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Via libera del Consiglio comunale di Tortolì all’acquisizione dell’area: il compendio sarà destinato al Consorzio Industriale dell’Ogliastra per il futuro Polo della Nautica.

Tortolì (Ogliastra), 9 Lug 2026 - Il Consiglio Comunale di Tortolì ha approvato all'unanimità, l'acquisizione al patrimonio comunale dei trentacinque ettari dell'ex Cartiera di Arbatax, al prezzo di 258,25 euro: un valore quasi simbolico per un'area che chiude vent'anni di attesa e apre un cantiere di sviluppo per l'intera Ogliastra.

Il compendio passa ora nella disponibilità del Consorzio Industriale Provinciale dell'Ogliastra. Alcune aziende si sono già affacciate sul sito. E sullo stesso terreno la Regione ha stanziato 4,6 milioni di euro per le opere di infrastrutturazione e urbanizzazione, con l'obiettivo di realizzare il Polo della Nautica immaginato per l'area e di accelerare l'insediamento delle imprese. Il Consorzio lavora inoltre a una riclassificazione complessiva del porto di Arbatax, allineata allo sviluppo industriale della zona, e alle infrastrutture per risolvere i problemi di viabilità che oggi ne limitano l'accesso.

Il passaggio di martedì 30 giugno in sede di Consiglio Comunale, arriva al termine di un percorso amministrativo pluridecennale, avviato quando il fallimento della società Sarind aveva collocato il compendio sotto l'Assessorato regionale dell’Industria. Un lungo periodo di silenzi, attese e valutazioni e infine due delibere della Giunta Regionale, nel 2018 e nel 2025, ne hanno poi disposto la cessione al Comune di Tortolì; l'atto approvato martedì scioglie anche gli ultimi nodi tecnici rimasti aperti tra C.I.P.Og  e Comune sulle stesse aree.

La Cartiera aprì i battenti nel 1963 e fu per decenni il cuore economico dell'Ogliastra: mille dipendenti, due macchine continue al lavoro giorno e notte, quattrocento tonnellate di carta prodotte quotidianamente, con l'aeroporto di Tortolì-Arbatax e un intero quartiere per le famiglie dei lavoratori sorti attorno alla fabbrica. La crisi si aggravò dal 1989, finché nel marzo 1992 lo stabilimento entrò in amministrazione straordinaria sotto la gestione diretta del Ministero dell'Industria; seguì un lungo iter fallimentare davanti al Tribunale di Bologna, fino alla chiusura definitiva degli impianti nel 2005.

L'ex area industriale cambia significato: da ferita nel paesaggio a promessa per il futuro. Com

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