Sassari, 9 Lug 2026 – Ieri sera, a Sassari, i Carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia del capoluogo turritano ed i colleghi della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia e coadiuvati dai militari della Stazione di Alghero, hanno arrestato in flagranza di reato, due uomini ritenuti responsabili dei reati di estorsione e truffa aggravata.
L'attività investigativa ha in particolare consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due soggetti provenienti dalla penisola in ordine a due distinti episodi criminali. Infatti, secondo quanto ricostruito, la sera del 7 luglio 2026, a Olbia, gli indagati avrebbero contattato telefonicamente una donna di 75 anni, qualificandosi falsamente come magistrati del Tribunale di Tempio Pausania. Nel corso della conversazione, gli indagati paventavano l'imminente arresto della figlia della vittima, asseritamente responsabile di una rapina consumata a bordo dell'auto in uso alla famiglia; mediante tale minaccia, hanno pertanto indotto l'anziana a consegnare monili in oro per un valore stimato di circa 4.000 euro.
Un secondo episodio è stato poi registrato la mattina di ieri nel comune di Alghero. In tale circostanza, gli stessi ‘continentali’, qualificandosi falsamente come appartenenti all'Arma dei Carabinieri, hanno riferito ad un’anziana di 81 anni che il coniuge era rimasto coinvolto in una rapina avvenuta la notte precedente a Sassari. Quindi mediante il raggiro telefonico, la vittima è stata indotta a raccogliere tutti i gioielli in oro in suo possesso, del valore di circa 8.000 euro, unitamente alla somma contante di 3.500 euro, per una presunta comparazione tecnica. Successivamente, un complice si è presentato presso l'abitazione della pensionata occupandosi di ritirare e sottrarre il denaro e i preziosi.
Gli immediati accertamenti avviati dagli investigatori dell’Arma, hanno permesso di individuare tempestivamente la struttura ricettiva di Sassari presso cui alloggiavano i due indagati. Pertanto durante la perquisizione è stata rinvenuta l'intera refurtiva, che è stata sottoposta a sequestro per poi essere successivamente restituita ai legittimi proprietari.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica di Sassari, che coordina e dirige le indagini, gli arrestati sono stati condotti e rinchiusi presso la Casa Circondariale di Sassari-Bancali in attesa dell'udienza di convalida.
Per il principio della presunzione d'innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte alle indagini sarà definitivamente accertata solo se interverrà sentenza irrevocabile di condanna.









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