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Deferite alla Procura della Repubblica di Cagliari tre persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

I carabinieri della Stazione Ca-Villanova, a conclusione di una laboriosa indagine, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della repubblica presso il tribunale ordinario di Cagliari tre persone ritenute responsabili del reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

Si tratta di M. P. F., di 47 anni, originario di Monza (Lombardia) ma residente a Cagliari, agente di commercio, con precedenti di polizia, M. D. A., cagliaritano di 38, agente di commercio, con precedenti di polizia e D’E F., cagliaritano di 31 anni, commerciante, con precedenti di polizia.
A conclusione di un’articolata indagine, gli investigatori della Stazione cc di Ca-Villanova hanno accertato che i tre, a decorrere dal luglio 2011, si erano associati allo scopo di commettere più reati ed in particolare truffe che venivano portate a termine in Cagliari e altri centri della penisola.
Con artifici e raggiri, consistiti soprattutto nel creare società di comodo attraverso l’utilizzo di documenti di identità falsi, sono state truffate, per un valore complessivo di oltre 30.000 euro, 15 società di Cagliari e dell’hinterland.

Dall’esame della documentazione raccolta, è emerso che il m. P. F. e D’E. F., sarebbero stati i promotori, creatori ed organizzatori del sodalizio criminale, mentre il M. D. A., pare avere invece una condotta di partecipazione, in quanto fornisce un contributo, malgrado saltuario, comunque apprezzabile e concreto.

Il vincolo associativo che li legava, è adeguatamente comprovato dalla mole di documentazione falsa da loro prodotta e utilizzata in piena complicità, fra cui in particolare l’utilizzazione di false carta di identità e falsi codici fiscali a nome di personaggi inesistenti nonché attraverso aperture di conti correnti bancari, acquisti di prodotti, attivazione di utenze telefoniche fisse e mobili, falsificazione di timbri, indirizzi email e infine tramite la costituzione di società di comodo da usare come copertura nelle loro illecite attività.

In sintesi ordinavano o acquistavano merce varia, in particolare infissi e materiale informatico, saldando il pagamento attraverso l’emissione di assegni bancari o aperture di credito riconducibili alle società di comodo o agli inesistenti personaggi da loro creati attraverso i documenti di identità falsi.

La merce non è stata recuperata ed al momento non sono stati riscontrati elementi utili al loro ritrovamento.