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Seggi aperti in Israele, oggi Netanyahu si gioca tutto e speriamo sia la fine del criminale di guerra e genocida israeliano. E se perde lo attende il carcere prima nel suo paese e poi speriamo quello dell’Aia.

Cagliari, 27 Ott 2026 - Si sono aperte alle 7 ore locali (le 6 in Italia), le urne in Israele per l'elezione dei 120 membri della ventiseiesima Knesset, il Parlamento monocamerale del Paese. Sono chiamati al voto circa 7,3 milioni di aventi diritto. I seggi chiuderanno alle 22 ore locali, le 21 in Italia. Subito dopo, le principali emittenti televisive israeliane cominceranno a diffondere i primi exit poll. Gli ultimi sondaggi pubblicati prima dell'apertura dei seggi indicano un testa a testa tra lo schieramento del primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha dominato la scena politica di Israele negli ultimi tre decenni, e il blocco dell'opposizione guidato dall'ex capo di stato maggiore delle Forze di Difesa israeliane Gadi Eisenkot, presidente del partito Yashar. Stando alle previsioni, nessuno dei due schieramenti raggiungerebbe la maggioranza di 61 seggi in parlamento.

La Commissione elettorale centrale di Israele ha affermato che oltre il 95 percento dei seggi elettorali in tutto il Paese ha comunicato di aver aperto. Sebbene possano esserci stati ritardi nell'apertura di alcuni seggi, il fatto che alcune sedi non abbiano ancora inviato comunicazioni non significa necessariamente che non abbiano ancora aperto, ha precisato la Commissione. Ammontano a 12.018 i seggi per le elezioni del rinnovo della Knesset, il parlamento monocamerale israeliano, per i 7.331.981 di aventi diritto al voto. Si vota fino alle 22 ore locali (le 21 in Italia).

Sono 36 le liste che si contendono i 120 seggi della Knesset. Per la precisione sono 12.018 seggi aperti oggi per i 7.331.981 aventi diritto al voto. Nelle piccole località con un massimo di 350 elettori, i seggi rimangono aperti dalle 8 alle 20. Lo stesso orario si applica ad alcuni seggi speciali come ospedali, case di riposo e carceri.

Il presidente israeliano Isaac Herzog è stato tra i primi a votare a Gerusalemme insieme alla compagna Michal Herzog. A Tel Aviv anche nel giorno delle urne i familiari degli ostaggi si sono riuniti per esortare gli israeliani a votare "per il cambiamento, la giustizia e un futuro migliore". Lo riportano i media israeliani. Anche alcuni leader di partito hanno già espresso le loro preferenze. Il ministro di estrema destra Bezalel Smotrich, presidente del Sionismo Religioso, ha votato nell'insediamento di Kedumin, in Cisgiordania, esortando gli elettori a mobilitare amici e familiari affinché si rechino alle urne e "si assumano la responsabilità dello Stato di Israele, l'unico Stato ebraico". Yair Golan, leader dei Democratici, ha votato a Rosh Ha'ayin. "Oggi è il giorno in cui salviamo Israele. Abbiamo combattuto per quattro anni nelle strade e ora ci rivolgiamo alle urne", ha dichiarato Golan.  Anche il ministro della sicurezza di estrema destra Itamar Ben-Gvir ha votato in un insediamento israeliano in Cisgiordania.

"La vera risposta dipenderà dai risultati. Ma ciò che emerge dalle statistiche è una spaccatura quasi totale. Israele è diviso in modo così netto che pare destinato a ritrovarsi, ancora una volta, in una situazione in cui tutti perdono. È una spaccatura in cui finora gli elementi più fanatici e fondamentalisti sono riusciti a prevalere. In questi anni abbiamo assistito a come una democrazia, proprio in virtù dei suoi valori, si sia piegata di fronte a chi vuole distruggerla. Domattina dovremmo guardarci allo specchio e chiederci di che pasta siamo fatti". Lo afferma in un'intervista a Repubblica nel giorno in cui il paese si reca alle urne lo scrittore israeliano David Grossman. "Israele deve tornare a essere una democrazia governata da persone che hanno a cuore il benessere del Paese, non il proprio. Una nazione liberale, egualitaria, che cerca di fare il bene dei propri cittadini. Basata sul dialogo, in cui esiste un confronto, un dialogo rispettoso tra le diverse componenti della società", ha aggiunto. Secondo Grossman "tante persone sono talmente immerse nella disperazione da non credere più che ci sia una possibilità di cambiamento. Ma il mio Israele racchiude in sé questa possibilità di pace, di speranza. Nulla di tutto questo può realizzarsi ora, lo so: ma può essere un progetto da tenere nel cassetto in attesa che la realtà cambi". Grossman auspica poi che "l’atmosfera di antisemitismo che c’è oggi in Europa, negli Stati Uniti, ovunque nel mondo, cambi se ci sarà un nuovo governo. Almeno in parte". Quanto al premier uscente Benjamin Netanyahu "è riuscito a creare una realtà pericolosa. Sempre di più ci sentiamo dire che l’unico futuro possibile è diventare una sorta di Sparta: è davvero quello che vogliamo per noi e per i nostri figli?", conclude.

Il presidente israeliano Isaac Herzog e sua moglie Michal hanno esercitato il loro diritto di voto per la Knesset - il parlamento dello stato ebraico - in un seggio nel quartiere di Rehavia."È un grande privilegio poter andare a votare e sono orgoglioso che Michal e io abbiamo esercitato il diritto fondamentale di ogni cittadino", ha dichiarato ai giornalisti. "Spero che questa sia una vera festa della democrazia", ha chiarito, "A nessuno può essere permesso di rovinarla o di minarne i principi". Oggi "siamo tutti uguali", ha proseguito, "È il nostro giorno: andiamo a far sentire la nostra voce e a votare".

Tensioni in Cisgiordania prima dell'apertura dei seggi in Israele. Coloni israeliani hanno dato fuoco a tre veicoli nel villaggio di Umm Safa, a nord-ovest di Ramallah. L'episodio avviene in una giornata elettorale in Israele, durante la quale le forze di sicurezza israeliane hanno imposto un rigido cordone attorno alla Cisgiordania; una misura che giunge in un momento decisivo per il futuro politico del Paese. Secondo quanto riferito all'agenzia di stampa locale Wafa da Marwan al-Sabah, capo del consiglio locale, gli aggressori sono entrati nel villaggio dopo la mezzanotte, hanno incendiato i tre veicoli e hanno tracciato slogan razzisti su diversi muri dell'abitato. In occasione delle elezioni, le forze israeliane hanno intensificato il blocco della Cisgiordania, un'azione che include anche una recente offensiva a Hebron. Secondo gli ultimi dati forniti dall'amministrazione palestinese, 4.969 persone appartenenti a 780 famiglie sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa dell'intervento dell'esercito israeliano. Come riportato da Wafa, gli spostamenti dei palestinesi all'interno della Cisgiordania in particolare da e verso Ramallah sono stati ostacolati dalle forze di sicurezza israeliane, che hanno chiuso tutti i punti di accesso alla capitale amministrativa dei Territori palestinesi e istituito posti di blocco lungo i percorsi alternativi utilizzati dalla popolazione. Inoltre, le forze israeliane hanno condotto una serie di vaste operazioni in tutta la regione, arrestando diverse persone tra cui alcuni ex detenuti e sottoponendo altri a interrogatori durante incursioni nelle località di Qabatiya, Jaba e Maythalun, a sud della città di Jenin. Israele affronta elezioni dall'esito incerto, cruciali per il futuro del primo ministro Benjamin Netanyahu. Si tratta della prima tornata elettorale dopo gli attacchi del gruppo militante filo-palestinese Hamas avvenuti tre anni fa; eventi che hanno segnato un'intensificazione del conflitto israelo-palestinese, un peggioramento della sicurezza nella Cisgiordania occupata e un'offensiva distruttiva nella Striscia di Gaza.

Dall'estrema destra fino agli arabo-israeliani, passando per gli ultraortodossi, sono 37 i partiti che partecipano alle elezioni del 27 ottobre in Israele. Un tabellone affollato quello che si presenta agli occhi degli elettori, che trovano insieme i principali protagonisti della vita politica del Paese e qualche novità. 

I partiti al governo

Likud: È il partito del premier Benjamin Netanyahu, che lo guida dal 1993. Fondato nel 1972 da Menachem Begin, è espressione della destra nazionalista, che unisce valori conservatori e ricette liberali. Alle ultime elezioni nel 2022 ha preso 32 seggi.

Otzma Yehudit: Partito di estrema destra guidato da Itamar Ben-Gvir, controverso ministro per la Sicurezza nazionale, noto alle cronache in patria e all'estero per le dichiarazioni e le azioni incendiarie. A partire dal 2004, la formazione ha conosciuto diverse alleanze e unioni nel tempo nel tentativo - mancato più volte - di superare la soglia di sbarramento ed entrare alla Knesset. Obiettivo centrato per la prima volta nell'aprile 2019 (5 seggi) in una lista congiunta di destra, ma che finì in un nulla di fatto a causa della mancata formazione di un governo.  Nel marzo 2021 - sotto pressione di Netanyahu - si unì all'altro partito di estrema destra, Sionismo Religioso di Bezalel Smotrich, e riuscì nell'impresa. Nella successiva tornata elettorale, nel 2022, l'alleanza si allargò a Noam, piccola formazione dichiaratamente anti-Lgbt di Avi Maoz, e prese complessivamente 14 seggi, di cui 6 furono assegnati al partito di Ben-Gvir. Oggi siede al governo - tranne una breve parentesi di un paio di mesi all'inizio del 2025 in opposizione all'accordo con Hamas per il ritorno degli ostaggi - con tre ministri.

Sionismo Religioso: L'altro partito di estrema destra approdato al governo in seguito alle ultime elezioni nel 2022. A guidarlo e' Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze e ministro aggiunto alla Difesa. Nato come Tkuma alla fine degli anni '90, ha fatto parte della coalizione che ha sostenuto i governi di Netanyahu dal 2013 al 2020. Ribattezzato Sionismo Religioso nel 2021, è entrato ufficialmente al governo nel 2022 dopo aver conquistato sette seggi alle elezioni grazie a un'alleanza con Otzma Yehudit e Noam.  Fervente sostenitore dell'espansione degli insediamenti, 'voce' dei coloni in Parlamento, punta alla realizzazione del 'Grande Israele'. Di fronte ai ripetuti sondaggi che lo davano perdente e all'opposizione di Ben-Gvir a ridare vita alla precedente alleanza elettorale, in questa tornata si è unito al partito Zehut di Moshe Feiglin.  Oltre a Smotrich, l'altro esponente di punta è Simcha Rotman, principale promotore - insieme al ministro Yariv Levin - della controversa riforma della giustizia in Israele.

Shas: È il partito ultraortodosso che rappresenta la comunità sefardita, tradizionalmente svantaggiata rispetto a quella ashkenazita. Nato nel 1984 con il proposito di sopperire alla sottorappresentazione dei 'mizrahim' nella politica israeliana, ha avuto come leader spirituale il rabbino Ovadia Yosef, fino alla sua morte nel 2013. Il leader politico è Aryeh Deri, figura centrale nel partito, che negli anni ha ricoperto diversi incarichi ministeriali, tra cui ministro dell'Interno, dell'Economia e della Salute, nonchè vice premier. La sua carriera è stata anche segnata da diversi procedimenti giudiziari e condanne per reati legati alla corruzione e all'evasione fiscale. Nel gennaio 2023, la Corte Suprema ha stabilito che non poteva ricoprire la carica di ministro della Salute a causa di una recente condanna per evasione fiscale e di un accordo di patteggiamento precedente. Resta un alleato chiave di Netanyahu, risultato fondamentale nella sopravvivenza del governo.

United Torah Judaism: Unione di due formazioni ultraortodosse, Agudat Israel e Degel HaTorah, che rappresentano la comunità ashkenazita. La sua azione politica si concentra sulle tematiche sociali e religiose. I leader delle due formazioni sono rispettivamente Yitzhak Goldknopf e Yaakov Asher, fermo restando che le decisioni politiche sono subordinate ai rispettivi consigli rabbinici e ai grandi saggi della Torah.

L'opposizione 

Yashar: È la novità di queste elezioni, la discesa in campo di Gadi Einsekot con un suo partito. Ex capo di Stato maggiore dal 2015 al 2019, è entrato alla Knesset nel 2022 come deputato di Unità Nazionale, formazione creata da Blu e Bianco di Benny Gantz e New Hope di Gideon Sa'ar. Dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, Eisenkot è stato ministro senza portafoglio nel governo di Netanyahu, allargato in seguito all'emergenza e dal quale ne è uscito con Gantz nel giugno 2024.  Nella guerra a Gaza ha perso un figlio, Gal, e due nipoti. Nei sondaggi è indicato come il favorito, dato in testa nelle ultime settimane, superando il Likud di Netanyahu. Tra le sue promesse elettorali, una commissione d'inchiesta statale sui fallimenti del 7 ottobre e l'arruolamento degli ultraortodossi.

I Democratici: È il frutto dell'unione nel 2024 tra lo storico partito Labour e la sinistra radicale di Meretz. Sotto la leadership di Yair Golan, vincitore delle primarie laburiste nel 2024, i Democratici hanno conosciuto una nuova stagione politica, dopo la prova fallimentare alle elezioni del 2022 che hanno visto i laburisti perdere quasi metà dei seggi (da 7 a 4) e Meretz non riuscire a entrare alla Knesset.  Oltre a Golan - ex vice capo di Stato maggiore, osannato come un eroe per essersi recato da solo al sud il 7 ottobre a salvare dei giovani dall'attacco di Hamas - il partito ha attratto esponenti della società civile che si sono distinti negli anni passati per l'opposizione pubblica al governo, prima contro la controversa riforma della giustizia e poi contro la gestione della guerra a Gaza e i negoziati per il ritorno degli ostaggi. Golan è l'unico nel blocco dell'opposizione che si è pubblicamente espresso a favore dell'alleanza con i partiti arabo-israeliani per battere Netanyahu. Oltre a lui, personaggi di spicco sono Gilad Kariv, il primo rabbino riformista a essere eletto alla Knesset, e Naama Lazimi.

Insieme: Formazione nata nel 2026 dall'unione tra Naftali Bennett e Yair Lapid. I due hanno guidato a rotazione il cosiddetto 'governo del cambiamento' tra il 2021 e il 2022, durato solo un anno, che ha interrotto brevemente il lungo regno di Netanyahu. Bennett, ebreo osservante, proviene da Yamina, la 'nuova destra', mentre Lapid, ex giornalista e noto conduttore televisivo, nel 2013 ha fondato il partito centrista Yesh Atid, arrivando a conquistare nell'ultima tornata elettorale 24 seggi e diventando leader dell'opposizione. Davanti però a sondaggi in forte calo, nell'aprile 2026 si è unito a Bennett, lasciando a lui la leadership ufficiale della nuova formazione, a fronte della seconda posizione in lista.

Yisrael Beyteinu: Partito nazionalista, espressione principalmente dell'elettorato russofono. E' stato fondato nel 1999 dal 'falco' Avigdor Liberman, tuttora alla guida, che combina posizioni fortemente di destra in materia di politica estera e sicurezza con posizioni laiche sulle questioni sociali.

I Partiti Arabi 

Ra'am: Acronimo di Lista Araba Unita, è un partito conservatore islamista fondato nel 1996 e oggi guidato da Mansour Abbas. Negli ultimi anni ha via via perso la connotazione religiosa e i legami con il Movimento islamico, impegnandosi in battaglie sociali ed economiche a favore della minoranza araba più che politiche per la questione palestinese. Nel 2021-2022 Ra'am, con i suoi cinque seggi, è stato cruciale per dare vita all'esecutivo del 'cambiamento' di Bennett-Lapid. Nonostante ciò, la partecipazione di un partito arabo-israeliano al governo è ancora un tabù per la gran parte dell'elettorato. Per cercare di superare le ostilità - nella speranza di entrare nell'eventuale coalizione di governo di Eisenkot, che finora però ha respinto tale ipotesi - Abbas di recente ha accolto per la prima volta in lista, in seconda posizione, un deputato ebreo, Yoav Segalovitz. Ex soldato, fondatore della nota unità di polizia contro la criminalità Lahav 433 ed ex comandante della divisione indagini e intelligence, a Segalovitz è stato riconosciuto il merito di aver contribuito a ridurre la criminalità nelle comunità arabe durante il suo mandato come vice ministro della Sicurezza nel precedente esecutivo.

Lista Unita: È l'unione tra Ta'al (Movimento Arabo per il Rinnovamento), Hadash (partito ebraico-arabo le cui origini risalgono al 1977) e Balad (Alleanza Nazionale Democratica). Si oppone alla guerra a Gaza e all'occupazione israeliana della Cisgiordania. E' inoltre contraria alla legge sullo Stato-Nazione che definisce il carattere ebraico di Israele. Posizioni che riducono le sue possibilità di entrare a far parte di una qualsiasi coalizione di governo.  La Commissione elettorale centrale, composta da rappresentanti di tutti i partiti secondo il rispettivo peso nella Knesset e pertanto molto politicizzata, il mese scorso ha escluso dal voto del 27 ottobre due partiti arabo-israeliani e il deputato ebreo di Hadash, Ofer Cassif. La decisione tuttavia e' stata successivamente annullata dalla Corte Suprema.    Quanto invece al leader di Balad, Sami Abou Shehadeh, anch'egli squalificato dalla Commissione elettorale, ha annunciato lui stesso il suo ritiro dalla corsa elettorale a ottobre dopo che i giudici dell'Alta Corte lo avevano invitato a farlo, prospettandogli l'esclusione dal voto a causa di un suo articolo scritto all'indomani del massacro di Hamas del 7 ottobre 2023 ritenuto favorevole alla lotta armata contro Israele

Le novità 

Amcha Yisrael: È la seconda novità di rilievo nel panorama politico israeliano. 'Popolo d'Israele' è stato creato ad agosto di quest'anno dall'ex generale Ofer Winter, deciso a perseguire una politica di sicurezza intransigente. Si oppone alla creazione di uno Stato palestinese, sostiene la 'emigrazione volontaria' dei residenti dalla Striscia di Gaza e la controversa riforma della giustizia. La scesa in campo di una nuova formazione di destra radicale ha suscitato timori nei partiti della coalizione di governo, preoccupati per la frammentazione del blocco. Il partito infatti viene dato dai sondaggi sulla soglia dello sbarramento, rischiando di non entrare alla Knesset, con una conseguente dispersione di voti. 

I riservisti-partito economico: Inedita formazione annunciata a ridosso delle elezioni, è composta dal nuovo partito di centro-destra I Riservisti, fondato nel 2025 da Yoaz Hendel, e il Nuovo partito economico di Yaron Zelekha creato nel 2020. Insieme puntano a eliminare le esenzioni dal servizio militare per i giovani ultraortodossi e a combattere il caro-vita. Per i sondaggi, è sulla soglia di sbarramento e rischia di non entrare. Hendel lo ha presentato come un 'terzo blocco', sostenendo la formazione di un governo di unità nazionale con Netanyahu ed Eisenkot, che escluda sia i partiti ultraortodossi che quelli arabi.

Haredi Public: Ultima novità, è un partito ultraortodosso fondato pochi mesi fa dal vice sindaco di Beit Shemesh Moti Leitner. Il suo peso, benché numericamente molto contenuto (nei sondaggi viene dato ben al di sotto della soglia di sbarramento del 3,25%, è dato dal fatto che per la prima volta c'è una formazione haredi che ha preso le distanze dai due storici partiti ultraortodossi (Shaw e United Torah Judaism), ha una posizione moderata rispetto alla delicata questione della leva militare obbligatoria per tutti, ultraortodossi compresi, e ha addirittura due donne in lista, Nechumi Yaffe e Ziva Glanz. Nonostante le pressioni di Netanyahu e i sondaggi totalmente avversi, Leitner prosegue imperterrito e ha ribadito di non aver intenzione di lasciare la corsa. "La società haredi non può più vivere in parallelo rispetto al resto di Israele. Dobbiamo farne parte e dobbiamo assumervi un ruolo attivo", ha dichiarato pochi giorni fa, assicurando che si presenterà al voto.

Uccisi ancora civili in Ucraina. Zelensky: "Missili russi sul campus universitario, ci sono vittime e danni ingenti".

Kiev, 27 Ott 2026 – Da ieri sera, intorno alle 21, ora italiana, le forze russe hanno colpito Kiev con missili balistici. Si sono sentite delle esplosioni. 

“È stato dichiarato un allarme aereo a causa di una minaccia missilistica. Esortiamo i residenti della città a recarsi nei rifugi più vicini", ha scritto l'amministrazione statale della città di Kiev. L'aeronautica militare ha riferito che missili balistici stavano viaggiando verso Kiev dalla regione di Chernihiv. In seguito, sono comparsi sui forum pubblici resoconti di esplosioni.

"I missili balistici russi hanno colpito il complesso universitario di Kiev e l'area circostante - ovvero il campus, il Parco di Kyoto, la zona vicino a una stazione della metropolitana e alcuni edifici residenziali. Il numero esatto delle vittime non è ancora noto. Ma, tragicamente, ci sono delle vittime. Ci sono dei feriti. Sono in corso le operazioni di soccorso". Lo riferisce il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un post su X. 

"I danni sono ingenti e circolano anche notizie secondo cui alcune persone potrebbero essere rimaste intrappolate sotto le macerie. Tutti i servizi di emergenza sono sul posto e stanno svolgendo il proprio lavoro: salvare vite umane", aggiunge Zelensky, sottolineando che "i missili hanno colpito zone molto affollate e nelle vicinanze non c'è una sola struttura militare". "Si è trattato di un attacco diretto alla città, alle sue infrastrutture. Purtroppo, potrebbero esserci altri attacchi in arrivo", scrive ancora.

I russi hanno lanciato attacchi questa notte a Kharkiv, uccidendo due persone. A confermarlo, il sindaco di Kharkiv, Igor Terekhov, in un post su Telegram ripreso da Ukrinform.

Gli attacchi al distretto di Novobavarsky, aggiunge il primo cittadino, hanno danneggiato palazzi residenziali, case private e automobili. Oltre alle due vittime, sono stati registrati anche quattro feriti.

Oleh Syniehubov, capo dell'Amministrazione regionale militare di Kharkiv, su Facebook chiarisce che nell'attacco missilistico della Federazione Russa sono stati feriti due uomini di 61 e 77 anni, una donna di 60 anni e una ragazza di 17 anni.

Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato: "I missili balistici russi hanno colpito il terreno di un'università a Kiev e l'area circostante - di fatto il campus, il Parco Kiev, l'area vicino a una stazione della metropolitana e edifici residenziali. Il numero esatto delle vittime non è ancora noto. Ma tragicamente, ci sono vittime. Ci sono persone ferite. Le operazioni di soccorso sono in corso. C'è un danno esteso, e ci sono anche rapporti secondo cui persone potrebbero essere intrappolate sotto le macerie. Tutti i servizi di emergenza sono sul posto e stanno svolgendo il loro lavoro, salvando vite. I missili hanno colpito aree molto affollate, e non c'è una sola struttura militare nelle vicinanze. Si è trattato di un attacco diretto alla città, alla sua infrastruttura. Sfortunatamente, potrebbero arrivare altri attacchi. L'attacco con gli 'shahed' sta anche continuando contro Kyiv e le nostre altre città e comunità. Ed è proprio in tali circostanze, quando la minaccia è costante, quando gli attacchi possono arrivare in qualsiasi momento e colpire direttamente città e villaggi, che i ritardi artificiali nel fornire la difesa aerea all'Ucraina aiutano il terrore. È importante che gli accordi politici vengano attuati tempestivamente a livello di team. E' importante che i nostri partner capiscano che l'Ucraina ha bisogno degli strumenti adeguati per distruggere i lanciamissili balistici russi. Questo sarebbe il modo più efficace per salvare vite. È importante che il mondo veda che la Russia mostra solo il desiderio di uccidere e continuare a condurre la guerra. L'Ucraina non deve essere lasciata ad affrontare tutto questo da sola, e la colpa della continuazione della guerra e della morte di persone è unicamente della Russia. Prendetevi cura di voi stessi. Tutti i partner dovrebbero stare con l'Ucraina, proteggendo le vite".

"Nell'ambito dei preparativi per un'operazione umanitaria nella zona di Oleshky, nella regione di Kherson, le forze armate della Federazione Russa hanno interrotto il fuoco nel settore di Kherson a partire dalle 4:00, ora di Mosca". Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo su Telegram. La sospensione dei combattimenti, accettata da entrambe le parti, dovrebbe consentire lo svolgimento di un'operazione umanitaria nella località dove gli abitanti, rimasti intrappolati, sono privi di cibo e medicinali da diverse settimane. 

Analogo comunicato da parte delle forze ucraine: "Oleshky: cessate il fuoco e assistenza ai civili. Vi ricordiamo che a partire dalle 3:00 del mattino del 27 ottobre, ora di Kiev, l'Ucraina sta attuando un cessate il fuoco in un'area designata per condurre un'operazione umanitaria nella città temporaneamente occupata di Oleshky, nella regione di Kherson'', scrive lo stato maggiore ucraino secondo quanto riportato da Ukrinform.

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