esclusi al sud, come non ci saranno esclusi al nord. Semplicemente la distribuzione delle risorse, finalmente trovate dopo che per anni i giornali avevano raccontato che era impossibile, sarà equa. Questa è la pura e semplice verità, che viene stravolta per scopi propagandistici".

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