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Come in uno stato fascista scatta la repressione preventiva. Il Movimento 17 ottobre cambia le piazze e aggiunge: “Ne sceglieremo altre all’ultimo minuto”.

Cagliari, 24 Ott 2026 - Una vasta offensiva preventiva della polizia è scattata all'alba in diciotto città italiane per arginare possibili violenze nel fine settimana. Nel mirino degli inquirenti è finito un centinaio di persone — la metà delle quali minorenni — già identificate durante i disordini di piazza e i saccheggi dello scorso weekend. Da Bologna a Napoli, passando per Bergamo, Arezzo e Bari, le perquisizioni hanno portato al sequestro di computer, cellulari, coltelli, tirapugni, mazze, sfollagente, armi soft air, munizioni da guerra, taniche di benzina, passamontagna e parte della refurtiva sottratta nei negozi durante le recenti scorribande.

Commentando l'operazione, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che si è iniziato a «squarciare il velo su questo fenomeno», parlando di un chiaro coordinamento tra i partecipanti ma rimandando alle indagini l'eventuale accertamento di una regia comune.

Tra i risvolti più allarmanti emersi dall'attività investigativa c'è il caso di Bari, dove le forze dell'ordine hanno intercettato un gruppo di giovanissimi pronto a compiere blitz e razzie in boutique di lusso e negozi di hi-tech sul modello di quanto accaduto a Milano. Le contestazioni per loro vanno dall'istigazione a delinquere finalizzata a devastazione e saccheggio fino alla detenzione di armi ed esplosivi.

A Crema, invece, la polizia ha scoperto una chat Telegram gestita da un ventenne pregiudicato, creata con il fine esplicito di organizzare ronde punitive violente e a sfondo xenofobo contro immigrati e cosiddetti "maranza".

A complicare la gestione dell'ordine pubblico è la nuova strategia adottata dal neonato "Movimento 17 ottobre". Tramite i social network, il collettivo ha annunciato la cancellazione di tutte le piazze ufficialmente note per passare a mobilitazioni a sorpresa: «Non rinunciamo a scendere in strada, cambiamo il modo di farlo. Alle 14:30 indicheremo tre concentramenti e alle 15:30 sveleremo la piazza finale dove confluire come tre fiumi».

Queste azioni non autorizzate si sovrapporranno ai cortei regolarmente preavvisati — molti dei quali incentrati sui temi del disarmo — e alle iniziative dell'area antagonista. Nelle piazze sarà presente anche il presidio legale e gli osservatori indipendenti della rete di 22 associazioni HubForDefenders.

I dispositivi di sicurezza predisposti da questure e prefetture a Roma, Milano e Torino prevedono assetti flessibili in grado di riconfigurarsi in tempo reale, affiancati da droni per la ricognizione aerea e dal monitoraggio costante del web.

Sull'approccio di piazza si registrano posizioni contrastanti. Il capo della polizia, Vittorio Pisani, ha cercato di stemperare gli animi: «Non siamo la controparte dei manifestanti né dei cittadini, siamo coloro che devono garantire l'esercizio delle libertà e dei diritti fondamentali». Di tutt'altro tenore l'intervento del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che ha invocato la linea dura e la repressione immediata, definendo l'uso dei manganelli «una lezione pedagogica che non si dimentica».

Convocazioni sui social network lanciate appena trenta minuti prima dell'evento, nessun punto di ritrovo prefissato e spostamenti repentini per disorientare gli schieramenti di sicurezza: è questa la tattica annunciata dal "Movimento 17 ottobre" in vista delle mobilitazioni del fine settimana. Dopo le devastazioni e i saccheggi registrati domenica scorsa, le principali città italiane corrono ai ripari predisponendo imponenti piani di contenimento per prevenire nuove violenze nei centri storici e nelle aree commerciali.

Nel capoluogo lombardo la risposta operativa si fonda su un dispositivo interforze altamente dinamico. Anziché puntare unicamente su presidi statici, le forze dell'ordine impiegheranno squadre agili e rapide, strutturate per inseguire e intercettare tempestivamente i flussi dei manifestanti lungo le vie cittadine.

A supporto del controllo del territorio sono già operativi anche 500 paracadutisti della Brigata Folgore, impegnati in pattugliamenti mobili in diversi quadranti della metropoli. Sebbene al momento non risultino appuntamenti ufficiali in piazza Duomo o largo Cairoli, il monitoraggio in tempo reale dei canali digitali resta la priorità della Questura per anticipare i movimenti dei gruppi auto-organizzati. Molti commercianti del centro, intanto, valutano la chiusura preventiva dei negozi per limitare i rischi di danneggiamenti.

Nelle ore precedenti al weekend, la Digos ha eseguito una vasta operazione preventiva su scala nazionale, controllando circa cento giovani — tra cui cinquantuno minorenni — legati agli scontri dei giorni scorsi. Le perquisizioni hanno interessato oltre quindici province (tra cui Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Como, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese e Verona).

Il materiale sequestrato delinea un quadro allarmante: oltre a dispositivi informatici e smartphone, gli agenti hanno recuperato munizioni da guerra, coltelli, manganelli telescopici, tirapugni, mazze, sfollagente, una balestra, armi soft air, passamontagna e diverse taniche di benzina, oltre a capi d'abbigliamento sottratti nei recenti saccheggi. A Padova, un diciassettenne è finito sotto indagine per istigazione a delinquere: attraverso Instagram promuoveva assalti a vetrine e negozi invitando i coetanei a vestirsi di nero e a lanciare artifizi pirotecnici contro le forze dell'ordine.

La guardia resta altissima anche nel resto del Paese. A Roma un tavolo tecnico ha definito un piano di vigilanza capillare nel centro storico, affiancando alle forze statali circa 300 agenti della polizia locale per vigilare sia sui cortei regolarmente preavvisati sia su eventuali blitz non concordati.

A Torino, infine, sono scattate ordinanze restrittive mirate: disposto il divieto di vendita di alcolici in vetro e lattine, insieme al bando di caschi, maschere antigas, passamontagna, fumogeni e spray urticanti nelle zone commerciali e nelle aree maggiormente a rischio disordini.

Le piazze già annunciate per la manifestazione di domani, sabato 24 ottobre, compresa quella di Genova, sono state annullate. Lo comunicano gli organizzatori del Movimento 17 ottobre sulla chat Telegram ufficiale. Alle 14.30 saranno comunicati tre nuovi punti di concentramento per ciascuna città e alle 15.30 sarà indicata la piazza finale verso cui confluiranno i cortei. La decisione arriva dopo le perquisizioni della Digos effettuate oggi in 18 città italiane. Gli organizzatori hanno cancellato i sottogruppi cittadini e chiuso le discussioni nelle chat.

"Non andate in Piazza Duomo, in Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi", si legge nel messaggio rivolto ai partecipanti. I tre concentramenti, spiegano gli organizzatori, saranno comunicati soltanto mezz'ora prima. I partecipanti vengono invitati a muoversi in gruppo e a organizzarsi autonomamente. Alle 15.30 i tre cortei dovrebbero quindi confluire "in un'unica grande piazza".

A Genova, nell'ambito delle perquisizioni, un 29enne è stato sottoposto a un controllo domiciliare per alcuni messaggi pubblicati nella chat Telegram dedicata alle proteste. Il giovane sarebbe indagato per istigazione a delinquere. 

Al termine delle perquisizioni, la Digos ha comunicato il sequestro di telefoni cellulari, computer e altri dispositivi informatici, oltre ad armi soft air, oggetti atti ad offendere, munizioni da guerra, coltelli, manganelli telescopici, tirapugni, mazze, sfollagente, aste di alluminio e una balestra.
Sequestrate anche taniche contenenti benzina, indumenti per il travisamento e capi di abbigliamento che, secondo gli investigatori, sarebbero stati rubati durante recenti manifestazioni. Sono tuttora in corso gli accertamenti per identificare ulteriori persone coinvolte in condotte illecite.

Sono preoccupati i negozianti del centro di Milano per quello che potrà succedere domani, quando si temono nuovi disordini dopo quelli dello scorso weekend con molte vetrine che sono state assaltate e distrutte. In via Orerici, in pieno centro, diversi negozi chiuderanno ed entro sera le vetrine saranno coperte da pannelli di compensato per protezione. In via Torino, teatro di scontri anche domenica, alcuni negozianti stanno decidendo se chiudere o rimanere aperti. Alcuni hanno già deciso di abbassare la serranda.

"L’ho detto fin dal primo momento, nello scorso weekend il numero degli agenti in campo non era a mio giudizio sufficiente. Per questo non sono contrario alla presenza di un contingente di militari a Milano. Fondamentale, in questo passaggio, la saggia presa di posizione del Presidente Mattarella che ha permesso di elaborare un dispositivo pienamente democratico, con le forze dell’ordine che rimangono al centro delle operazioni di controllo, per garantire la sicurezza del territorio. In questo specifico momento ne abbiamo bisogno". Così il sindaco di Milano Beppe Sala intervistato dal Corriere della sera. "La protesta è stratificata - aggiunge -. In questi giorni ho sentito parlare con toni allarmati di “proteste degli studenti”. 

Le proteste degli studenti ci sono sempre state, magari con toni accesi, ma senza violenza. Non perdiamo la capacità di distinguere, per favore". "I fenomeni di rivolta giovanile, politica o impolitica che sia, si realizzano in società ricche. La forbice socioeconomica va allargandosi e non solo: l’ascensore sociale si è bloccato. Non è questione semplicemente di banlieu, qui, ma di interiorizzazione del ghetto. Le periferie sono più virtuali che fisiche. Ragazzi che ritengono che il patto sociale si sia rotto e si rifugiano in un altro mondo", sostiene Sala, che aggiunge: "Lavorare sugli spazi e sui luoghi di aggregazione giovanile è molto importante. E non solo spazi. Più educatori, negli spazi frequentati dai ragazzi. Un Ufficio Giovani, che organizzi relazioni, forse oggi diventa necessario, come lo fu nel periodo dell’avanzata delle tossicodipendenze. Inoltre, senza retorica, bisogna rafforzare l’inclusione e il senso di appartenenza dei ragazzi di origine straniera".

Perquisizioni e interrogatori sono incorso dalle prime ore dell'alba nell'ambito di una vasta operazione della Polizia, con il coordinamento della Dda e della Procura per i minori di Bari, in tutta la provincia barese. Secondo l'ipotesi investigativa "un folto gruppo di giovani e giovanissimi - si legge in una nota - era pronto a colpire e saccheggiare, sull'onda di quanto accaduto lo scorso fine settimana a Milano, diversi negozi" del centro di Bari. Sono ipotizzati i reati di istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio, con finalità di terrorismo e la detenzione di armi, munizioni ed esplosivi.

Durissimo affondo del responsabile Sicurezza del Partito Democratico, Matteo Mauri, contro il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito alla proposta di ampliare le carceri minorili.

Secondo Mauri, l'idea di riempire o inasprire gli istituti di pena — valutando persino il ricorso alle carceri per adulti — rappresenta una risposta inadeguata e priva di visione sociale. Il deputato dem invita il governo a cambiare rotta, suggerendo di investire concretamente sulle vere priorità del sistema: assumere agenti di polizia penitenziaria, educatori, psicologi e assistenti sociali, potenziare la formazione scolastica e lavorativa all'interno degli istituti e migliorare le strutture fatiscenti, citando lo storico trattato Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria come modello di giustizia e prevenzione.

L'impiego dei 500 militari aggiuntivi previsto dal decreto sicurezza (nell'ambito dell'operazione Strade Sicure) risponde a specifici compiti di supporto logistico e di controllo territoriale, con precise limitazioni legali:

Vigilanza fissa e siti sensibili: I soldati vengono impiegati per presidiare obiettivi sensibili, luoghi strategici, monumenti o snodi di transito (come le stazioni ferroviarie), garantendo una presenza fissa.

Pattugliamento e libera-forze: Svolgono attività di pattugliamento del territorio. L'obiettivo principale è quello di sgravare le forze di polizia (Polizia di Stato e Carabinieri) dai compiti di guardia statica, permettendo così di indirizzare un maggior numero di agenti verso il controllo attivo del territorio e la gestione dell'ordine pubblico.

Cosa NON possono fare: I militari non hanno funzioni di polizia giudiziaria, non possono compiere arresti autonomi in veste di polizia e non vengono impiegati direttamente nella gestione attiva o nella repressione dei disordini di piazza o delle manifestazioni.

L'Ambasciata degli Stati Uniti ha diramato un'allerta di sicurezza rivolta ai cittadini americani presenti a Milano, invitandoli alla massima prudenza in vista delle manifestazioni e delle proteste previste nel fine settimana. La rappresentanza diplomatica raccomanda di evitare grandi assembramenti e le zone a rischio disordini, a partire da Piazza Duomo e dalle principali arterie commerciali della città, tra cui via Dante, via Torino, Corso Vittorio Emanuele II, Corso Buenos Aires, Corso Genova e Corso Vercelli. Ai connazionali viene inoltre consigliato di mantenere un profilo basso qualora si trovassero nelle vicinanze dei cortei, allontanarsi tempestivamente, monitorare i media locali per eventuali.

Le toghe progressiste di Area Democratica per la giustizia criticano la proposta del ministro Carlo Nordio di aumentare i posti nelle carceri minorili per affrontare il disagio giovanile. Citando l'episodio di Pinocchio finire in prigione pur essendo vittima di una truffa, l'associazione sottolinea come la sicurezza non si costruisca solo con la detenzione.

Secondo il sindacato dei magistrati, per i minorenni serve puntare su prevenzione, scuola, servizi sociali e percorsi educativi individualizzati, affinché lo Stato offra reali opportunità di recupero anziché limitarsi a punire.

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