Cagliari 25 Ott 2026 – Ieri le principali città italiane sono state teatro di proteste e scontri a una settimana dai disordini di Milano. Migliaia di persone, soprattutto giovani e studenti legati al Movimento 17 ottobre, hanno manifestato contro il carovita, il governo Meloni e il riarmo. Le città erano blindate: a Milano operavano anche 500 paracadutisti, a Roma oltre 1.500 agenti, con negozi protetti o chiusi.
A Torino il corteo è degenerato in scontri con lanci di bottiglie e petardi, cui la polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni, causando feriti. A Bologna, dopo lanci di sassi, le forze dell’ordine hanno usato manganelli, lacrimogeni e idranti, con diversi feriti. A Milano oltre 10.000 manifestanti hanno sfilato, con tensioni e manganellate. A Roma alcuni sono entrati al Colosseo e decine di giovani sono stati portati in Questura; tensioni anche a Firenze.
Il ministro Piantedosi ha ribadito la linea della fermezza contro i violenti, mentre proseguono le indagini sui fatti della settimana precedente.
A Torino, nel corso dei servizi concordati in sede di riunione tecnica con il Prefetto e predisposti con ordinanza del Questore, nelle ore immediatamente antecedenti e nel corso della manifestazione di oggi pomeriggio, sono state identificate 421 persone, di cui 313 italiani e 108 stranieri dalle forze dell'ordine (Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato).
Nel corso del pomeriggio, durante i servizi di controllo connessi alle manifestazioni in atto a Milano, i Carabinieri hanno arrestato due cittadini marocchini maggiorenni entrambi pluripregiudicati, ritenuti responsabili di aver ferito con armi da taglio due connazionali nelle vicinanze di un noto centro sociale cittadino. Le persone offese venivano ricoverate presso strutture sanitarie milanesi. Gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Milano San Vittore.
Città presidiate, quasi 5.000 persone identificate, 371 fermati - tra cui 110 minorenni - e 9 arresti. L’Italia ha vissuto una nuova giornata ad alta tensione sul fronte dell’ordine pubblico, segnata da scontri, cariche e lanci di oggetti in diversi centri urbani, pur senza toccare il livello di devastazioni e saccheggi registrato la scorsa settimana. Il contenimento delle violenze è stato favorito da una massiccia operazione preventiva coordinata dagli apparati di sicurezza, culminata a ridosso dell’avvio delle proteste con l’individuazione della presunta mente della pagina social che avrebbe dovuto coordinare i blitz a sorpresa su scala nazionale.
L’accelerazione è arrivata poco prima delle 14:30, orario in cui la pagina Instagram del neonato "Movimento 17 ottobre" avrebbe dovuto diffondere le coordinate per i concentramenti a sorpresa. La Polizia Postale, in stretto raccordo con l’Antiterrorismo e supportata dalla collaborazione giudiziaria con Meta e i provider di rete, ha tracciato l'indirizzo IP del profilo, risalendo a Youssef Siher.
Trentenne italiano di seconda generazione, residente nel bresciano e con all’attivo studi in geopolitica, un dottorato di ricerca e collaborazioni giornalistiche freelance, Siher era già da tempo sotto la lente dell’Aisi, che lo aveva segnalato nel 2024 per attività di propaganda. Secondo i riscontri dell'intelligence, avrebbe creato l’organizzazione "Alba nascente" per veicolare messaggi riconducibili ad Hamas e al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, gestendo al contempo collegamenti con l’area antagonista e la logistica di mobilitazioni pro-Pal.
Non reperibile nella propria abitazione, l'uomo è stato localizzato a Milano, nel quartiere Corvetto, all’interno dell'appartamento di un’attivista, e condotto in Questura: è indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall'uso del mezzo informatico, in attesa di un probabile provvedimento di fermo. Dalle prime verifiche non emergono regie riconducibili a governi esteri, mentre gli investigatori vagliano presunti legami con la rete dei Fratelli Musulmani.
La neutralizzazione dell’effetto sorpresa non ha impedito momenti di attrito e violenza nelle principali città:
Roma: Momenti di forte tensione a breve distanza dal Quirinale, dove i blindati sono stati bersagliati da un fitto lancio di bottiglie prima dell'intervento delle forze dell'ordine. In precedenza, un gruppo di manifestanti aveva messo a segno un'incursione all'interno del Colosseo.
Bologna: Due fronti caldi nel centro storico, con barricate improvvisate, cassonetti alle fiamme e un distributore automatico devastato. Gli idranti e le cariche hanno disperso la folla; un giovane rimasto ferito è stato soccorso in ambulanza.
Milano: Piazza del Duomo presidiata con mezzi blindati Lince e reparti dei paracadutisti a supporto della sicurezza. Alcune migliaia di manifestanti, in gran parte studenti universitari, sono rimasti a lungo a stretto contatto con gli schieramenti delle forze di polizia.
Firenze e Torino: Tensione nel capoluogo toscano quando il corteo ha deviato verso le strade dello shopping di lusso, innescando lanci di oggetti e cariche di alleggerimento. Focolai di scontro anche a Torino.
Napoli, Padova e Bari: Le manifestazioni si sono svolte con cortei sostanzialmente tranquilli, senza particolari criticità.
A limitare i danni ha contribuito anche il filtro attuato nelle ore mattutine: centinaia di persone sono state bloccate in anticipo con sequestri di passamontagna, guanti, maschere e bombolette spray.
Ieri sera la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito via social la linea dell'esecutivo: “Il diritto di manifestare va sempre garantito, così come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza”. La premier ha difeso i recenti provvedimenti varati dal Consiglio dei ministri per contrastare le violenze di piazza, sottolineando la necessità di “dare allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze e impedire che delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città”.
Sulla stessa linea il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha elogiato il lavoro delle forze di polizia nell’isolare le frange violente e nell'individuare il promotore della mobilitazione clandestina: “In Italia non può esserci spazio per chi si illude di agire nell'impunità e in zone franche. La libertà di manifestare è un diritto prezioso, ma chi ne fa scempio poi se ne assume la responsabilità”.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta su Instagram in merito alle polemiche sul potenziamento dei militari nelle città: «Dopo il rafforzamento della presenza dell'esercito nelle nostre città, qualcuno a sinistra ha gridato alla "militarizzazione". Curioso che a preoccupare siano i militari che contribuiscono alla sicurezza dei cittadini anziché i violenti che cercano di trasformare le nostre piazze in luoghi di scontro». Nel post, corredato dalla fotografia di un soldato in servizio, la premier ha poi espresso gratitudine al personale dell'operazione Strade Sicure, definendo la loro presenza «una garanzia per gli italiani».












Comments are closed.