Teheran, 8 Lug 2026 – Il prezzo del petrolio di riferimento statunitense è aumentato di oltre il 2,5% all'apertura dei mercati, in seguito all'escalation delle tensioni in Medio Oriente e dei nuovi attacchi statunitensi contro l'Iran.
Il greggio West Texas Intermediate, uno dei due principali benchmark globali, ha guadagnato il 2,63%, attestandosi a 72,29 dollari al barile. L'incremento è avvenuto dopo che le forze statunitensi hanno lanciato raid contro l'Iran in seguito all'attacco a tre navi mercantili nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'esercito americano.
I media statali iraniani hanno segnalato numerose esplosioni intorno allo Stretto, tra cui sei sull'isola di Qeshm, sette nella città di Sirik e altre nella città portuale di Bandar Abbas. I prezzi del petrolio rimangono comunque ben al di sotto dei picchi raggiunti all'inizio della guerra.
Almeno una persona è rimasta uccisa e altre due ferite a seguito degli attacchi lanciati dagli Stati Uniti questa mattina contro la provincia del Khuzestan, nel sud-ovest dell'Iran, secondo quanto riportato da Valiollah Hayati, vice governatore della regione per la sicurezza e l'ordine pubblico. "Questa mattina, il nemico ha attaccato tre obiettivi nei distretti di Bandar Mahshahr, Bandar Khomeini e Hamidiyeh. Purtroppo, una persona è rimasta uccisa e altre due ferite negli attacchi", ha dichiarato Hayati, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha approvato il piano di attacchi contro l’Iran e ne ha ordinato l’esecuzione ieri mentre si trovava in Turchia per il vertice della Nato. È quanto rivela il giornalista di Axios Barak Ravid che cita un funzionario statunitense secondo cui, Trump ha tenuto una riunione ad Ankara con Hegseth, Rubio e Bessent, che avevano volato con lui sull’Air Force One, con il presidente Dan Caine, già sul posto per il vertice della Nato, e altri funzionari.
L'Iran afferma di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta agli attacchi americani, secondo un comunicato diffuso dall'emittente statale IRIB. "In una prima risposta a questa aggressione, la Marina e le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno condotto un'operazione con missili e droni, colpendo 85 installazioni militari statunitensi chiave" nei due Paesi, e abbattendo un drone MQ-9, si legge nel comunicato.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha accusato mercoledì gli Stati Uniti di gravi violazioni del memorandum d'intesa, citando gli attacchi statunitensi contro l'Iran, le rinnovate sanzioni sul petrolio, le minacce di ulteriori colpi, le violazioni della politica iraniana nello Stretto di Hormuz e i continui attacchi israeliani contro il Libano.
"L'era del bullismo e dell'estorsione è finita", ha scritto Qalibaf in un post su X: "Non ci pieghiamo".
L'esercito statunitense ha scatenato un'ondata di attacchi contro l'Iran martedì e ha revocato una licenza che consentiva al Paese di vendere petrolio dopo che tre navi cisterna sono state colpite da proiettili nello Stretto di Hormuz, mettendo sotto pressione un cessate il fuoco già fragile.
Gli sviluppi politici delle prossime ore si preannunciano rapidi e cruciali per comprendere se vi sia ancora margine per una ricomposizione diplomatica o se la regione si stia avviando verso un'escalation più ampia. Un funzionario statunitense ha confermato che il capo del Pentagono, Pete Hegseth, lascerà oggi la Turchia per trasferirsi immediatamente in Israele. La missione rappresenta il suo primo viaggio ufficiale nello Stato ebraico da quando ha assunto la carica di Segretario alla Difesa dell'amministrazione Trump. A Gerusalemme, Hegseth ha in programma un colloquio bilaterale con il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Al centro dell'incontro ci sarà l'analisi accurata dei danni subiti dall'Iran dopo i raid di ieri sera, il coordinamento delle mosse difensive nello scacchiere mediorientale e la condivisione dei contenuti dei colloqui privati che il tycoon ha avuto ad Ankara con il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. L'asse tra Washington e il governo israeliano si stringe nuovamente nel tentativo di anticipare le contromosse di Teheran e di blindare le rotte commerciali marittime del Golfo.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump attacca l'Iran definendolo "malato" e "bugiardo". Il cessate il fuoco "è finito", ha detto ancora.
Trump ha ricordato la repressione interna in Iran, con le migliaia di persone uccise, "e poi ci stupiamo di quello che fanno in politica estera. Sono persone pessime. Non voglio sprecare il mio tempo, se i negoziati rivogliono continuare a parlare... ma a me loro non piacciono", ha aggiunto.
Due basi militari nella provincia meridionale iraniana di Bushehr sono state colpite da proiettili nemici''. Lo ha dichiarato un vice responsabile della sicurezza del governatore provinciale, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars. Il funzionario ha spiegato che una base è stata colpita nella contea di Dashti e un'altra vicino alla città di Chogadak, entrambe nella provincia di Bushehr.
I bombardamenti Usa in Iran di questa notte erano "assolutamente necessari". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte al suo arrivo al vertice in corso ad Ankara, in Turchia. "Se c'è un cessate il fuoco e l'Iran lo viola, abbiamo visto cosa è successo ieri con le navi attaccate, penso che sia assolutamente fondamentale che gli Stati Uniti reagiscano con forza", ha spiegato.
La Fars precisa che al momento non sono stati segnalati morti o feriti a seguito degli attacchi.
Un attacco israeliano messo a segno ieri sera contro un veicolo nella zona meridionale di Gaza City ha ucciso quattro persone, tra cui un funzionario egiziano di un'organizzazione umanitaria e due bambini. Lo riportano oggi i media palestinesi, precisando che nel veicolo si trovavano due uomini, tra cui Mohammed al-Wahidi, membro del Comitato Egiziano di Soccorso nella Striscia di Gaza. Fonti mediche dell'ospedale Al-Shifa hanno poi fatto sapere che nell'attacco è rimasto ucciso anche un bambino di 10 anni che giocava nella zona, mentre il fratello di 8 anni che aveva riportato ferite è deceduto poco dopo.
Anwar Gargash, consigliere senior del presidente degli Emirati Arabi Uniti, afferma che l'Iran ha dimostrato di essere "incapace" di rispettare l'accordo stipulato con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Lo scrive il Times of Israel, riprendendo un post X dell'alto funzionario. Gli attacchi, scrive in arabo, "sono una chiara indicazione del fatto che Teheran rimane incapace di rispettare i requisiti della de-escalation e di porre fine alla guerra. Gli Stati arabi del Golfo non possono continuare a essere bersaglio delle oscillazioni dell'Iran tra la logica dell'escalation e il percorso della razionalità, della stabilità e della pace", aggiunge.
"L'Iran, pur avvertendo seriamente delle conseguenze della violazione dell'accordo da parte degli Stati Uniti, adotterà misure decisive per proteggerei propri interessi e la sicurezza nazionale", ha scritto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi su X. "Nelle ultime tre settimane, gli Stati Uniti hanno ripetutamente violato le clausole 1 e 2 del Memorandum d'intesa di Islamabad, attraverso dichiarazioni minacciose contro l'Iran e le azioni del regime sionista in Libano", ha aggiunto, secondo l'agenzia di stampa IRNA, sottolineando che "il nuovo attacco statunitense contro l'Iran rappresenta un'ulteriore grave violazione delle clausole del Memorandum d'intesa".
Il Comando Centrale delle Forze armate della Repubblica islamica ha dichiarato in un comunicato che "l'Iran non permetterà alcuna interferenza nella gestione e negli affari relativi allo Stretto di Hormuz, in nessuna circostanza". "Le cerimonie funebri del defunto leader Ali Khamenei e la partecipazione del popolo hanno rappresentato un'umiliante sconfitta per l'arroganza globale e i criminali Stati Uniti", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'Irna, in seguito agli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran avvenuti la scorsa notte.












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