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53 seggi Netanyahu, che nonostante le sue mire alla presidenza non ha la maggioranza e sicuramente i 19 seggi degli arabi non saranno mai suoi, 48 Eisenkhot. Il presidente Herzog: “Evitare un nuovo voto”.

Israele, 29 Ott 2026 - Con il 100% dei voti delle urne scrutinati, 53 seggi vanno al blocco Netanyahu, 48 a quello del Cambiamento guidato da Eisenkot mentre 19 ai partiti arabi.

Il voto ai seggi rappresenta l'86% del totale e ora mancano circa 650mila 'buste doppie' ancora da scrutinare che possono cambiare il quadro.
Tutti i voti delle buste regolari, ad eccezione delle buste doppie, ossia quelle che richiedono doppio controllo e arrivano dagli elettori non in sede, come soldati, ospedalizzati, diplomatici all'estero e detenuti, sono stati scrutinati. Il totale delle buste regolari rappresenta circa l'86% del totale dei voti nelle elezioni del 2026.

Allo stato attuale dei conti, i seggi sono suddivisi tra i partiti: Likud, 26 seggi; Yashar, 21 seggi; Lista Unita, 12 seggi; Beyachad (Lapid-Bennett), 12 seggi; I Democratici, 8 seggi; Yisrael Beitenu, 7 seggi; Ra'am, 7 seggi; Ebraismo della Torah Unito, 7 seggi; Otzma Yehudit (Ben Gvir) 7 seggi; Shas, 7 seggi; Sionismo Religioso (Smotrich) e Zehut, 6 seggi.

"Noi scrittori e poeti, professionisti del teatro, artisti e giornalisti culturali chiediamo a tutto il blocco del cambiamento, ai partiti ebraici e arabi, di unirsi in un'unica alleanza per un atto coraggioso e storico per creare una realtà condivisa migliore, più equa e tollerante". È questo l'appello firmato da centinaia di artisti, tra i quali l'attore Itay Tiran e la cantante Achinoam Nini, nota come Noa, per chiedere ai partiti dell'opposizione e ai partiti arabi di unirsi per "fermare il caos provocato dalla continuazione del governo dell'estrema destra e di Netanyahu".        

"Vi chiediamo di alzarvi al di sopra del pregiudizio, del razzismo e dell'incitamento a cui siamo abituati. I partiti arabi stanno tendendo una mano per riparare i danni e noi non dobbiamo ignorare questa mano tesa", continua l'appello citato da Haaretz che anche con un articolo pubblicato in apertura del suo sito chiede all'opposizione israeliana di "provare" di essere differente da Netanyahu. "Gli elettori arabi offrono ai rivali di Netanyahu una opportunità storica di rimuoverlo, le loro richieste non sono estremisti e un governo ebraico-arabo potrebbe sanare Israele", scrive il giornale della sinistra israeliana.

"Concludo una lunga giornata di incontri, colloqui e preparativi per dare attuazione alla volontà degli elettori". È quanto scrive in un post sul social X il leader di Yashar Gadi Eisenkot, dopo i risultati non ancora definitivi delle elezioni in Israele. "Ci aspettano altre lunghe giornate di lavoro, ma siamo concentrati sul compito arduo che ci è stato affidato: portare il cambiamento in Israele e istituire un governo di mobilitazione sionista", aggiunge Eisenkot, "questa è la volontà del popolo che ha espresso sfiducia nel governo del 7 ottobre e nell'elusione e nel blocco dell'elusione in generale. Un blocco che ha toccato il minimo storico degli ultimi vent'anni". Poi conclude: "Sento il peso della responsabilità e della fiducia che mi hanno accordato centinaia di migliaia di cittadini e cittadine che credono nello Stato di Israele e nel sionismo".

l primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato questa sera con i suoi alleati dell’estrema destra, il ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, (gruppo guidata dal criminale di guerra e genocida israeliano), promettendo di mantenere unito il loro blocco. Lo riferiscono i media israeliani. L'esito delle elezioni potrebbe portare alla formazione di un governo di unità nazionale. Uno scenario potrebbe portare Netanyahu ad abbandonare i suoi alleati di estrema destra. Il premier, tuttavia, secondo quanto l'emittente filogovernativa Channel 14, ha detto a Ben-Gvir e Smotrich: "Siamo uniti e resteremo uniti".

"I risultati delle elezioni israeliane sono l'espressione di una sconfitta, e i tirannici Stati Uniti non si trovano in una situazione migliore''. Così il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha commentato l'esito delle parlamentari che si sono svolte ieri in Israele e che non hanno visto nessuno dei due principali blocchi ottenere la maggioranza dei 61 seggi alla Knesset.  ''Non ci interessa chi governa Israele, ma deve sapere che non potrà continuare la sua occupazione e deve lasciare la nostra terra'', il Libano, ha sottolineato Qassem.''L'Iran e il suo grande popolo hanno perseverato, offerto martiri e sventato gli obiettivi di Israele e degli Stati Uniti di rovesciare la Repubblica islamica. È impossibile per gli Stati Uniti controllare l'Iran'', ha proseguito il leader di Hezbollah. ''Non c'è spazio per discutere del disarmo della resistenza finché esiste l'occupazione e continua la sua aggressione'', ha proseguito. In merito all'intesa firmata dal governo di Beirut e da Israele a Washington lo scorso 26 giugno, Qassem ha detto che ''l'accordo quadro non ha legittimità perché viola la Costituzione'' ed è pertanto considerato ''nullo e privo di validità''.

"Non vediamo come potremmo partecipare a una coalizione nelle attuali circostanze". Ha risposto così all'agenzia Afp Youssef Jabareen, leader della Lista Unita, all'ipotesi di sostegno esterno a un governo di opposizione per allontanare dal potere il premier uscente Benjamin Netanyahu. Jabareen ha parlato della situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.  "Ma per far cadere" il blocco di Netanyahu "potremmo sostenere un governo alternativo, senza entrare a farne parte", ha aggiunto all'indomani delle elezioni in Israele per il rinnovo della Knesset mentre si attendono i risultati definitivi.

Respinge le accuse del Likud Ahmad Tibi, leader della Lista Unita, dopo che la forza politica di Benjamin Netanyahu ha puntato il dito contro i "partiti arabi" sostenendo abbiano "rubato le elezioni nello Stato di Israele". "Non ci sono state irregolarità durante le elezioni. Le accuse del Likud non sono altro che la retorica degli sconfitti", ha detto Tibi alla tv satellitare al-Jazeera all'indomani delle elezioni in Israele per il rinnovo della Knesset.

"Ci sono persone in Israele che cercano di delegittimare i voti espressi per i partiti arabi", ha incalzato. Per Tibi, la Lista Unita - che potrebbe ottenere 12 seggi alla Knesset - ha ottenuto una "vittoria travolgente".

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